venerdì 8 dicembre 2017

La continua...

...negazione diegetica del libero arbitrio non può forse venir vista come il lato "in sottrazione" di un discutere circa esso? Perché, in una civiltà occidentale come quella odierna altamente propensa ad unificare ogni manifestazione, si dovrebbe sostenere che se ne parli soltanto quando si abbia una successione temporale nella quale sia chiaramente esposto in positivo? Trattare della privazione dei diritti non è comunque presentare il nodo di quali essi siano, nel quadro ragionativo delineato sopra? Esibire il servo arbitrio sotto forma di problema da risolvere non è domandarsi - o chiedere ad altri - quando questo sia libero?

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