martedì 26 dicembre 2017

Non bastava...

...di certo, negli anni '30 del XIX secolo p. C. n., l'insurrezione a fare di una "mera espressione geografica" uno stato; od ancor più una nazione. Ma il buon conte Terenzio Mamiani della Rovere vedrebbe ancor oggi come non basti neppure la cultura organizzata appositamente come strumento, a formarla. Avrebbe certo dovuto comprenderlo anch'esso, se solo avesse pensato che erano alcuni secoli che scrittori in verso ed in prosa nati nella penisola italica celebravano l'Italia come una, e come nonostante ciò essa fosse testardamente rimasta divisa. Oggi, il Regno delle Spagne ripete ossessivamente che la Spagna è una: eppure la Catalogna reclama l'indipendenza, a più di cinquecento anni dal matrimonio dinastico e dalla scomparsa dello stato granadino. Certo, una pianificazione culturale è utile, ma a lungo termine: serve dunque, senza possibilità di compiere salti, anche il tempo. V'è poi federalismo e federalismo: la discussione che si ha in The Federalist non solo su "che tipo di stato", ma anche su "che tipo di federalismo", indica che si tratta[va] di un problema: viene là scartato un federalismo "tra sovrani" che sembra in effetti presentare delle difficoltà, sebbene la soluzione statunitense non sia fattualmente l'unica ad aver mostrato capacità di durata, come già indicato anni fa negli interventi comparsi qui proprio sul tema del federalismo.

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