martedì 5 dicembre 2017

Ma la domanda è:

"Perché dovremmo interessarci principalmente o solo di letturatura afrostatunitense (afroamericana è tutta quella letteratura composta da africani neri - vedremo sotto delle precisazioni ulteriori - con cittadinanza di uno Stato che si trova nel continente americano, dal Canada al Cile ed all'Argentina) e non di letteratura propriamente africana? Oppure "afroeuropea" etc.? Ma prima africana. Benché ci si debba ricordare che l'attuale "spazio semantico", oltre che geografico, del termine Africa comprende anche stati la cui popolazione parla in maggioranza un idioma di ceppo linguistico semitico, e di come il restringimento del prefisso afro- ad indicare popolazioni il cui colore di pelle viene semplicisticamente definito nero sia un altro indizio di un prevalente eurocentrismo cui alcuni fra coloro che l'hanno fieramente assunto come segno "identitario" non ha fatto caso in maniera particolareggiata. L'estensore ricorda come su libri di testo scolastici quarant'anni fa in Italia (libri di un paese democratico, dunque, il quale aveva già assunto quella costituzione repubblicana che contrasta la distinzione su base razziale, di cui l'indizio esteriore più evidente sarebbe il differente colore della pelle) gli stati del Maghreb etc. a prevalenza linguistica araba e confessionale di una religione riconoscente un solo dio fossero definiti "Africa bianca", istituendo - per comodità, certo - una esplicita separazione nel continente e forse una più sottintesa unificazione dell'Africa settentrionale "ovviamente" coi paesi dell'Asia occidentale; ma in un certo qual modo una senza dubbio involontaria unificazione di essa coll'Europa "chiara e monoteista" come la sopracitata parte del continente contro l'Africa meridionale (Nera e politeista? Meno religiosamente evoluta - e forse non solo religiosamente - come sostenne non per secondo e non ultimo Hegel?). Perciò, avanzata l'obiezione in base alla quale non è affatto detto che il monoteismo sia un progresso rispetto al politeismo in ambito religioso, essendo stato qui già notato che si considera un regime democratico parlamentare, repubblicano o monarchico, un avanzamento in campo politico, se lo si confronta con una monarchia assoluta, concludiamo di nuovo chiedendo: "Perché interessarci della letteratura afrostatunitense prima della letteratura africana tout court?" Non è che quest'ultima si possa ritenere - nel "cosmo" transatlantico settentrionale, poi - talmente al centro del dibattito culturale da non necessitare di un richiamo all'attenzione.

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