domenica 31 dicembre 2017

Ancora stupore (Anatolia ed Albione)?

La sorpresa, si nota a leggere con appena un poco d'attenzione, è almeno in parte artefatta (retorica, direbbero alcuni). Pur non essendo necessario che lo sia, una volta esclusa l'eventualità bisognerebbe però credere di conseguenza non che chi ne fa mostra fosse totalmente incapace di considerare i futuri possibili in anticipo, ma qualcosa di più profondamente vuoto. Lo scenario è questo: uno stato isolàno, lasciata una organizzazione internazionale nel suo più profondo ed intangibile nocciolo economica ed in difficoltà nelle acrobazie diplomatiche delle trattative non soltanto per non perdere tutti i vantaggi, ma per limitare l'entità delle perdite, appoggia platealmente il dissenso di una parte dei paesi membri della supposta unione abbandonata circa temi che si dimostrano in modo crescente nient'affatto secondari anche per il tema principe dell'accordo generale. Solo uno stupido o (si spera) finto tale non sospetterebbe nell'atto una reazione geopolitica, un gambetto, per fare analogie scacchistiche, nel tentativo di: a) trovare un appoggio per sé in cambio del proprio; b) tentare la via del divide et impera per riequilibrare se non capovolgere i rapporti di forza. ...un patto di cooperazione militare di uno stato fuoruscito con paesi dissidenti potrebbe pur essere una perfetta "manovra di copertura", particolarmente se tutti i soggetti coinvolti fanno già parte di un più ampio trattato per la difesa comune...

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