sabato 2 dicembre 2017

Gli studiosi odierni...

...non solo di letteratura, persistono nell'idea, almeno a giudicare dalle loro più frequenti dichiarazioni tramite varii mezzi, che quanto per noi oggi è poco conosciuto, lo fosse anche quando, trecento, ottocento, duemilacinquecento anni fa venne alla luce un testo scritto, superstite di un gruppo d'opere ben più ricco e diffuso ai suoi tempi, che ci fornisce un dato. Quanti dei nei tempi antichi non scarsi attidografi (storici etc. dell'Attica), per esempio, ci sono rimasti? Qual'è la dimensione del testo superstite di alcuni di questi talvolta disponibile per tramite di discorso indiretto e non con citazione esplicita il quale possiamo ricostruire attraverso i frammenti che ne sono avanzati nel poco ancora esistente della letteratura greca antica (e ciò benché, lo sappiamo, una parte cospicua della letteratura detta greca sia attica od elaborata da meteci in Attica)? Dunque un autore greco che scrive di cose a noi mal note non necessariamente descriveva elementi avvolti ai suoi tempi e per i suoi lettori nella nebbia. Si ripeta per qualsiasi letteratura, anche con riguardo ad epoche relativamente vicine.

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