sabato 28 ottobre 2017

C'è una sottile (Biblioteca di Babele VI)...

...differenza tra "esperienza estetica" ed estetica in senso ristretto, benché quest'ultima disciplina abbia l'intento di spiegare come avviene (e spesso, come dovrebbe avvenire) il primo fenomeno. La ricezione del lettore si può pure dividere in tre / quattro modalità: 1) quella del lettore senza formazione specifica; 2) quella di colui il quale ha tale formazione ma non un ruolo riconosciuto ufficialmente; 3) quella del critico riconosciuto - altrimenti detto "professionale" - del campo, eventualmente più aggiornato sulle ultime tendenze ermeneutiche rispetto agli altri "tipi" di lettore; 4) l'autore nell'atto della lettura. Quest'ultimo infatti è comunque lettore, delle opere altrui e delle proprie, sicché ogni volta che rilegge un libro dopo che ha inserito nuove letture prima di tornarvi, la sua percezione si può supporre modificata perché modificata la sua memoria letteraria. A quest'ultima, più fortemente ancora oggi che in passato, bisogna aggiungere l'influenza dell'incontro non solo con altre "arti" ma con altre discipline, non necessariamente voluta né analizzata (dibattito sull'influenza del ciclo figurativo della Gigantomachia rappresentata nel frontone dell'Olimpiaeon agrigentino sul testo del neviano Bellum poenicum, per rifarci ad un tema prossimo nel tempo: in questo senso si vorrebbe fosse possibile modificare la nozione di "orizzonte d'attesa"). E l'autore è lettore anche nell'atto di fare letteratura per la memoria di cui sopra benché, di nuovo, non sia cosciente di tutta la sua estensione né domini la sua interezza coscientemente.

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