giovedì 7 dicembre 2017

Leggendo...

...un'intervista, ci si imbatte in un esordio secondo il quale scrivere sarebbe l'unico sistema efficace contro la morte, pure se gli uomini, non solo per l'intervistato, avrebbero tentato altre strategie come la preghiera, i farmaci, la magia o l'immobilità. Mettiamo momentaneamente da parte la questione della scrittura e tutti i connessi (se si pensa al campo verbale antico greco inerente al pittore ed al dipingere, già in àmbito occidentale il tema si pone in modo diverso rispetto a quello più "volgare"); scartiamo la polemica elideista coll'Hegel della filosofia della storia sulla mancanza di una "vera" religione africana (nera, leggendo accuratamente il testo: ma si sa, la riduzione ad uno ha nell'uomo di Stoccarda il proprio monumento più grande), sostituita dalla magia, la quale sancirebbe la posizione dominante dell'essere umano nel cosmo in un pensiero primitivo - si potrebbe con un ossimoro dire un "pensiero bestiale", ed implicazioni - dato che l'elaborazione non è conclusa, e giochiamo allo "illuminista" circa le parole evidenziate nel testo sopra: l'intervistato distingue fra "preghiera" (scil. "religione") e "magia"; però molti illuministi valutavano le pratiche religiose niente altro che magia camuffata: dunque, rimarrebbero solamente tre termini - per molti, "definizioni", o "concetti", bastevoli a possedere quelle tre parti del mondo -. L'estensore di questo scritto ha personalmente raccolto la testimonianza orale di un fedele di religione monoteista che affermò alcuni pochi anni fa la lettura di brani del testo sacro avere effetti magici, che tale atto curi le malattie. Si noterà che la formula magica in latino si disse pure carmen, allo stesso modo della preghiera. Sull'almeno duplice ed opposto significato della parola farmaco in greco antico qui si è già scritto.

Nessun commento:

Posta un commento