martedì 17 ottobre 2017

Ordunque...

...come potrà un "filosofo greco", che quando non legge, ascolta recitare Omero nelle più varie forme ed occasioni; al quale sarà capitato di assistere a tragedie e commedie; come potrà un "filosofo greco", che sente parlare del tale e del tal altro eroe come discendente diretto od indiretto di un dio, farsi un concetto dell'anima - della psuche - come "partecipe della natura divina"? Forse ricavandolo analogicamente dalle narrazioni di cui sopra?

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