lunedì 31 dicembre 2018

Voi sapete, vero...

...che i neologismi sono entrati nelle consuetudini delle lingue ben prima che nascessero le gazzette; 2) che la maggior parte dei neologismi decàde?

sabato 29 dicembre 2018

Il problema per i più...

...non è se la tecnologia - e si potrebbe discutere sulla parola - faccia vivere male o bene, posto che ogni applicazione "tecnologica" risolve uno o più problemi e ne crea o ripropone altri) ma quanti fa vivere meglio.

Ancora sul romanzo non - fiction (I).

Tralasciando che il romanzo non - fiction si può ritenere una contraddizione fin nel modo in cui viene definito; procedendo oltre, qualcuno potrebbe pretendere, non essendo il romanzo di tal genere fiction, che il testo sia composto utilizzando la lingua del luogo e del tempo d'ambientazione.

venerdì 28 dicembre 2018

Summum...

...imperium, non absolutum. Vertix montis sub caelo, radix montis super terram (cives): eripe terram sub monte...

Per esprimersi...

...in breve si tratta dunque di eliminare la strozzatura che si crea al livello della distribuzione, dove taluni economisti capitalisti individuavano il vero momento sovrano della circolazione, dove si formava il profitto da cui discendono ricchezza, capitale.

giovedì 27 dicembre 2018

"Ed io nelle cose giuste...

...ed in chi sia l'avversario e il nimico, ho avuto maestro il padre mio, ed il di lui padre, e tutti i miei consanguinei più anziani, che dicevano quello esser male, e che la tal cosa non era bene farla, come avevano appreso da chi li aveva allevati; se nelle lettere ho avuto un riconosciuto maestro che ne discuteva con altri, e nel suonar la cetera puranco si sa che presi lezioni; è altresì vero ch'ascoltai circa il costruire le navi più volte il mastro d'ascia che correggeva i suoi aiutanti, senza farmi suo discepolo. Perché tu o Socrate, mi riprendi di voler consigliare cose che non so in assemblea, quando sono presenti esperti delle varie arti: ma se si dia il caso in cui non si stia discutendo nella Ecclesia, oppure il maestro sia rimasto al di là della corda; o ci si trovi bensì con un gruppo di persone fra le quali non sia un maestro dell'arte particolare, in simposio, il singolo può bene avanzar soluzioni per sciogliere una difficoltà insorta su di un tema che egli ritiene, oppur sa, di conoscere meglio rispetto a tutti i presenti; senza considerare poi che si può certamente imparare bene un'arte, ma questo non significa sapere bene insegnarla, o saper esporla in modo che gli altri siano convinti: questo potrebbe meglio farlo chi, pur non avendo la stessa competenza particolare, o così approfondita, sa persuadere che compiere questo sia meglio d'agire per quello". Allorché Socrate stava rivolgendo fra sé la più atta risposta, continuò: "Poiché potrei dirti che, per quanto m'è dato sapere, mi sarebbe possibile aspettare da te consigli eventualmente opportuni, secondo la tua stessa misura di giudizio, sulla scultura, in quanto sei figlio di scultore e, prima d'abbandonare l'arte paterna, l'hai per qualche tempo esercitata; che, nella misura in cui è a mia conoscenza ciò che hai imparato da esperti, od hai ritrovato da te, potrei chiederti con speranza di condivisibilità un parere su quale sia il modo d'agire coraggiosamente durante una battaglia - non altrettanto su come debban disporsi le schiere d'opliti, od ove necessiti collocare i cavalli, ammesso s'abbiano e vi sia spazio bastevole -, in conclusione, poiché gli Ateniesi t'hanno pubblicamente premiato per il tuo valore. E' tuttavia anche vero che vi sarebbero probabilmente nella nostra città, benché tu non possa essere definito un incompetente in scultura, scultori di te più validi da cui apprendere l'arte; è inoltre altrettanto vero che questo scultore piace ad alcuni, ed ad alcuni un altro, dallo stile diverso. E' nuovamente vero che c'è il temerario scampato vivo alle battaglie, in virtù della dea Tyche; e che Nestore, il più saggio dei Greci che si trovò sotto Troia, il miglior ordinatore di schiere, fu salvato dal figlio appresso alle sacre mura, come ci dice l'ottimo fra i poeti Omero: e dunque ne traiamo che non si sa se sarebbe meglio dar retta ad un temerario vivo, piuttosto che ad un saggio ch'ha conosciuto l'orrenda sorte di morire; benché appaia assurdo ritenere che sia meglio deliberare seguendo il consiglio del primo deducendo dal fatto che sia respirante il risultato che i suoi precetti siano migliori di quelli dell'altro perché il secondo non cammina più sulla terra nutrice di tutti. Se poi nessuno, interrogato da te, risulta alla fine sapere quello che fa, aver scienza; e se tu sei stato reputato dalla Pizia il più sapiente di tutti perché conosci bene di non saper alcunché, e dunque di nulla disciplina hai vero sapere: che cosa hai tu da insegnarmi, oltre la consapevolezza dell'insipienza? E se nessuno è maestro di nulla, di chi l'uomo si farà discepolo, e perché mai non dovrebbe un'arte a suo modo foggiarsi, ed insegnarla, stupido fra gli stupidi?" Chiuso con queste parole il suo dire, se ne andò.

Omaggio.

"I' m'intendea però Tre, cinquantuno / in prima parte de lo Gran Poema".

lunedì 24 dicembre 2018

Il punto fondante III.

Perciò, continuando il discorso degli scritti precedenti, si potrebbe replicare così a coloro che lanciano l'allerta circa la messa a rischio dell'Unione Europea, che implicherebbe la non certezza di determinate parti del sistema in cui siamo inseriti, quando dovesse andare incontro ad uno scioglimento: 1) Che bisogna essere in grado di comunicare in primo luogo ai cittadini dei vari stati aderenti i privilegi che hanno, o meglio operare perché li avvertano in atto; 2) che si deve smettere di ridurli col favore del silenzio indotto dallo strepito quotidiano sull'economia (appunti su spese finanziarie gravanti sul consuntivo in prima istanza che però: a) avrebbero effetti positivi sui bilanci economici singoli, ossia delle famiglie; b) sulla finanza ovvero sul bilancio statale a posteriori, garantendo un flusso monetario, una circolazione economica e dunque finanziaria più ampia e stabile); 3) che si deve lavorare per ampliare i diritti.

Allora...

...cosa intendete con "riprodurre"? Fin quando un autore inserisce frasi di un altro autore nei propri testi, ci si può fare una domanda fondamentale: si tratta di citazioni coscienti e financo volute, o di emersioni dalla memoria? Tra l'altro, lo scrittore è un mago, un prestidigitatore almeno, un bugiardo: può accorgersi dopo che un suo passo somiglia molto a quello di un autore che ha lètto; può scoprirlo anche solo nel momento in cui glielo fa notare un lettore, critico; un intervistatore: ed acrobaticamente: "Ma certo, è voluto". Quand'anche lo facesse con ricerca, è pure quella una strategia compositiva, un metodo d'esposizione, una cifra d'autore. Forse. Ma bisogna pur sempre pensarla come tale, se così effettivamente la si pensa, per applicarla. Ed ogni "scrittore" è un plagiario: più o meno alla lontana, in vario grado coscientemente, con maggiore o minore bravura.

sabato 22 dicembre 2018

Eh,

vecchio discorso quello della egemonia culturale del partito socialista / comunista. I problemi son due, ossia: 1°) L'egemonia culturale non è andata oltre una alta scolarizzazione, intesa più che altro come assunzione dei dati trasmessi dalla scuola, senza critica e trasformazione, senza assunzione del potere e proposta di un nuovo modello; 2°) Conseguentemente, la "sinistra" occidentale è stata gabbata, specie in Italia, dalla favoletta destrorsa della "dittatura culturale" che è una dittatura del discorso, della descrizione del mondo e della narrazione, mentre per quanto riguarda la forma sociale ed il modello economico, anche in conseguenza del fallimento del supposto "socialismo reale" - che non è tale: il socialismo reale doveva oltrepassare la dittatura del proletariato a prevalenza industriale (Marx, Russica) - in URSS, si è fatta prona alla tesi dell'ineluttabilità del capitalismo ed è scivolata lentamente verso quel riformismo che aveva provocato la scissione del 1921, verso una "lotta per la riduzione delle sperequazioni" interna al sistema capitalistico, verso sostanzialmente un owenismo. Ma senza una proposta alternativa, qual'è il motivo fondante ed incontrovertibile per il quale, di fronte a due latte di vernice, bisognerebbe scegliere quella che contiene il giallo chiaro piuttosto che quella dove c'è dentro il giallo scuro? Scegliere di morire molto di fame oppure un poco meno?

Les "textes essentiels"...

...de un auteur sont exitiales pour son image reéle.

venerdì 21 dicembre 2018

In effetti...

...essere estremamente autobiografico in un "testo" il cui genere nell'opinione maggioritaria non è schedato come afferente al campo in cui l'autobiografia è ammessa, suppone due possibilità nella ricezione dell'atto artistico (alternativismo interpretativo) da parte della platea: la provocazione violenta quanto violento può essere un testo; o l'errore.

Che sarebbe stato meglio...

...non ci fosse una dittatura, certo; ancor di più (l'ottimo) che non vi fosse una guerra. Queste son le premesse. Sostenere che una dittatura dovesse rispettare i diritti delle minoranze, ed indignarsi perché non l'ha fatto, si può accogliere come modo per riaffermare che sarebbe stato meglio non ci fossero state né dittatura né guerra: perché è ovvio che non si può credere nella realtà di un'evenienza del genere.

giovedì 20 dicembre 2018

Non c'è modo migliore di organizzare una biblioteca.

Non una biblioteca individuale almeno; non di qualcuno che compri i libri per leggerli, od abbia la fortuna di riceverli in dono. Non di chi li prenda in prestito oppure li consulti / pulsi in biblioteca pubblica. Non c'è, se anche i libri non fa altro che leggerli, appuntarli ed usarli per scrivere "in proprio". Non c'è, se la sua vita è "organizzata" in letture di libri diversi in varie fasi della giornata ed inoltre ogni lettura o ricerca suppositivamente mirata porta ad estrarre volumi dagli scaffali. Almeno non c'è se si pensa ad una struttura materiale che limita i volumi in una posizione identificabile, perché buona parte di quella immagine deve essere pensata quale costantemente resa falsa dai vuoti reali. La biblioteca di un lettore per istinto è sempre disordinata, sempre imperfetta, perennemente esplosa; la biblioteca di uno scrittore è sempre in qualche foggia ricomposta a mosaico in ciò che scrive. Una biblioteca non ha senso se non è quanto il lettore, lo scrittore, individualmente riordina e ricompone. Tenete conto che è stato segnalato come certi autori abbiano postillato libri di biblioteche altrui cui avevano accesso lasciando poi i volumi sul posto. Considerate che parti di libri possono finire in blocchi note, fogli volanti etc. (per esempio nella sola memoria cerebrale colla sua infedeltà, se non vi è altro supporto disponibile) che seguono lo stralciatore. Niente impedisce che un libro con fitti marginalia venga regalato da chi l'ha già letto ed entri in un altro ordine, semenza (da dove viene?). Sembra perciò che sotto la scorza delle file rassicuranti la natura della biblioteca sia il chaos. Al di là dell'ordine per lingua, epoca, o per soggetto.

Non v'è certo bisogno...

...di scomodare Walt Disney e la via americana alla vita per spiegare la creazione di un programma culturale che punti nelle opere all'abbellimento della quotidianità. E' un tema eterno del prodotto umano.

mercoledì 19 dicembre 2018

Come farsi ...

...abbagliare da una prosa o magari dalla depositata opinione comune. Uno dei pochi pregi di Popper fu mettere in guardia dal fascino di Platone. "Inizio" dell'Averroès... di Renan.

Il lavoro...

...libero, andrebbe riaffermato il "concetto", è in regime di affitto, non di vendita: altrimenti sarebbe l'acquirente soltanto a poterlo cedere, non colui che tramite contratto mette a disposizione temporaneamente le proprie forze fisiche e le proprie competenze. Ma il "prestatore d'opera" può recedere dal contratto se ha trovato condizioni migliori.

lunedì 17 dicembre 2018

Peter Gaskell...

...Artisans and machinery, Londra 1836, pagine 261 - 62: "workmen, that their labour is their capital [...] and that they have the same right to turn it to utmost advantage [...] to best account". Dunque, il capitalista ha diritto a trarre dal proprio capitale un utile, al punto che, secondo Ricardo, è in diritto di forzare chi lavora il suo fondo a fornirgli da qualsiasi qualità di terreno la stessa cifra (Ricardo, On the principles..., pag. 57); se però il lavoro è il capitale dell'operaio, egli è comunque un capitalista, e perciò: 1) ha il diritto di ottenere dal proprio lavoro, dal proprio fondo (Gaskell, pagina 261: fund) un profitto, e quindi ad obbligare la controparte a corrispondergli una quantità di pezzi di moneta anche piccoli (vedi l'etimologia di "stipendium" Dictionnarie etymologique de la langue latine, pag. 1147) il cui importo sia sufficiente a ricavarne un profitto: il lavoro dunque, in base a questo ragionamento, deve essere pagato congruamente in quanto: a) valore di scambio; b) capitale che deve, di fronte a richiesta, generare un profitto.

A proposito:

badate che dopo una certa età l'individuo si autoeduca; e comincia relativamente presto. Certo, sempre ricevendo ed anche rielaborando influssi esterni.

sabato 15 dicembre 2018

L'affermazione...

dello scudiero Ricardo nei Principles... (Londra 1817, pagina 57, linee 12 - 3): "For that cannot be two rates of profit" non è affatto costrittiva (10 - 1: "of obliging him": il would di riga 9 è eufemistico, e non eufuistico).

Il valore intrinseco...

...della moneta non esiste. Posto che esista, ciò accade solo in due modi: a) è il valore al momento della produzione, non solo del supporto, ma puntuale delle macchine - usura degli ingranaggi etc. - e del salario degli individui che hanno partecipato alla produzione. In uno stato autenticamente sociale, l'ultimo costo dovrebbe essere superiore alla pura sussistenza almeno dell'individuo singolo; b) se anche la moneta, come mezzo di scambio, è una merce, come pare dalle quotazioni giornaliere, il valore intrinseco della moneta equivale quotidianamente al facciale rapportato alle quotazioni correnti, essendo anche la moneta esposta alle fluttuazioni, seguendo il medesimo principio di cui scrisse un economista inglese dell'Ottocento circa la pura forza fisica dell'operaio, del prezzo di ogni merce (anche la moneta, concreta o virtuale - costo dell'elettricità per far funzionare i terminali etc. - è una merce composta dai vari costi necessari a produrla: tutti i costi). Dunque il valore intrinseco di una moneta, differente dal facciale - non diverso, giacché i due sono riferiti allo stesso oggetto - avrebbe da variare, quando certuni intendono fare autenticamente mercato; a meno che non più tosto intendano - ipoteticamente, quindi, diciamo in media luce reipublicae - farlo.

venerdì 14 dicembre 2018

In termini elideistici...

...il cristianesimo non ha imposto (questo è esatto) "i suoi dogmi irrazionali" agli stati che un tempo si professavano cristiani ed oggi spesso velano con un tulle sottile di laicismo le proprie dichiarazioni; bensì essi sono "inverificati" e soprattutto, difetto radicale per una certa epistemologia, ancor più che inverificabili secondo una certa idea di sperimentalità, sono inconfutabili. In ogni sistema, compreso ciascun sistema religioso, c'è un ordine, ed esso è frutto di una forma di pensiero. Certo, agli occhi della "razionalità scientifica" moderna questa forma di spiegazione, ancor viva nelle religioni attuali incluso il cristianesimo, è irrazionale senza dubbio, il monoteismo si può fortemente sospettare favorisca un monismo di pensiero; ma neppure la cosmogonia pagana (come è stata declinata ed è attualmente), bisogna pur ammetterlo, può essere ritenuta "razionale", se si usa tale aggettivo come sinonimo del fideistico "veritiera". Potremmo come prima conclusione formulare il parere che il cristianesimo impose una propria "razionalità irrazionale". Aggiungiamo, pur condividendo l'importanza della cultura greca, come dovremmo forse pensare che le nostre radici culturali non siano radici "europee", e neppure latamente cristiane, ma mediterranee, indoeuropee - semitico - camitiche e persino sumere (ché pare la lingua dei sumeri non sia stata di alcuno di questi tre gruppi, né imparentabile d'altronde con prove ad alcuna lingua nota). L'elideismo intende "mediterranee" infatti in senso ampio: radici pagane estese quantomeno dal Bengala tutto alla costa occidentale dell'Australia, ma appunto in un "Viaggio verso Occidente" che dal territorio della penisola indiana si dirige verso l'Atlantico, varcalo, continua di sangue circonfuso pure - infatti - sin sulle rive del Pacifico, attraversa quella distesa ed arriva percorrendo il deserto australiano a Perth.

Chi ha detto...

...che una voce narrante "non esiste" come personaggio od anche più in un'opera, a parte lo stereotipo di alcuni il quale aprioristicamente suppone che essa venga da "fuori campo" e dunque debba essere quella non filtrata, impersonata dell'autore? Chi ha detto che, se questa voce narrante all'improvviso "entra nell'inquadratura" continuando a parlare, solo a partire dal momento in cui diviene visibile si trasforma in personaggio e prende esistenza? Ah già, ma sono secoli che si discute "se Dante (Alighieri) sia un personaggio della 'Divina Commedia', posto che ne è l'autore". Una certa voce che "scende dal cielo" in Genesi forse non è un personaggio del testo, quando non più, per taluni? Povero William Godwin. Quanto a tag, considerate ancor più per questo caso l'elenco incompleto.

giovedì 13 dicembre 2018

L'icona...

...di un paese: tale considerata però da chi non è cittadino del paese.

E per esempio...

...ci si potrebbe chiedere perché molti reputino che i romanzi derivino solo dai romanzi e tutt'al più dalle "poesie"; che i quadri siano partoriti esclusivamente dai quadri e gli arazzi emettano il loro primo vagito fuoriuscendo dagli arazzi, per solo far qualche caso. La musica può nascere dalle statue, il bassorilievo dal quadro; e talvolta, persino, il romanzo dal testo di statistica. Certo, non solo; e dunque tanto più costoro non si stupiscano se ciascuna opera un numero significativo di volte ha più fonti, "interdisciplinari", consce ed inconsce, nonché discontinue "testualmente" parlando. E continuando il discorso di Alla domanda..., un mito falso si può elogiare, se ben esposto, per la sua arte, disapprovandone il pensiero. Per entrambi valgono quelle due parole: "comunque" e "contemporaneamente".

mercoledì 12 dicembre 2018

Alla domanda...

...se si deve studiare un falso la risposta non può essere che positiva: soprattutto se esso è stato ritenuto vero, e "proporzionatamente" a per quanto tempo e da quanti lo è stato, e dunque anche è rimasto pienamente ed in modo indiretto influente su ciò che gli ha fatto seguito. Stabilito che pure un falso riconosciuto - e ce ne sono almeno di due tipi nella "arte" - può essere fonte di opere cosiddette per semplificazione originali, eventualmente di grandissima qualità (secondo i mutevoli parametri del bello nelle varie epoche variano le fortune dei differenti prodotti che derivano dall'ingegno umano). Niente impedisce di rapportarsi ai falsi come "oggetti" culturali, allo stesso modo in cui si possono leggere Cassio da Narni e Niccolò degli Agostini nonostante Ariosto, magari coll'intento di inserirli in un'opera che li "migliori".

Il dato...

...che l'uomo è una bestia come specie, una fiera razionale, taluni potrebbero chiedere che divenga patrimonio comune; poi uno dei due generi in cui si ritiene divisa la specie è percentualmente composto da una maggioranza che esercita i muscoli più del cervello.

martedì 11 dicembre 2018

E dunque in Storch...

...che pure difende il ruolo dell'operaio, del dipendente, di un certo tipo di produttore, emerge, almeno come "pittura" della pratica a lui contemporanea, la scissione fra la produzione individuale, che viene tutta venduta, e che s'intende debba essere tutta mercificata; e la produzione statale, del paese, che invece è "la minor parte del suo prodotto annuale".

Il "diavolo"...

...scrive canzoni invece, ed anche belle: sapeste quanti inni sono stati scritti a gloria di dei poi trasformati dal vincitore in diavoli. Talaltre opere sono state salvate preponendo loro un avviso Lectori candido.

lunedì 10 dicembre 2018

Sul manoscritto (Perciò...II).

Premesso che, comunque, il manoscritto non si identifica coll'autografo di uno scrittore (tra l'altro, il più dei manoscritti non sono documenti stesi a fini letterari). Continuando: 1)Si legge lo stupore di qualcuno circa l'esistenza di manoscritti di autori "contemporanei"; contro il sensazionalismo (essendo la meraviglia palesemente finta nel senso più riduttivo del termine) ci si accontenti del rimando a quanto fu scritto nell'intervento pubblicato tempo fa su questo sito e dal titolo Perciò...; 2) Oltre quanto sopra trovasi un appello a scavare le fonti di un autore importante del Novecento letterario italiano. Il plurale "fonti" è importante. L'elideismo esorta a tener conto adeguato della contaminazione. Ancor oggi certa critica tende ad individuare "grandi scene" all'interno dei testi, assegnar loro una fonte autorevole complessiva, poi liquidare l'intera struttura come traduzione (addirittura, si considera aemulatio la traduzione il più aderente possibile, verbo a verbo: anche posto che ciò sia corretto, l'elideismo preferisce, per gli scrittori che hanno una alta opinione di sé anche solo ben riposta, considerare il ri- facimento di una fonte all'interno di un'opera ispirata ad un'altra come una pasqualiana "arte allusiva", quindi una dis - simul - atio) senza studiarne le parti una per una alla ricerca delle differenze oltre che delle somiglianze. La memoria, anche dello scrittore antico più di noi decisamente in tal arte esercitato fino alla stampa almeno, è una memoria comunque imperfetta, anche posto il fatto non di poco momento che maneggiare le proprie fonti non era sempre fisicamente facile. Da ciò deriva, sgorga che un autore dalle letture stratificate, non necessariamente umquam condotte su libri propri, poteva - ma ancor può oggi - incrociare, giustapporre, contaminare gli autori e le opere entro la propria. La percentuale dei casi in cui questa mescolanza variamente programmatica viene esercitata volontariamente cambia nello stesso scrittore ed opera seguendo il mutare delle condizioni circostanti, ma si può ragionevolmente supporre: a) che non manchi mai in un testo una quota di citazioni "contaminate"; b) che una parte di esse sia involontaria, a testimonianza della ricchezza culturale dell'autore. Nelle unità inferiori di una macrostruttura tanto meno controllabile quanto più essa si estende e si complica, si annidano differenze le quali, pur quando ci si trovi di fronte in linea di massima ad una traduzione, fanno emergere ad una analisi dettagliata in alcuni casi "gerarchie di memoria" che sono in aggiunta preferenze non unicamente obbligate dallo spazio normato in base alla regola particolare (per esempio "sinonimi" omosillabici fra cui è compiuta una scelta, cosciente o meno, quando si scrive in endecasillabi italiani).

"Società"...

...e "confessione religiosa" sono entrambe cultura, in quanto la religione è ricompresa nell'espressione culturale multisfaccettata della società. Nel momento in cui l'opinione attorno alla divinità si esprime in taluni come l'intento di impedire agli altri la propria, in democrazia perlomeno chi così si comporta si a rigore autoesclude dalla società, poiché non riconosce i differenti da sé come propri alleati.

venerdì 7 dicembre 2018

Non avete compreso...

...la radice del problema - o fate finta - e volete risolverlo partendo dalla cima dell'albero. A prescindere dal fatto che non riuscite a trasmettere il piacere della lettura, soprattutto del testo lessicalmente "difficile"; il fatto è che la difficoltà (di - facul) italica nell'acquisto di libri - atto comunque diverso dal leggerli, azione che invece a voi non interessa - è principalmente, per non dire esclusivamente, dovuta a mancanza di entrate economiche, perché la dinamica specie dei salari sta tornando quella dei decenni iniziali della rivoluzione industriale, la quale estendeva quella precedente: cioè mantiene o cerca di riattingere al ribasso un livello di pura sopravvivenza.

La disobbedienza...

...civile però, ripete l'elideista, va fatta bene. 1) Deve esercitarla un cittadino dello stato in questione; 2) Egli, per usare un'espressione diffusa in un certo paese adeguandola al pensiero esposto, deve "tirare il sasso e non nascondere la mano", accettando quel che consegue; agire no debajo de cubierta, sino al cielo abierto

giovedì 6 dicembre 2018

Ma le scissioni...

..."politiche" non creavano solamente tante piccole inutili formazioni danneggianti la "parte giusta" e favorenti "il nemico" nonché quello che è un "pericolo per la democrazia"?

mercoledì 5 dicembre 2018

Tucidide e Nietzsche.

Cioè Umano troppo umano 92 in relazione al valore d'uso ed al valore di produzione che poi si muta nel rapporto tra "padrone" e "dipendente", nel valore di scambio per una attività produttiva che non è solo dissipazione di forze fisiche ma anche incorporazione nel prodotto di talenti individuali (e qui ha ragione Hegel, anche se poi coincide in termine che l'alienazione di un simile talento vada comunque compiuta, e quindi che colui il quale aliena non abbia un potere contrattuale che va oltre il diritto al riposo. Discussione dell'elideista con Peter Gaskell e Karl Marx dando torto ad entrambi: ad uno per un aspetto, ed all'altro per un altro). Il conflitto tra i due nasce anche per quel punto che ha una possibile sua forma per scritto in quanto segue, appunto provenendo dal volume di Nietzsche: "e acquista sempre maggior vigore perché al valore della cosa stimata viene aggiunto da ciascuno il valore della fatica e dello zelo spesi". Si noti "zelo".

martedì 4 dicembre 2018

Le due parti...

...(tenetevi) transessuali in cui si divide l'umanità nulla hanno a che fare coi partiti politici, e la composizione di esse muta quantisticamente a seconda dell'osservatore.

lunedì 3 dicembre 2018

Ecco, la "discussione"...

...con Linguet è un caso esemplificativo del metodo elideista: concordare con lui circa l'analisi dello sfruttamento dell'operaio fino ad una forma di "schiavitù salariata" che sta tornando in auge, può non avere il significato di dare il proprio consenso anche all'idea che la situazione dello schiavo fosse o sia tutto sommato "fortunata" in rapporto alla prima (Théorie des loix civiles II 465 - 67).

sabato 1 dicembre 2018

Tuttavia...

...non si capisce perché odiernamente un romanzo di successo "debba" trasformarsi in film o serie televisive respirante l'autore. O meglio: brama previdenziale. Ma si potrebbero chiedere i diritti pure su di un ciclo d'affreschi o riguardo sequenze di gruppi statuari, basso / altorilievi, arazzi: quella trasformazione sarebbe sì postromanticamente originale.

Sempre maggiori conferme...

...leggendo lentamente i materiali con cui Marx diede forma al suo (non la parte postuma curata da Engels, ridotto da certi esegeti a niente più che uno specchio) Il capitale - e con "materiali" s'intendono tutte le opere che consultò man mano che si trovano citate. Prima lettura limitata ai passi richiamati, già con una embrionale discussione; seconda lettura dell' intera opera citata, con ulteriore discussione; lettura poi di tutto ciò che l'autore citato ha scritto, financo le poesie, se v'ha messo mano, con altra discussione annessa che ha intenzione di confrontare, verificare, includere le precedenti - pare venga confermata la teoria elideista che il turbocapitalismo attuale, attraverso secondo, terzo, nonagesimo pilastro ed altre proposte non fa in realtà (hegelianamente intendendo, potremmo dire) che ripresentare le tesi che già discuteva entro i primi quarant'anni del diciannovesimo secolo dell'era cristiana. Questo vuol dire due cose: a) è un procedimento dialetticamente debole; b) qualcuno o moltissimi tra quelli i quali dicono di opporsi alla disumanità dell'attuale capitalismo non solo non hanno letto Marx, ma neppure certe pieghe dei maggiori economisti "liberali", né si sa per quale motivo o si siano comportati così, oppure facciano finta.

venerdì 30 novembre 2018

Marx e Linguet, nonché notarelle.

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, 15 - 9: "L'operaio si trova [...] solo nel rapporto di circolazione [...], di scambio semplice, e in cambio del suo valore d'uso riceve moneta, mezzi di sussistenza, in forma mediata". Qualcuno scrisse in un appunto ora bloccato ed irraggiungibile di "società della mediazione" spinta per definire quella attuale, nonché di sublimazione. Si potrà qui notare che altrove Marx stesso, nell'ottica post - hegeliana che è comunque sua, aveva ritenuti taluni aspetti del sistema di produzione e scambio - piuttosto che 'società', parola "più dolce" del sintagma precedente, come scriveva Linguet nella Theorie de lois civiles sulla sostituzione di "domesticità" a "servitù" - borghese evoluzioni positive rispetto a quelli precedenti, seppur poi colse la strada verso cui la pratica le stava indirizzando.

giovedì 29 novembre 2018

Dimostrare troppo.

Qualcuno dichiarò tempo fa che ogni epoca, ogni generazione ha opere classiche proprie. Questo è già dichiarare troppo. Invece, ogni individuo ha i suoi classici.

mercoledì 28 novembre 2018

Guardate meglio...

...però: siete stati voi a dimenticarvi di San Dionigi a causa della mania che presevi per San Giorgio, quantomeno dopo il 1945. Proust pubblicò il suo Romanzo quasi tutto dopo la Prima guerra mondiale, per fare un solo nome importante.

martedì 27 novembre 2018

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica 199, 32 - 3...

...ed osservazioni. Si cita dall'edizione italiana, ossia l'unica disponibile nelle biblioteche del paese: "ma anche il capitale non può contrapporsi al capitale" - idealmente, poiché sia il capitale del capitalista A che quello del capitalista B sono, "in generale", capitale; ma concretamente, nella realtà, obiettivo di ogni capitalista, di ogni "buon" capitalista, è divenire unico detentore del capitale, "declassando" ogni altro umano allo stato di dipendente; infatti:- "se al capitale non si contrappone il lavoro". In passi non pubblicati dello studio qualcuno avanzava l'osservazione secondo cui la sempre crescente concentrazione del capitale si realizza nella progressiva restrizione della classe capitalista, sebbene l'innovazione tecnologica ne garantisca il ricambio: ossia nella mutazione è inclusa la selezione. Questo è un campanello d'allarme per certe sicurezze...

lunedì 26 novembre 2018

L'autarchia...

...è l'essere padroni di sé stessi; quella elideista, prevede un'aggiunta: "padroni di sé stessi; [e solo di sé stessi]".

sabato 24 novembre 2018

Romanzi "non -...

...fiction" erano dichiaratamente, per quanto più o meno scherzosamente, per quanto basantisi sulla conoscenza della ludica affidabilità conferita loro dalla maggioranza, dai primi versi e dalle righe iniziali moltissimi cavallereschi in prosa ed in versi che traevano la loro materia dalle più che assai numerose e lunghissime cronache segrete di Turpino (Agrippina di Pietro Maria Franco I xi - xii: "Ritrovandomi un giorno in certo loco, qual era pien d'antiqui libri e carte; Und'io mi puosi con piacer non poco Ricercar se vi fusse in qualche parte Cosa che degna fusse non dil foco, Ma di memoria, e ponerla in disparte, Mi occorse ne le man un libreccino Che forsi ben fu scritto da Turpino.|| Il qual aprendo, subito compresi Quell'esser di memoria e laude degno; Und'io, che già per sdegno al tempio resi L'amorosi pensier, feci un disegno Di racquistar i dì per me mal spesi Col mio (benché silvestre e rude) ingegno, Reducendo di pros' i fatti in verso Qual fece Carlo in tutto l'universo) o dalla fonte verace su cui si basano i Promessi sposi, od alla meglio su fonti il cui autore dovrebbe garantire che "plurima vera esse, quae narrantur in historia arcana", ma dove pure solo il più si sospetta essere non falso. A condizione dunque che si intenda per non finto il contenuto dei romanzi attuali in maniera simile a quella, la loro aneddotica letteraria in forma narrativa sarà non falsa. S'è già scritto che ci sono vari motivi per cui si può definire parzialmente finta qualsiasi opera nel campo dell'arti della parola persino quando sia stesa volendo essere il più prossima che può al documento od alla realtà in "presa diretta".

venerdì 23 novembre 2018

Libera vuol dire (Il salario II)...

...che la messa in atto di una decisione deve essere non impedita: per esempio potendo rifiutare un impiego perché il potenziale dipendente ha anche altre possibilità più dignitose di impiegare i propri talenti - John Wade, History of the middle and working class, pagg. 293 - 4, London 1833: "and thereby | infringe the liberty of individuals in the choice of employment". Libertà come attività non impedita è in "Aristotele", Etica nicomachea, benché poi verso la fine la sua idea di come la vita del singolo debba essere integralmente sottoposta a regole ben precise in ogni dettaglio...

giovedì 22 novembre 2018

Fallisci, certo...

... ma rovinando al basso dal Pelio e dall'Ossa dopo aver tentato di conquistare le case degli dei, cadi circonfuso di fierezza.

mercoledì 21 novembre 2018

Il salario...

...previdenziale non è la "quota del salario accantonata a fini previdenziali", ossia, come intesa oggi per riceverla a rate una volta andati in pensione; o comunque, non era intesa a questo modo dall'articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa", né dalle leggi succedetesi fino all'ultimo passo compiuto nei confronti della scala mobile nel 1992.

Fuor di Firenze...

...condannato a morte in contumacia, privato di tutti i suoi beni etc., Dante Alighieri fu un esule. Quando era a Forlì presso Scarpetta degli Ordelaffi, da Gherardo da Camino e Moroello Malaspina, a Verona presso Cangrande e poi in Ravenna presso Guido Novello da Polenta, checché sdegnosamente ne scrivano certe pennucole, era un profugo. Fiero di essere non sottomesso e silenzioso in casa propria (se mai avrebbe sentito di poterla definire così rimanendovi in certe condizioni); ma coscientemente profugo. L'Italia non era all'epoca uno stato unitario, ormai da seicento anni almeno ed ancora per più di cinquecento alla sua morte, e dunque nel momento in cui era in territorio di uno stato che non fosse quello di Firenze, era certamente un profugo. Che non faceva il padrone in casa altrui benché fosse del tutto conscio della propria qualità (ed anzi riconobbe una propria qual certa superbia, cristianamente intendendo).

Cos'è più obiettivo...

...del sogno? Non lo discerniamo in ogni sua parte addirittura e talvolta intendiamo? Ancor più che giacerci immobilmente a fronte, è drammatico. Non vi siamo persino dentro fin quando ci tiene il sonno? Esso incombe su di noi assai da vicino (e perciò dirlo potremmo già incubo talvolta) o, più ancora, occupa quella che è generalmente definita la nostra parte migliore, ovvero la sezione ad essa immediatamente vicina.

lunedì 19 novembre 2018

Montaigne contro Marx.

Karl Marx, Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, pag. 197, righe 42 e seguenti: "A prescindere dall'abbruttimento assoluto a cui ciò porterebbe - e tale abbruttimento renderebbe impossibile [anche] la sola aspirazione alla ricchezza nella forma in generale, in quanto denaro, in quanto denaro accumulato - (e la partecipazione dell'operaio a godimenti più elevati, anche spirituali, come l'agitazione per i propri interessi"; e soprattutto, in primo luogo: "l'avere i propri giornali, l'ascoltar conferenze" (è qui che l'elideista parla non di "partito principe", come Gramsci, quale obiettivo del comunismo; ma di operaio, proletario - principe di cui il partito dovrebbe essere solamente medio); ed infine, per arrivare al punto in cui Montaigne "contesta" Marx più di duecento anni prima del manoscritto dei Lineamenti: "l'educare i figli". Leggiamo infatti ad Essais II vii che l'allevare i figli, educarli, è un dovere per ciò stesso sottinteso dei genitori: "On ne remerque pas d'un homme qu'il ait soin de la nourriture de ses enfans, d'autant que c'est une action commune, quelque juste, qu'il soit: non plus qu'un grande arbre, où la forest est toute des mesmes". Poi si potrebbe discutere, per esempio sulla base dell'obiezione mossa da un lettore ad un altro passo, se l'osservazione del francese sia giusta o meno, vista però coll'occhio del tardo XIX secolo e tempi successivi, e non con quello del XVI.

Il problema...

...che si ripresenta continuamente di fronte alle gerarchie culturali come temporanee certezze di una civiltà, poiché anche il sistema di cultura più granitico ha dei contestatori attivi: qual'è l'alto e qual'è il basso (possiamo pensare a certi dipinti col soggetto delle scale, se volete...)?

sabato 17 novembre 2018

Non si...

...obbligano neppure "moralmente" le persone a socializzare; si creano le situazioni ritenute più adatte e ci si pone in attesa che socializzino da sé: soprattutto allorché si sostenga fortissimamente che per l'essere umano sia naturale crear società coi propri simili.

Posto che...

...la dottrina di una certa istituzione afferma: in primo luogo l'essere umano dover riprodursi; in secondo, che debba sposarsi; in terzo, che il matrimonio ha da essere volontario; in quarto luogo, che la riproduzione debba obbligatoriamente avvenire all'interno del legame istituito dalle nozze, ci troviamo di fronte alle fondamenta condizionali da cui partire per erigere qui di seguito alla tesi l'antitesi. Essa è: quando si ha uno stupro, nel violentatore si può quasi sempre escludere una volontà riproduttiva (il tema "amore" non è nemmeno in vista da una altura) che non sia in spregio di qualcos'altro, perciò cade uno dei motivi validi ai fini del riconoscimento del frutto, e degli obblighi che ne deriverebbero alla madre; in chi subisce violenza non vi è consenso ad alcunché, e dunque non prende vigore un legame matrimoniale: ma la gravidanza è legittima solo per sposalizio; dunque quella derivante da uno stupro è ancor meno obbligatoria, in quanto indubbiamente extramatrimoniale. In conclusione, poiché un determinato evento può capitare anche in modo perfettamente naturale...

Silenzio...

...sulla parentesi di un giornale durante una rassegna stampa: entro tal spazio era difatti incluso il termine "prefica". Ad una persona sorse il dubbio se ciò fosse dovuto a: 1) "rispetto" per lo spettatore medio che sarebbe turbato dall'epifania sì cruda di un latinismo etc.; 2) punto interrogativo assoluto di fronte al latino; 3) mancata lettura delle prime pagine del romanzo Melmoth the wanderer di Charles Robert Maturin per esempio, autore di lingua inglese (magari con note esplicative: si può trovare in almeno due edizioni curate in lingua), dove il termine viene usato: l'ultima eventualità sarebbe oggi, da parte di un essere umano al passo coi tempi, "estremamente malvagia" ed "assoluta mancanza di rispetto verso la lingua che pare tutti oggi debbano conoscere. Sembra che per alcuni l'aggiornamento si limiti alla memoria di pochi "nuda nomina".

venerdì 16 novembre 2018

Credendo letteralmente...

...in certe narrazioni (non usando sensi allegorici od anagogici, perciò, almeno inizialmente), se ne potrebbe tuttavia concludere che l'uomo ottenne in premio la morte per la raggiunta libertà. Bisognerebbe poi cominciare una discussione volta a stabilire quale fra le due parti (Giobbe) abbia veramente guadagnato dal fatto che tale ricompensa sia stata conferita. A proposito di ricompense d'onore che al principe non costano nulla ma al sublimato più di qualcosa.

Scrisse una persona...

...occupantesi a tutto campo dei libri che di fronte alla scelta per la spesa, tra comprare un libro e da mangiare, non avrebbe dovuto un essere sì razionale, ma tuttavia mortale, farsi prendere dal dubbio sulla precedenza: mangiare. Molti pensionati in vari paesi, pur prossimi ad un cinema, si trovano non infrequentemente di fronte alla scelta tra due sale buie o quasi: da una parte quella dove si proietta un film; dall'altra la propria, ove sul tavolo deporre un piatto con qualcosa sopra commestibile un giorno in più. Una politica per la cultura dei sogni vorrebbesi desse quantomeno ai cittadini gli strumenti per non essere obbligati a fare una simile e - lezione, secondo le preferenze di ciascuno.

giovedì 15 novembre 2018

"Superstizioni popolari"...

...e teorie scientifiche, o meglio ipotesi: queste, s'è già scritto, si presentano all'intuizione maggiormente diffusa - come "sfondo" - quali "verità"; ma per una prospettiva della scienza fallibilista sono al massimo "temporanee" verità. E nel momento in cui un "popolano" sottintende la teoria della relatività, allo stato attuale della conoscenza scientifica la credenza (altra distinzione da introdurre) che presuppone e la teoria scientifica giungono a coincidere. E di nuovo: oggi si crede (ci si affida) ad una teoria per descrivere parte del mondo che lungo duemila anni circa fu ritenuta dai cervelli migliori delle susseguentisi epoche - o che tali erano valutati - una assurdità: si parla della teoria atomica. Una teoria oggi, da alcuni decenni, considerata Vero. Sicché alle volte vero e falso stanno sui cavallini finti della giostra, e girano, e son visti ora l'uno ed ora l'altro più belli a vicenda. Fallibilismo è l'impostazione di ricerca per la quale una teoria scientifica è "verità" solo nella misura e per il tempo in cui è la migliore spiegazione disponibile al momento per esplicare un fenomeno.

Insistendo...

...su di un tema, taluni esporrebbero l'opinione che non ci sia bisogno della parola di un artista figurativo à la page per sapere della diffusione della pratica di copiare: fin da quel tipo almeno del IV secolo Avanti Cristo circola la credenza che l'uomo "copi". In generale. L'artista in senso ristretto stesso copia, ricompone or consciamente membra d'opere altrui, ora invece non consciamente in un'opera "sua", e questo risultato d'arte è una proporzione variabile tra la parte emersa e quella sommersa del processo di sintesi.

La finestra...

...da cui guardiamo può essere quella a sbarre di una prigione; ed una gabbia metallica è certo una serie di buchi: che però sono tutti abbastanza piccoli da intrappolarci mentre fissiamo l'esterno.

mercoledì 14 novembre 2018

La borghesia...

...signori miei, esiste: da quando alcuni andarono a vivere nelle città; e vi sarà fintanto che qualcuno continuerà a vivere nelle città. Avete delle categorie alquanto astratte e ristrette a volte. Ristrette perché rese eccessivamente astratte. Uno dei difetti del materialismo come resto dell'insegnamento del perfezionatore dell'idealismo. Hegelismo del pensiero marxiano ancor più forte in tutti i piccoli marxisti (si veda altrove la distinzione tra pensiero marxiano e marxista) perlopiù owenisti venuti dopo Marx. Siate più materiali e, appunto poiché la vostra idea di borghesia sembra che anche per voi non abbia più realtà effettuale, scrivete piuttosto di "ex classe media": anche se capisco la dissuasività dell'eccessiva fatica data dai sei spazi in più.

Certe conferenze...

..."intergovernative", internazionali, inter- di mediazione sembrano l'ultima comica mostra, specie quando allestite da "cani pechinesi" geopolitici, circa un neocolonialismo negato ma insistente sull'arco del mondo, come nel caso di scavi archeologici in un paese dell'Estremo Oriente guarda caso sovrintesi da archeologi dello stato di cui il paese fu colonia. Necessaria continuità metodologica? "Rimaniamo qui fin quando non vi avremo inculcato le procedure corrette"? "Ahinoi, la guerra vi ha segnati e di risorse economiche nonché umane adeguate privati"? Guerra che appunto il paese samaritano non si esimette a fine conservativo dal combattere prima di lasciare il carico ad altri? Ah, questa doppia ed occupante "bontà"...

Continua...

...l'idea (e dunque qualcosa dai dettagli non troppo numerosi) che ci sia un solo modo per fare le cose. Spesso assumendo come tale quello che solamente si esegue con maggiore velocità, in tempi più brevi.

martedì 13 novembre 2018

"Parli coraggiosamente di sé".

Ora: è uno schema troppo facile affermare che attraverso qualsiasi "personaggio" uno scrittore di altri non scriva che di sé: è stato provato più volte con forti argomenti e pezze d'appoggio, specie riguardo quelli negativi, che l'autore "approfittava" della sua posizione per denigrare, persino uccidere nella favola (in senso tecnico) avversari artistici e / o politici etc., più o meno scopertamente (imitando, cioè); ma "guardarsi da fuori" del tutto, taluni ritengono che sia impossibile comunque: parte del lavoro "scrittorio" - vedi la trascrizione dei prodotti di un'arte in altra esposta in precedente intervento - consisterebbe perciò nel levare o camuffare abilmente (oltre alle fonti, riducendo ogni citazione a tessere il più possibile minuscole accostate), lo "eccesso" autobiografico scivolato silenziosamente in uno o più personaggi: il meglio sarebbe probabilmente una "esplosione controllata", facendo sì che una diàfana scheggia del formatore sia in tutti, circondata da resti amati ovvero odiati (i secondi si insinuano comunque: meglio introdurli per quanto un vivente può con piena coscienza, intabarrati è preferibile) di altre opere, personaggi, respiranti, morti di pietra o di carta etc., di modo che il soggetto ritratto non possa esser ricostruito se non con molta difficoltà dal torquemadico lettore, mentre il giovane o vecchio arrangiatore non lascerà scivolare parola in cambio di vino.

Tradurre...

..."Tier" con 'animale' e non con 'bestia'. Ma animale è anche l'uomo. Alcuni forse non a torto direbbero che l'uomo in verità alle volte sembra più una "bestia razionale mortale", che un animale con i medesimi attributi classici secondo l'analisi maggioritaria.

L'atto (Egometismo II)...

...egometistico verso l'altro non è un dovere: è il dispiegarsi in azione del libero arbitrio. Libero dare e ricevere: libertà.

lunedì 12 novembre 2018

Sostituire...

...a "concetto" la parola "tema" (aperto).

Egometismo I.

Si tratterebbe di quello stato, situazione per cui: 1) Sarebbero ridotti i doveri necessari individuali al ciclo sonno - veglia, al mangiare ed al bere nonché alle derivazioni successive; 2) il bisogno di denaro (si veda in particolare Marx) verrebbe autolimitato a quanto serve per non troppo di più che la pura sussistenza del singolo (leggi: lavarsi, vestirsi - col che si tocca già il lato sociale -, spostarsi con semplici mezzi propri quali ad esempio piedi con attributi o bicicletta sulle brevi distanze, coi trasporti pubblici sulle lunghe, casa d'estensione adeguata alla vita di una eventuale famiglia, non obbligatoriamente di proprietà. Soppressione della indifferenza alla specie del lavoro, ridotto anche oggi a via per il procacciamento di denaro e possibilmente ricchezza; 3) più "ideale", l'autarchia di ognuno non banalmente intesa quale mancanza di costrizione all'obbedienza verso qualcuno, bensì in aggiunta come assenza della necessità opposta, ossia d'esercitare qualsivoglia forma di comando. Tutto il resto s'aprirebbe alla corsa dell'animale brado chiamato libertà, cioè non impedita inter - azione, due o più volontà che scelgono l'atto dell'incontro e dello scambio onde ampliarsi ciascheduno tramite l'apporto liberale quando non spontaneamente prodigo degli altri (dell'altro) assunto.

Favola?

Ci sono bestie, per rifarsi alla tradizione che parte almeno da Esopo, cui la Natura ha conferito un aspetto spaventoso non come specchio della sfrenata crudeltà violenta e dunque per mettere in guardia le prede, poiché anzi sono integralmente, assolutissimamente inoffensive: si tratta, a dire il vero, di uno stratagemma della Matrigna per conservarne la vita. Non è certo perciò necessario avvicinarle, ma d'altra parte neppure industriarsi a porre misure di lunghezza fra noi e loro il cui numero ammonti, seguendo una convenzione di misura non troppo antica, a centinaia e poi svariate in aggiunta migliaia di passi: è più che sufficiente una adeguata distanza, per quanto possibile a bipedi o quadrupedi in spostamento, dalla loro acquisita immobilità.

sabato 10 novembre 2018

A volte...

...si giustifica la traslazione involontaria di un giorno in luogo di un altro con un'autentica occupazione dell'enunciante totalmente indifferente alle partizioni convenzionali, pause volute dalla tradizione incluse; ma non si può escludere che sotto tali ampi panni si travisi perfidamente la Vecchiaia col suo incedere lento e tuttavia sicuro.

Col passare degli anni...

...la stessa persona può da una parte ritrovarsi a sopportare sempre meno scrocconi ed altre sorte di prevaricatori; mentre dall'altra amplia sempre più i propri interessi culturali, recuperando per esempio materie ch'aveva prima negletto.

E' necessario...

...a chi stilisticamente congiunge motti (poeta aristotelista) scrivere una parola chiara su quale foggia abbia il proprio monoteismo o politeismo? Sembrerebbe di no, perché se è stato abbastanza vago in relazione allo situazione presente nel suo tempo e luogo della questione, il lettore (che sia "normale" o critico) penserà che parli del suo. Altrimenti scinderà due volte per salvarne l'opera: la propria fede (che sarà vera, ovviamente) dalla "dilettosa falsità" della favola che opera nel testo dell'autore; lo stesso credere dell'autore in qualcosa di "patentemente sbagliato" dalle capacità artistiche che si presentano nel complesso.

venerdì 9 novembre 2018

L'aggettivo...

...assegnando una qualità ad un oggetto, potrebbe in qualche modo sembrare (?) un giudizio: su di un a - spetto della cosa quale appartenente ad essa, in permanenza ovvero temporaneamente. E, risulta ovvio (?), colla negazione... Si consideri tuttavia la proposta di un certo "sistema" sulla sinolità individuale.

Se un...

...primo "sistema" riesce ad obbligare copertamente un secondo a fare o non fare quel che vuole, s'ha da dire che i due sistemi sono politicamente (nel senso ampio di "nel modo che s'adotta per il reggimento dello stato") molto "vicini", piuttosto che lontani.

Le traduzioni...

...sono parti fondamentali della tradizione (divulgativamente, la letteratura latina è iniziata con una "traduzione"); ma quando essa è giunta ad un certo punto, nell'umano colto non possono surrogare totalmente la varie versioni del cosiddetto originale. Possono (o devono?) appoggiarle consciamente fin dove è praticabile.

giovedì 8 novembre 2018

Il senso di...

...colpa che in taluni emerge col passare del tempo, per non aver dato ai genitori nessuna o quasi tra le pochissime soddisfazioni certo convenzionali, ma pur sempre di chi ha conferito la vita; ossia, in modo principale, ed una attività che dia impressione di stabile, ed una discendenza: non sarà invece il tentativo fatto dall'istinto "più basso" per avere infine con quelli la meglio come con tutti l'altri, sebbene la necessità di ridurre la spinta umana sull'ambiente renda in linea teorica l'astensione lodevolmente a vantaggio della specie, essendo che per accomplir l'obiettivo dovrà pur esservi qualche rinuncia?

Tito...

...è morto: sia l'imperatore flavio che brevemente fu delizia degl'uomini - i migliori se ne vanno sempre troppo presto, afferma la voce di dio, cioè quella del popolo in ampio senso -; sia il maresciallo. Anche molti cani. Lasciamoli nel loro non amato silenzio?

Umano troppo umano 102.

Sull'uomo che agisce sempre bene, cioè fa quello che gli sembra bene (ed essendo basata l'azione "morale" sulla educazione...), chiamando a supporto (Socrate) e Platone - "qualunque cosa faccia, l'uomo fa sempre il bene, vale a dire: ciò che a lui sembra bene (utile)" -, vedi la nota a margine di un lettore al De malo di Tommaso d'Aquino, q. I a. 1 ad 4: "l'oggetto della volontà è il bene [...] il bene, ovvero ciò che tale è ritenuto dall'individuo". Rimarrebbe da discutere se tale coincidenza sia dovuta ad assenso razionale, assorbimento di filosofia popolare, od anamnesi delle precedenti letture del passo nietzschiano lungo un arco temporale di oltre trent'anni.

mercoledì 7 novembre 2018

Ci sono vari modi...

...di essere volontari in una guerra: 1) essere davvero volontari; 2) essere volontari per la paga da mandare a casa alla famiglia affamata; 3) essere volontari perché il regime che ti ha inquadrato nelle truppe ha deciso che sei volontario.

Un nicaraguense letterato...

...quando trattasi di dare una vista a volo d'uccello della sua biografia nel principio d'uno scritto, risulta esser stato a lungo in Spagna, in America ed in Francia. Risulta poi che perlomeno fino ai vent'anni visse tra Nicaragua visse tra Nicaragua, Honduras, El Salvador, il Cile, il Guatemala e l’Argentina. Dunque, dopo esservi nato, visse certo a lungo in America, visti i luoghi di residenza. C'è moltissima America, a sud del confine Stati Uniti d'America / Messico.La maggior parte, invero. Senza contare la parte a nord delle cascate del Niagara.

Non si sa più...

...come dirlo: un cittadino di un paese democratico dalla pelle verde in uno stato la cui maggioranza del popolo abbia altro colore; che adori Krsghar e tutta la sua prole divina tra individui professanti in maggioranza religione al tutto diversa, ha tutto il diritto ad essere designato coll'aggettivo che s'assegna a tutti gli altri. Un cittadino straniero di qualunque colore e professante qualunque religione, ivi compresi quelli della maggioranza di quello stato, rimarrebbe sempre e comunque straniero, se si dà al riconoscimento legale della cittadinanza il valore che dovrebbesi secondo proclamati pubblicamente sistemi di pensiero. Già è stato spiegato che a partire dalla base descritta il problema diventerebbe del singolo "insoddisfatto", che non eliminerebbe la legittimità di una azione punitiva di fronte al reato, tanto più grave quanto ampia ("cento passi...", scrivea nonostante quanto prima erroneamente Montaigne in tema) fosse la violazione.

martedì 6 novembre 2018

Ricordate...

...se avete la compiacenza, che i secoli i quali stanno nella penombra dietro di voi non erano compiutamente l'Eldorado della fruizione culturale persino per le elite: almeno non nel modo in cui sembrate intenderlo. Certo, si pubblicava relativamente meno rispetto ad oggi poiché, a partire dal tardo quindicesimo secolo, l'invasione delle Americhe e dell'Oceania da parte degli europei ha "riempito" spazi in cui la scrittura era, almeno per come la intendiamo noi, assente e perché la stampa a caratteri mobili, benché più veloce da produrre rispetto alla scrittura e copia a mano, era certo più lenta della battitura colla macchina da scrivere (Ah, la cancellazione sovrimprimendo xxxxx...) od al computer - che per quanto riguarda i libri di "pure parole" non è molto più di un modo maggiormente evoluto per comporre un dattiloscritto il quale crea problemi per la formazione di un apparato genetico nell'edizione di un testo: si può curare l'impaginazione in una fase precedente alla più diffusa prima, oltre ad evitare appunto fogli pieni di cancellature ed aggiunte sopra e / o sotto il rigo, come alcune fra quelle di questo testo nella sua prima stesura a mano -; tuttavia, ciò che oggi passa dalle mani dei lettori più o meno forti di testi anche solo novecenteschi è unicamente un insieme di schegge sparse, resto di un insieme stampato più ampio. I quattromila volumi che, espressi in vario modo, formano la biblioteca di un certo lettore il quale prima dell'alba apre la giornata con la lettura di un filosofo tedesco del tardo XIX secolo compositore d'aforismi, la prosegue dopo l'apparizione del sole sul limite con quella di un importante filosofo greco antico di cui non ci sono rimasti i dialoghi, occupa il mattino pieno col fondatore del comunismo scientifico ed il pomeriggio con un volume di saggi in francese del XVI secolo nonché, se possibile, con uno o due autori in inglese del XIX secolo quando non sudamericani, per poi dedicarsi ad un altro tedesco, un poeta classico latino, uno medievale ed un filosofo ungherese insieme o di seguito ad un poeta epico portoghese, in conclusione riguardano un numero di autori e di opere considerevolmente inferiore in paragone a quello dei tomi. Anche fra le opere degli ultimi secoli, quanto a "banale" conservazione, si sono avute più perdite; queste aumentano non solo a causa di censure politico - religiose (le quali sono forse la causa meno incisiva), non solo per disinteresse o troppo interesse nei secoli che hanno questo preceduto; ma anche per le selezioni dovute al cambio di supporto scrittorio, stimolanti una cernita, per distruzioni involontarie a motivo di catastrofi naturali od indotte da pratiche popolari tra gli esseri umani come quella della guerra, oggetto di ampie trattazioni scientifiche conservate. Ripetiamo dunque un "concetto" che il bipede intelligente, in specie quando ha da fare divulgazione, tende ad obliare: l'insieme dei canoni diffusi nelle varie civiltà non è tutta la letteratura prodotta dalla cosiddetta Umanità. Ossia: ben presto il numero di opere letterarie (ma non solo) date alla luce dall'uomo ha ecceduto la capacità del singolo individuo capace di una loro comprensione, di vederle, osservarle, analizzarle tutte, e non a livello mondiale. Non si tratta dunque, contrariamente alla tipica affermazione superba ch'è capitato a taluno di leggere, di un problema esclusivamente odierno. Per i melodrammi con libretto in italiano di Händel (in altra epoca scritto anche Haendel) gli impresari inglesi fornivano già, mettendo a fronte dei versi in idioma straniero riassunti molto ma molto sintetici in lingua inglese, app per leggere velocemente la trama.

Nessuna croce...

...manca; od anche: "Nullum est sine nomine saxum"?

lunedì 5 novembre 2018

Tecnicamente...

...o meglio praticamente, "effettualmente", in una analisi antropina del mondo, la maggioranza degli oggetti fisici è assieme anche oggetto sociale. D'altra parte, allo stato, se si vuole astrarre da una fede, solo l'uomo è in grado di analizzare, ed in grado di esporre nonché ricevere e ricomporre tale analisi e tramite tale processo costruire una società che gli sia utile per il fine principale di (soprav)vivere.

sabato 3 novembre 2018

Fortunatamente...

...mutare i passi lungo le pagine del testo criticamente fissato di Frankenstein or the modern Prometheus con frequenza ad osservare fermandosi le singole parole o le giunzioni che tra esse intercorrono ha riscattato una persona dalla prima colpa conscia che le rodeva la mente quando aperse il tomo, ossia quella di lèggere un romanzo "troppo" famoso - anche se certo si può sospettare che in Italia, esclusi alcuni specialisti o degli onnivori insaziabili, pochi fra gli spettatori delle varie riscritture / riduzioni visivo - cinematografiche dell'opera sappiano probabilmente come quelle siano state precedute da una versione cartacea in più volumi -; infatti fa esplodere due preconcetti aventi una propria particolare complessità ulteriore: quello della anche non del tutto prossima ma relativamente vicina nel tempo lingua inglese come immobile "gramatica" moderna (Dante, Convivio e De vulgari eloquentia), poiché certe forme delle parole e certe "inversioni" sintattiche depongono ossia martirizzano decisamente contro il "fatto"; e quello della scrittrice (-ore) romantica (-o) nella composizione ratta dal furore che conferisce forma al racconto apparso dal nulla, perché proprio essa traccia per iscritto il ritratto del[la] romanziera (-e) che foggia il Chaos, cioè qualcosa di preesistente. La seconda colpa da cui la salvò - pur se dovette resistere all'impulso di smettere dopo la sopravvenuta scoperta - fu di partecipare alle celebrazioni del bicentenario, che d'altra parte in Italia è passato pressoché sotto silenzio: continuava a spingerla non il "dovere" legato alla fatale scadenza, ma la promessa fatta qui di tornare sulla letteratura in lingua inglese dopo Shakespeare: a Marlowe e Wakefield e Richardson nonché Ryder - Haggard aggiunse perciò i due ginevrini della Wollenstonecraft - Shelley; indi, per quanto possibile nei tempi forzosamente contingentati da una serie di "obblighi" giornalieri, Charles Robert Maturin e Maria Edgeworth, di cui The absentee ancor oggi risulta ahinoi appena scalfito dall'atto di lettura senza p antecedente alla prima parola. Con tutto ciò, l'animo del fondatore dell'elideismo si è trovato più lieve, incredibilmente più lieve di fronte alle striminzite tre colonne parziali dedicate ad un "importante convegno" annunciato sull'opera, che è soltanto una fra altre dell'autrice.

mercoledì 31 ottobre 2018

La mimesis...

La divine epopée, chant premier: "Satan vient allonger de neuf jours de sa chute". Notisi che i nove giorni sono un topos temporale fin dall'Odissea.

I giganti su cui...

...siam seduti non trasse incatenati alla luce Newton, sia chiaro: dettaglio conosciuto, per far tre nomi relativamente recenti, ad Umberto Eco, Robert K. Merton, ed Edouard Jeauneau; se l'immagine compare nella sua integralità in Bernardo di Chartres, almeno per come è riferita nel "Metalogicon" di Giovanni di Salisbury (nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea), l'umile elideista citerà Alanus de Insulis, che fece religione in Britannia, quando nel prologo in prosa all'Anticlaudianus vergò suppergiù tre secoli prima dell'Isacco: "cum pigmea humilitas" - dei moderni - "excessui superposita giganteo..." Giornalai; maestri da venti baiocchi l'anno... Ah, il "concetto" non è la stessa cosa che la metafora compiuta, la quale è, sempre per dirla alla Alano, una pictura.

martedì 30 ottobre 2018

Una crescente...

...concentrazione delle disponibilità economiche aumenta la frequenza delle crisi.

Traduzioni parallele.

Leggiamo un brano di un esempio testuale italiano: "vecchio, lamentoso amico [...], attento filosofo, nel suo libro [...] commenta sull'ethos della filosofia - il modo in cui i filosofi trattano il loro mestiere". Questo vecchio amico, anche integrando le parti tagliate, pare vivo. Nella traduzione in spagnolo invece: "Mi recientemente fallecido y añorado amigo [...] un muy buen filósofo, en uno de sus libros [...] comenta el ethos de la filosofía, y la forma en que los filósofos hacen sus cosas". Qui invece, tralasciando il resto, pare morto: non proprio un dettaglio insignificante.

lunedì 29 ottobre 2018

Scritto.

Questa parola che si piega o arriccia come ferro battuto ancora caldo; questa, che sale e scende come l'onda salsa; questa parola che si sfuma e cangia come colore sulla tavolozza; questa che il ritmo muta quale il vento ch'ora soffia a ponente, ora a levante, or spira lene, ed ora schianta in furia: a volte è muta, e l'uomo morto sasso.

sabato 27 ottobre 2018

La radice...

...della scienza intesa secondo il significato ristretto più oggi diffuso dovrebbe essere il dubbio, ma soprattutto fra i praticanti "scienze applicate" esso è difficilissimo da trovare: tende a diventare un Vangelo "Parola del Signore". Questo senza togliere che pure i professionisti delle discipline "umane" s'accostumino in maggior parte ad affrontare un problema filtrandolo attraverso il metodo, studiandolo tramite la lente d'ingrandimento formata per il "lavoro".

giovedì 25 ottobre 2018

Galiani, Della moneta...

...libri 5, anno 1750, pagina 17: "così noi, sebbene conquistatori non crediamo di essere, pure sulle miserie altrui siamo arricchiti: benché la distanza grande de' luoghi fa, che non ci feriscono gli occhi le calamità, che [...] soffrono le infelici vittime del nostro lusso; e quindi ci persuadiamo che la industria e il traffico innocentemente ci dia guadagno".

mercoledì 24 ottobre 2018

Pazzo o malato...

...oppure pazzo e malato: lucidamente. Gli unici motivi che in certi paesi spiegano perché una persona (persona poiché privata di sé infatti, come si vedrà) giunge al suicidio: la pazzia, la malattia - la prima è una malattia tale da meritare uno statuto a sé, dunque -. Anche il più ateo degli studiosi di un autore suicida deve salvare il "grande artista / pensatore prematuramente ed insensatamente scomparso dalla scena del mondo privando il genere umano di altre grandi opere" dal crimine commesso a danno altrui (egoismo della "società"), all'estremo dandogli del pazzo. S'è già osservato ad Hegel, commentando in appunti ormai pressoché inattingibili alcuni paragrafi dei Lineamenti di filosofia del diritto, le Aggiunte di Gans e le Randbemerkungen, che la vita, il corpo singolo è la massima proprietà dell'individuo; se sulle proprietà (non sui possessi) il diritto romano riconosceva al dominus lo ius abutendi, ossia la potestà di distruggerle, non si vede per qual motivo esso avrebbe ad essere escluso per l'individuo stesso, se non in ragione di motivi egoistici altrui: il divieto posto da una religione transeunte; gli interessi tributari dello stato particolare; e quella ipocrita già indicata sopra per coloro che non dovrebbero quantomeno riconoscere il primo vincolo. Povero Michelstaedter, avresti dovuto eliminare ogni segno della tua esistenza, prima di andartene.

martedì 23 ottobre 2018

Un economista...

...virgiliano; ossia William Petty nel Verbum Sapienti dove, nelle prime otto pagine di testo, è citata l'Eneide due volte. Lo stesso che esibì per iscritto una formulazione dell'umanesimo liberista al capitolo X della medesima opera: "by the introducing the compendium and facilitations of art, which is equivalent to what men vainly hoped from polygamy". Qui effettivamente sembra che lo stimolo conferito dal capitalista alla ricerca tecnologica tenda ad alleviare la fatica del dipendente, il quale altrimenti si trova di fronte all'alternativa fissata nelle parole precedenti: "labouring harder".

lunedì 22 ottobre 2018

L'unità del vero...

...o la ricerca, il ritrovamento e l'accumulo delle verità (in forma "debole"), nonché il lavoro per farle convivere?

sabato 20 ottobre 2018

La (segue sotto):

riscrittura è cosa, quando meno e quando più, sempre differente dalla "traduzione"; persino la più volutamente fedele traduzione è in parte una riscrittura dell'opera tradotta, essendoci ostacoli infiniti nel passaggio per una "vera" resa parola per parola.

venerdì 19 ottobre 2018

Ricordare (Per i morti III)...

...una persona cara defunta è forse uno degli atti che un elideista considera più vicino ad una netta definizione della parola "dovere"; tuttavia la rievocazione ininterrotta riapre di continuo la piaga viva: dunque non aiuta a riprendersi dal dolore della perdita.

giovedì 18 ottobre 2018

Prendete ad esempio...

...di informatore e scrittore quel tizio che definisce cinque individui i quali ne catturano un altro, quindi lo uccidono nonché sfigurano, persone amiche del morto. Assolutamente impudico nei confronti del peso incluso nelle parole; e più: osceno, terrificante, spaventoso ed orribile e quasi maggiormente cruento, in riferimento a colui che è stato privato della vita violentemente, delle sofferenze fisiche in quei momenti subite.

mercoledì 17 ottobre 2018

Une bibliotheque...

...publique dans un fort beau palais ancien; mais sans argent pour nouvelles acquisitions.

martedì 16 ottobre 2018

Non si può costruire...

...una "società della libertà" in cui ogni atto è presentato all'umano "libero" come un obbligo: perché avrà pur avuto ragione quel tedesco a stigmatizzare l'arbitrio; ma se anche l'atto più libero cui può essere persuaso all'uomo viene posto davanti come qualcosa che deve fare, siccome: a) non è vero che deve farlo; b) ha ancora la possibilità di non farlo; c) non gli piace farlo - e spesso, cose che gli sarebbe piaciuto fare con la libertà di farle, divenute per lui un esteriore imperativo, si mutano in almeno spiacevoli - finirà per non farle. Sperone Speroni degli Alvarotti in un suo dialogo fece dire ad un suo personaggio che si impara molto meglio, se riescono a farti piacere ciò che vogliono insegnarti. In queste dorate economie capitaliste libere con numero di poveri crescente ed aumento esponenziale nella concentrazione della ricchezza si sta andando verso l'obbligo a sposarsi e far figli per dare al paese futuri contribuenti assai miseri; all'obbligo di leggere certi libri e persino un numero minimo ad esclusivo vantaggio della produttività economico - finanziaria futura del lettore; all'obbligo di fare soltanto i lavori "richiesti dal mercato", nell'assoluta libertà di studiare quello che vuoi, entro i precisi limiti però delle "richieste di mercato"; all'obbligo di possedere certi supporti meccanici ed elettronici per essere sempre raggiungibile e mantenere la mobilità monetaria. E si potrebbero aggiungere tante altre libertà vincolanti. Per il momento si usa il "potere morbido". Per il momento.

lunedì 15 ottobre 2018

Punto primo...

...nella teoria dello scambio, che si tende a dimenticare: se l'acquirente non gradisce nulla di quanto offerto, non si forma alcun con - tratto. Non bastano dunque né merce in offerta, né disponibilità di un qualsiasi genere di denaro.

sabato 13 ottobre 2018

Poveri noi...

...se un "intelligente" è persuaso che lo scienziato ("esatto") sia meglio (e potrebbe anche essere) degli altri; ma se fossi un biologo - professione dell'opinionista - od un fisico non gradirei essere escluso dal novero degli intellettuali, pur con tutte le precisazioni fatte sotto il titolo ad effettaccio. Intellettuale ha a che fare con "intelligenza": per esempio, saper collegare "fatti" e "prove" in una teoria complessiva (coerente: cohaereo, adhaereo; adesivo a verbo adhaesus). Bisognerebbe intanto distinguere gli intellettuali dagli intellettualoni e dagli intelletualoidi, e promuovere l'integrazione delle discipline nell'individuo, non l'esplosione di esse, sempre più piccole, in corpi singoli. Ma come sostiene l'elideismo, ogni professionista di qualcosa rischia di formarsi l'idea che la soluzione universale ai problemi sia il metodo che ha imparato per la sua particolarissima sotto - sotto - sottodisciplina (anche quando generalizza) e solo quello. Questo stesso scritto cammina su quel baratro, non al suo limite, e taluni di certo credono, mentre lo leggono, ci sia caduto dentro: forse non sbagliando.

venerdì 12 ottobre 2018

In un regime democratico...

...e dunque né oclocratico (demagogico), né unicamente timocratico, la "giustizia" è altrettanto democratica: ciò implica quale costituente che "imputato" non vuol dire 'colpevole' di necessità. Ossia, dato il caso in cui abbiamo a processo un gruppo d'imputati, fra le tre l'una dopo accurate indagini non preconcette: 1) risultano tutti innocenti; 2) sono determinati in blocco quali colpevoli; 3) si verifica che taluni sono colpevoli, talaltri innocenti.

giovedì 11 ottobre 2018

Di Eraclito II (filosofia "greca"?).

Dunque, qui si ribadisce che quella generalmente definita "tradizione filosofica greca" è in realtà una tradizione spiritualista post - platonica, dato che l'immagine senofontea di Socrate è oggi pressoché sempre liquidata dagli studi come non veritiera.

mercoledì 10 ottobre 2018

Il lettore...

...di testi stranieri si suppone dia opera quanto prima possibile ad apprendere la lingua di partenza (compresa la propria, che nessuno sa fin all'ultima parola) delle opere che legge, coll'intenzione di poi in quel che si dice "originale" leggerli di nuovo.

martedì 9 ottobre 2018

Di Eraclìto…

...è rimasto poco, e riportato da altri, e discontinuo; perciò il fondatore dell’elideismo spiegava qualche tempo fa ad un addottorato in filosofia suo amico che certi discorsi su di una interpretazione “complessiva” della filosofia dell’efesio appaiono abbastanza azzardati; tali sono anche essenzialmente quelli su coloro i quali sono ritenuti i rappresentanti più autorevoli del materialismo antico tra gli altri, ovverosia Democrito ed Epicuro. Un poco come ritenere la descrizione mimetica e drammatica del pensiero dei Sofisti suoi avversari fatta da Platone nei dialoghi che scrisse oggettiva etc. Ma quello che più irrita del modo in cui si magnifica Eraclito è che quando si scrive di lui nel 99,999% dei casi si scrive: “tutto scorre”. Tantissime parole segnate su di un supporto dopo aver portato “peso della mente” - come avrebbe scritto qualcuno secoli dopo di altro - vengono, per quanto ne siano sopravvissute assai meno, semplicemente umiliate nella ripetizione (e noterete quanto verrà volutamente dopo) pappagallesca di due: “panta rhei”; “πάντα ῥεῖ”. E chi lo scrive è un genio.

lunedì 8 ottobre 2018

(Tentativo) di esplicazione.

Marx, Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica 106, 21 - 2: “Dopo che il denaro {di cui la moneta è solo una specie} è stato posto realmente come merce, la merce viene posta idealmente (ma in vista della realizzazione) come denaro {dunque D1 → M → M → D2 (1+X)}”.

sabato 6 ottobre 2018

"Intesa...

...infatti nel suo più proprio riscontro filosofico, ossia etico - politico" scrive qualcuno: dove "etico" - pure sulla base dell'interpretazione dello sradicamento della dignità del singolo quale entità sia individuale che politica, ed individuale perché politica, dove il politico è la proprietà concreta che deriva dall'esistenza dell'individuo anche giuridico - è inteso da chi scrive appunto in senso pressoché religioso, cioè di seguito sostanziale della deriva della filosofia in religione. S'è già notato in scritti non pubblicati che in antico ancor più che poi, il cittadino ha come prima proprietà sé stesso, è cittadino perché, in quanto proprietario di sé, può disporre liberamente di tale proprietà in un contratto. Seppure tale "proprietà" secondo certe impostazioni dovrebbe ancora oggi portare con sé il diritto ad una proprietà esterna, il nesso libertà - esercizio libero della volontà - cittadinanza implicava, per esempio a Roma, il diritto all'annona in quanto libero e cittadino, se non, come reclamato dai Gracchi, la proprietà della terra, posto che si potesse vivere anche esercitando il possesso della terra con solo la proprietà dei frutti. Questo poiché la libera cittadinanza ancora precedeva l'utilità tributaria, dalla quale piuttosto il cittadino di pieno diritto fino ad una certa epoca era totalmente libero, poiché anche la sua prima proprietà, in cambio del pericolo è vero, andava da sotto terra fino alle vette più alte del cielo, con uso non vincolato ed integro (o no: ius abutendi, ossia diritto anche di distruggere la proprietà).

venerdì 5 ottobre 2018

Per affermare…

...la propria umanità contro una legge ingiusta, comunque, è assai meglio violarla apertamente assumendo le conseguenze, non cercando in ogni modo possibile di evitarle: soprattutto in una democrazia, che, per quanto sia ritenuta individualmente in pericolo, è ancora una democrazia, si dice.

Proprio vincere...

...la propria inclinazione contraria per obbedire a quanto ordinato da una legge, dimostra secondo certuni che quest'ultima è giusta.

mercoledì 3 ottobre 2018

Tesi 2 di qualcuno.

Scelta tra dieci che provocatoriamente in esordio son dette venticinque, quindi ulteriormente ridotte se si pensa che il riferimento sia a quelle di Lutero. Iniziamo: sostenere dunque che un gruppo di persone (invero non particolarmente, o meglio integralmente, coordinate tra loro) le quali propugnano la trasformazione dell’approccio alla vita piuttosto che alla conoscenza, od alla prima attraverso la seconda, deve diventare primariamente strumentale e pratico e fornisce tali strumenti per l’accessibilità pratica non abbia una teoria è sostenere una tesi che ha alte probabilità di essere sbagliata e di stampo “tedesco”, quell’approccio per cui solo un sistema filosofico dall’ambizione esaustiva che si presenti esplicitamente come tale sia effettivamente un sistema filosofico. Ma questa è una visione storicamente parziale che, magari neppure volontariamente, trascura il fatto che si ebbe un periodo precedente a quello franco - tedesco che va dal XVII al XX secolo d.C., in cui “filosofi” furono definiti pure praticanti arti oggi definite “non - filosofiche”; significa dimenticare che ancora Hegel rimaneva perplesso davanti alla definizione britannica e più latamente anglosassone di filosofia nonché di filosofo data da quella cultura che invece la teneva per completamente legittima in pieno Ottocento, anticipando così un uso attuale “ampio” del termine; significa lasciar cadere il rilevamento del procedere stilistico usato da certi filosofi successivi ad Hegel, il forse più ambizioso costruttore di sistemi, i quali scelsero la via dell’aforisma contro la patente onnicomprensività appunto delle grandi costruzioni (castelli? Di Otranto?) eretti da coloro che li avevano preceduti. Un metodo è una “via”; ossia una teoria - ripeto - per quanto minima, sulla necessità e preminenza della pratica: la teoria che l’unica vera strada per affrontare efficacemente il mondo sia la pratica. Un certo tipo d’empirismo ancora più concreto di quello tradizionale in Albione ed appendici varie e contestatarie, essenzialmente operazionista. L’estetica è poi “essenzialmente” una teoria della percezione e dunque anche una della visione del mondo, sicché…

martedì 2 ottobre 2018

Quando mai…

...gli italiani hanno “fatto squadra”, almeno per la maggior parte degli ultimi millecinquecento anni?

lunedì 1 ottobre 2018

Perciò…

...nell’analisi del procedimento dialettico idealistico bisogna distinguere tra chi: a) utilizza la sintesi come nuovo punto di partenza del movimento; b) pone come sintesi la tesi stessa da cui il movimento è partito, riproponendo la falsa sintesi come “nuova” tesi del movimento successivo.

sabato 29 settembre 2018

Un essere umano...

...allo stato può morire in vari modi: a) per incidente; b) per violenza; c) per malattia: ma prima o poi morirà. Infatti, per confutare Aurelio Agostino d'Ippona in De peccatorum meritis v: è vero che un corpo vivente può essere malato ma non esserlo, e dunque anche può morire, ma non per questo è morto; tuttavia, se è contemporaneamente vero che tutti i corpi prima o poi si ammalano, ed è solo questione di quando e di quanto gravemente, allora il corpo che può morire lo farà in vari modi differenti, ma infine lo farà. Unica maniera per evitare ciò è renderlo impossibile: cioè il corpo dovrebbe passare da mortale ad immortale. Benché Montaigne nei Saggi protesti che la morte per vecchiaia sia la meno frequente (congiuntivo poiché viene riferita opinione altrui) e dunque forse la meno naturale per l'uomo posto che l’affermazione è vera forse ancor oggi, si potrebbe obiettare: la morte per vecchiaia non essere forse quella che si presenta maggiormente; ma di certo potersi affermare da un dialettico contendente che essa sia quella in cui non entra la "colpa" dell'uomo, bensì la "colpa" della natura. D'altra parte, se la "colpa" deriva dalla volontà, per addossare la colpa della morte alla natura bisogna sostenere che quest'ultima abbia voluto la morte.

giovedì 27 settembre 2018

Il procedimento...

...logico più semplice è dedurre da uno stato - in divenire - il suo opposto. Tutto sta in quale sia la condizione dell'opposto.

mercoledì 26 settembre 2018

Il problema…

...dell’ Occidente odierno è che al governo ci sono due retoriche populiste: la prima montante e più platealmente pericolosa per la maggioranza è il populismo borghese di destra che accumula alla luce del sole esortando la maggioranza via via impoverita a sopportare perché il paternalismo governativo e l’impegno necessario delle stesse persone escluse “prima o poi” troverà la soluzione. La seconda è quella di una sinistra governativa altrettanto borghese e che allo stesso modo esorta a seguire la corrente della richiesta di mercato come a sopportare l’accumulazione sempre più accentuata del liberismo senza alternative in cambio di politiche in teoria maggiormente tese ad una futura riduzione delle sperequazioni di reddito. Taluni atteggiamenti riguardanti il modo di riferire un discorso pubblico in maniera, per quanto poco, comunque falsata sebbene l’audio permettesse a chi è in grado di capire certe lingue quando sono pronunciate lentamente di rilevare le omissioni, hanno confermato all'elideista quanto sopra, pur nella preoccupazione per le politiche dell’oratore.

martedì 25 settembre 2018

Un dibattito.

Sull'espulsione di chi commette reati e non ha la cittadinanza legalmente ottenuta si può o meglio è probabile che si dovrebbe essere d'accordo; molto meno sulla revoca di quest'ultima, perché si rischia di cominciare così e proseguire con tutti. La cittadinanza, l'ho già scritto, è inviolabile: si fanno controlli scrupolosi prima di concederla, e se non bastano ci si prende la responsabilità di punire. La discussione c'è già stata in Francia anni fa, ed io ero d'accordo con quelli che ritenevano la revoca della cittadinanza ai terroristi assolutamente inutile, dato che se a quelli fosse importato, non avrebbero nemmeno fatto gli attentati. Dunque vengono quei terroristi, lo sostengo da anni, dalla nostra civiltà, se si ha lo sguardo più ampio e si vede la componente greca che c'è con gradi diversi in tutta la civiltà mediterranea, i cui confini io segno dalla California all'Indo. La faccenda è più complessa sotto quel profilo. Rimane il fatto che dare e togliere la cittadinanza alle persone che ce l'hanno "da poco" come una camicia, in primo luogo deresponsabilizza lo stato che l'ha concessa più che punire un terrorista (vedi sopra); in secondo apre la strada se non alla privazione della cittadinanza di altri per altri motivi, quantomeno ad ignorare la sua sacra (cioè intangibile) uguaglianza in altre occasioni. Ora, La Costituzione Italiana è in realtà riservata ai cittadini italiani, ed in primo luogo ad impedire che venga ignorata l'uguaglianza giuridica tra cittadini. Significa anche che devi punire i cittadini i quali in modo improvvido hai eventualmente creato, perché la loro condizione ti impone di esercitare il diritto su di loro. Su questo la mia venatura è abbastanza hegeliana, pure se disapprovo molte parti di quel sistema e dei Lineamenti di filosofia del diritto.

sabato 22 settembre 2018

La nostra…

...si presenta come una “società del fare”; ma una in cui non importa cosa si faccia, bensì che l’attività indifferente dia qualcosa che consenta di vivere.

venerdì 7 settembre 2018

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, 140.

"[del denaro] (...) come mezzo di circolazione era" - è - "indifferente la [...] materialità". Ecco spiegata allora a punto la tendenza odierna a "dematerializzare" la moneta, che è una delle forme prese dal denaro.

giovedì 6 settembre 2018

L'idea...

...secondo cui molti amano dire dei poemi omerici che: "tutto ciò che è uguale, è ripetuto con le stesse parole, salvo piccole variazioni", serve a semplificare il lavoro, soprattutto a non dover dedicare una spiegazione dettagliata alle differenze, o quantomeno ad evitare di ammettere che l'assoluta identità è verificata a distanze maggiori e quindi più scarsamente sarebbe corretto sorvolare nell'esegesi.

mercoledì 5 settembre 2018

De malo questione I articolo ii, risposta.

Tommaso d'Aquino: "...circa il bene tocca parlare in due modi: in un modo del bene in assoluto". Fermiamoci per il momento qui. L'osservazione elideista è che il bene "(inteso) assolutamente" è una astrazione razionale. Proseguendo: "...in altro modo quando ci si riferisce a questo buono, come un buon uomo od un buon occhio". E ciò che è buono concretamente o realmente, per dirlo usando Hegel contro sé stesso, è solo questo. Si traduce più letteralmente "contingit", che pure nella prassi maggioritaria è reso similmente ad "accidit ut" - difatti il traduttore scrive: "càpita" -, perché qui viene vista una maggiore costanza di valutazione prescritta. In italiano "tocca ammettere che" si può in effetti sostituire con "è necessario ammettere che".

martedì 4 settembre 2018

Eliminato...

...l'impossibile, rimane la pluralità del possibile e financo del probabile: forse l'unicità dell'effettuale, dopo le fasi precedenti; ma soltanto forse.

lunedì 3 settembre 2018

Citando in...

...una versione seicentesca Boezio: "neque enim fas est homini cunctas divini operis machinas vel ingenio comprehendere, vel explicare sermone" qualcuno potrebbe concludere che sulla base di questo solo brano, estratto dal contesto, non si può dimostrare, come vorrebbe l'autore del trattato del XVII secolo, che Dio ecceda la natura. La traduzione in italiano è: "né infatti è concesso all'uomo comprendere l'intera macchina (il meccanismo) dell'opera divina colla mente, né spiegarla a parole". Ciò significa che l'uomo è incapace di spiegare fino in fondo l'universo (anche, potrebbe dire qualcuno, perché sussista e perché nel modo in cui lo fa) come opera di Dio. Ma il Deus sive Natura (Natura sive Deus) non è obbligatoriamente escluso, sicché non si può affermare senza alcun dubbio che Dio sia oltre la Natura. Che sia tale è assioma monoteistico.

domenica 2 settembre 2018

In una delle relazioni...

...sulla campagna di guerra lombardo - veneta del 1848 si legge: "e molti soldati [...] abbandonarono le bandiere [...] non si fermarono che ai propri focolari". Abitudini.

sabato 1 settembre 2018

Una chiglia II.

Per esempio, ci sarebbe da approfondire come e quanto un'opera muta ad ogni esecuzione.

giovedì 30 agosto 2018

Che...

...Dio sia uno può anche essere, sebbene la pratica umana di governo abbia dimostrato che qualcosa può essere retto da più; che sia causa del bene, è assioma indimostrato; che, per corollario, esso sia causa unicamente del bene, è altrettanto indimostrato. Agostino, De diversis quaestionibus LXXXIII,iv.

mercoledì 29 agosto 2018

C'è un'eccessiva...

...tendenza a presupporre. Se un autore fa una determinata affermazione in un'opera, poiché può sempre cambiare idea, il lettore non è tenuto a ritenere implicita la costanza di quella in opere successive: verrà "confortato" dalla permanenza di un parere di fronte ad una sua riesposizione in forma diretta o di perifrasi (la formula della quale sarebbe gradevole fosse variata nel suo primo apparire entro il testo nuovo, per andare successivamente incontro a recupero sotto foggia diversa).

martedì 28 agosto 2018

Comunque, davvero...

...residenza di un individuo in uno stato - che un tempo poté essere forzata - e possesso da parte del primo della cittadinanza del secondo, non sono la stessa cosa. Che gli stati favoriscano la confusione, dato che oggi tassano entrambe le categorie, è certo comprensibile...

lunedì 27 agosto 2018

Ma se...

...Dio è - o gli dei sono - una finezza del diavolo (posto che per taluni gli dei altrui sono altrettanti diavoli quanti sono i loro nomi principali), non dovremmo noi ricavarne, come invece non accade, che quest'ultimo è in effetto un dio egli stesso, come d'altronde era, prima che una cultura vittoriosa lo rovesciasse dalla gloria degli altari giù nella polvere del disprezzo e dell'inferiorità sempre sconfitta? Parrebbe una questione di logica, se il formulatore non avesse l'accortezza di indicare che la parola è una metafora per le fallacie autopersuasive dell'uomo stesso, che lo ingannano (e quindi entra la questione se la logica sia poi una sola).

domenica 26 agosto 2018

Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio 1817...

...§§ 167 e 168. Il soggetto si determina opponendosi ad un oggetto di qualche tipo, che viene delimitato come Non - Sé, ossia Altro. Ma tale determinazione reciproca che realizza l'individualità è precedente alla riproduzione in una discendenza: quest'ultimo atto dunque non è necessario. L'unico risultato filosofico entro il sistema della riproduzione stessa è che attraverso di essa si rende possibile l'opposizione di un Io particolare a tutta una serie di oggetti. Così quel particolare Io realizza ulteriormente una idealità dell'opposizione Soggetto - Oggetto (il quale dal suo lato ideale è soggetto) che astrattamente di quel particolare non ha bisogno. Il § 288 col suo insistere sulla chiarezza che l'opposizione dell'animale - uomo compreso - al processo della Natura conferisce al suo essere soggetto (ed internamente Oggetto), non riesce ad implicare come necessaria al determinare il soggetto la sua riproduzione in discendenti, poiché esso può soggettivarsi ed oggettivarsi (come oggetto opposto ad altri soggetti) anche confrontandosi col frutto della riproduzione altrui. Ciò vale particolarmente per l'uomo che, non essendo bestia, può dominare gli appetiti, mentre la pianta non ha neppure questi ultimi. Proprio nell'uomo l'autocoscienza è pensata, razionalmente intuita, ossia riflessa.

sabato 25 agosto 2018

Ahinoi...

...i patti - che precedono i contratti, comunque sottoposti all'arbitrio - sono specie in politica internazionale "scritti sull'acqua". Dunque patti circa la non adesione di certi paesi alla Nato sono stati violati? Lo è stato anche l'accordo di non aggressione del 1932 tra Unione Sovietica e Polonia, solo sette anni dopo la stipula, pur se risulta un trattato in forma cartacea debitamente firmato e controfirmato. Accordo frutto di una guerra scaturita dal desiderio polacco di ristabilire i confini statali (non "nazionali") precedenti alla spartizione settecentesca tra Russia, Austria - Ungheria e Prussia.

venerdì 24 agosto 2018

Credere che...

...Dio fosse una finezza del diavolo, come sostiene qualcuno, non ci dovrebbe finalmente indurre a credere e sostenere dunque che quest'ultimo sia un dio, come d'altronde era, prima che la cultura vittoriosa nel Mediterraneo lo rovesciasse dalla gloria degli altari - o lo desse ad intendere - giù nella polvere del disprezzo e dell'inferiorità sempre sconfitta? Non sarà invece meglio una finezza dell'uomo?

giovedì 23 agosto 2018

Attenzione.

Sostenere che la maggior parte di coloro i quali affermano di essere molto competenti in un campo all'atto di una verifica si dimostrano i meno capaci vale esporsi all'obiezione per cui dunque ogni laureato, addottorato o specializzato è potenzialmente fra i meno capaci nel proprio campo, poiché lo sentiremo spesso dire di essere competente in esso.

martedì 21 agosto 2018

Se all'evocazione...

..."commossa" di certi martiri moderni della libertà a te viene in mente la Morte di Peregrino scritta da Luciano di Samosata, e dunque ti lasci accarezzare insistentemente dal dubbio.

lunedì 20 agosto 2018

Ossia si insiste (Del limite III)...

...sull'infinito immutabile contro il mutabile finito, dimenticando l'infinito mutare del finito.

domenica 19 agosto 2018

Siamo sempre...

...ciò che non siamo: di certo negli altri, dove siamo l'idea che hanno di noi. E poi noi stessi mutiamo incessantemente, e dunque in ciascun momento non siamo ciò che eravamo nel momento appena trascorso.

sabato 18 agosto 2018

Più che...

...dove cercare da leggere, che cosa e come leggere. O meglio: insegnare le basi di una lingua (più lingue è meglio, se si può cominciare per tempo: almeno tre, non la lingua propria e la lingua all'ultima moda soltanto); poi indicare dove cercare per dare maggiore ampiezza alla conoscenza.

venerdì 17 agosto 2018

Ossimoro fondamentale (del limite II).

L’infinitezza...di tutto il finito, anche singolarmente preso. Ad esempio perché ci sono due finiti in universale, senza star qui a riflettere a lungo sulla razionale infinità del singolo finito.

giovedì 16 agosto 2018

Si noti che...

...la definizione del capitale come 'something produced with a view to further production', non implica necessariamente vendita sul mercato: questa è unicamente presupposta.

lunedì 13 agosto 2018

Magari...

...l'hegelismo fosse stato, o fosse ora, antropoteismo. Di certo non è tale, non per quel che riguarda il singolo individuo, poiché esso in conclusione risulta sottomesso allo Stato ed a tutte quelle istituzioni che nella temporaneità più o meno accentuata si presentano stabili, come il matrimonio, il quale viene presentato come necessariamente monogamico ed obbligatoriamente fino a morte.

"Tu...

... Sei il mio cuorecervello", per esempio.

sabato 11 agosto 2018

El ethos...

...el mos, el costumbre se define primeramente como deber? Y en segundo lugar como derecho?

venerdì 10 agosto 2018

Ed in primo luogo:

"Ciò che è dettagliato non è rapido, al più mosso; o, rovesciando, ciò che si vuol dire ovvero scrivere in foggia rapida non è stilisticamente dettagliato". Fate prima ad ignorare in una "narrazione" le parti che si dedicano ai dettagli, che comunque ritenete "inutilmente lunghe".

giovedì 9 agosto 2018

Qualcosa dalle fonti...

An Inquiry Into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, Volume 2, book IV, inizio: "Political oeconomy, considered as a branch of the science of the statesman or legislator, proposes two distincts objects; first, to provide a plentiful revenue or subsistence for the people".

Il matrimonio...

...nella democrazia occidentale moderna è il libero assenso di due volontà equivalenti a condurre la vita insieme finché permangono gli individui adatti l'uno all'altro. Se nella maggior parte dei casi ciò porta alla generazione, il libero contratto matrimoniale rimane una via attraverso la quale viene assicurata la continuazione della specie; non un dovere cui i singoli sono obbligati e nel quale si esaurisce uno dei loro pochi fini "veri" (l'altro, sostanzialmente uno, sarebbe, in certi quadri ideali, produrre e pagare i tributi per il superiore bene di uno stato che quasi sempre si presenta come Lo Stato).

mercoledì 8 agosto 2018

Siamo tutti...

...una grande famiglia umana; tuttavia anche "solo" più miti ci chiariscono che pure nelle famiglie ci si uccide o "quasi" (Osiride, Abele, Crono ed i suoi figli, per fare i primi esempi che rammento). Si tratta di un equilibrio ondeggiante e più che fragile già a quel livello più prossimo per ciascuno.

lunedì 6 agosto 2018

Il buon elideista...

...studia per imparare. Meglio: studia per farsi un'idea circa un argomento umano (perché tutti gli argomenti dell'uomo lo riguardano: Terentius novus, umanesimo integrale) e poi esprimerla senza imporla (Peithò, retorica "buona", democrazia).

domenica 5 agosto 2018

Tuttavia...

...limitarsi ad esaminare la versione di un solo testimone per "analizzare" un carattere non è metodologicamente corretto.

venerdì 3 agosto 2018

Si son (Che l'amor II)...

...descritte dipoi le qualità di persone ch'esserne afflitte ponno, teorie su come sanarle avanzando puranco per distesi trattati scientifici, in prosa per dir, non in versi. E s'intende ciò che in ciascuna epoca era tenuta scienza, per quanto l'elideismo abbia una sua definizione.

mercoledì 1 agosto 2018

Che cos'è l'elideismo.

E' la lotta per il recupero di una dignità del sin[g]olo precedente alle relazioni sociali, alla sembra necessaria moralità del matrimonio (ricordare però come è stato definito l'egometismo, prima di darsi ai brindisi) e del giudizioso accoppiamento, precedente al lavoro alla produttività ed al reddito monetario (soltanto, oramai, benché smaterializzato), per Hera! Caricando esso di tributi da parte dello Stato che lo annulla e che alla mente di un "genio" sarebbe parso quell'Altro - per cui solamente acquisterebbe senso che l'unico esista; anteposto persino all'essere cittadino o suddito, termini che entrambi definiscono condizioni infine potenzialmente ancor più temporanee della sua vita. E' il ripristino dell'insistenza, dell'incidenza, della ostinata esistenza stato caratteristico dell'individuo irripetibile.

La "persona...

...in senso biologico" è più rigorosamente 'individuo', in quanto la "persona in senso biologico" non è altro che 'l'aspetto corporeo', la 'massa delimitata esteriormente' dell'individuo, e quindi (in senso abbastanza "spiritualista") la sua anche pirandelliana 'maschera'.

martedì 31 luglio 2018

Che l'amor (I)...

...rammollisca, e cioè sia morbo, è cosa risaputa all'essere umano da prima ch'inventasse la scrittura. La discussione verte tutta sul seguito: se sia incurabile e mortale, o s'infine fortifichi.

lunedì 30 luglio 2018

L'Umanità...

...vanta il proprio cervello, che proclama regolato da leggi univoche e dunque cogenti per tutti (da ciò la maiuscola "trascendentale") le quali però analizzate nella loro esplicazione particolare paiono rivelarsi estremamente diverse ma tutte "oggettive" solo nella misura in cui vogliono essere la posizione esteriore della particolare inclinazione interna, oggettiva unicamente così vista. Di fatto perciò il Razionalissimo agisce guidato da altro rispetto a quello che dice.

domenica 29 luglio 2018

In talune religioni...

...fine del matrimonio è prolificare; tale scopo è così importante, che il matrimonio sterile può essere sciolto. Perciò alcuni potrebbero dedurre che il matrimonio giunge alla sua conclusione naturale, nel momento in cui i coniugi, non potendo più generare figli, hanno già allevato quelli messi al mondo fino al punto che sono tutti indipendenti. In quel momento, "paradossalmente" si potrebbe dire che il matrimonio ha svolto la propria funzione e deve essere sciolto.

sabato 28 luglio 2018

Critica negativa di dichiarazioni "intellettuali" I.

Chi ha detto che un poeta non è uno studioso? Studia, o dovrebbe. A volte in maniera diversa le stesse cose studiate da altri.

venerdì 27 luglio 2018

Il doppio passaporto...

...di certo per un cittadino di uno degli stati dell'Unione Europea oggi, non ha alcun senso. Non sul piano "interno" perché, s'anche solo ci rifacciamo all'Italia, onde circolare entro lo spazio continentale basta la carta d'identità; non su quello esterno, perché è sufficiente uno: a meno che la provenienza dallo stato di prima cittadinanza non impedisca di entrare in quello dove si vuol giungere, ed il secondo non serva ad aggirare il divieto. Ma allora tocca chiedersi perché si intende...

Esistono...

...insisto e persisto, tre dignità almeno. Ordinate in serie cronologica dalla più alla meno originaria: 1) umana; 2) derivante dall'avere la cittadinanza di uno stato particolare; terza e buona ultima quella basata sull'avere un lavoro: anche perché prima di tutto si converte nell'obbligo di avere un qualunque lavoro; e poi perché se esso non garantisce almeno uno stile di vita considerato socialmente minimo, la dignità che all'individuo conferisce è assai teorica.

giovedì 26 luglio 2018

Non è che gli atei estremisti...

...sbaglino perché "la fede" (religiosa) è importante, ma perché l'ateismo oltranzista diventa una fede. Religiosa. Dogmatica. Ossia ciò cui si oppone. Appunto.

mercoledì 25 luglio 2018

Poiché i morti...

...hanno sempre ragione, strumentalizzare una supposta concordanza di un vivo con alcune decisioni del morto vale a cercare una corroborazione alla "giustezza" delle proprie decisioni, fino a cinque minuti prima dubbia per i più.

martedì 24 luglio 2018

L'idealismo stesso...

...postula un io che supera costantemente il proprio limite e si ferma quando viene limitato da altro (autocosciente o meno): non da sé stesso.

lunedì 23 luglio 2018

Un vecchio problema...

...od enigma, formulato così: "L'unica cosa che so è di non sapere"; che o viene interpretata come: "so di non sapere tutto", oppure viene sempre fuori quell'altra frase: "Ma se sai di non sapere, allora sai di non sapere, e perciò sai qualcosa, dunque non è vero che non sai; e se invece non sai, non dovresti sapere di non sapere". Aggiungi che elideisticamente sapere di non sapere qualcosa non è affatto il germe di: “dunque affidati bendato allo specialista”, che è l’inizio della specializzazione ossia della divisione del lavoro; bensì l’impulso a riempire quella parte vuota di te per poi ottenere un composto, un amalgama in senso originario.

sabato 21 luglio 2018

"La contaminazione...

...tra fumetti e cultura"? Almeno antropologicamente e sociologicamente i fumetti sono cultura, sono una delle sue apparenze, - nel profondo ulteriormente suddivisa - manifestazioni, rappresentazioni, oggettivazioni (in nessuno dei primi termini almeno è incluso un pregiudizio d'ingannevolezza). Solo appunto nella opposizione astratta entro la (pseudo?)coppia del fumetto come particolare ed il resto dei fenomeni "compresi" nella vita quotidiana (Lukacs) si può parlare dei primi distintamente dalla seconda, per un motivo simile se non identico - ma "l'identità non è, il molteplice è" - a quello che spinge a scrivere "letteratura ed arte", "governo e società civile". Questo anche se certuni su distinzioni del genere fanno aggio, entro limiti ristretti ammissibili o quantomeno riconosciuti dai più, in primo luogo di brevità, il che poi facilita altro.

venerdì 20 luglio 2018

La solidarietà...

...ottima è quella liberamente elargita; l'elideista tende a considerare quella dovuta di grado decisamente inferiore raffrontata alla prima: se è solidarietà (etica, a questo punto) poi.

giovedì 19 luglio 2018

Sulla dialettica moderna VII.

Grundlinien, paragrafo 98, note a margine hegeliane e non solo, osservazione: "...per esempio il risarcimento in denaro non ripristina la cosa particolare: nella sostituzione del valore all'oggetto risulta più chiaro che il "terzo movimento" dialettico non porta all'identità reale di esso col primo. Ma il collocarsi nella cosa particolare realizza il diritto, e pare dunque corretta l'interpretazione della Sinistra per cui appunto la riflessione non è riflessione dell'identico perché la dialettica ha da essere progresso e modificazione, per cui l'identità in casi simili è soltanto ideale. L'identità tra reale e razionale è interna al soggetto, che nell'astrazione si oppone a sé e si oggettivizza in rapporto all'Altro che è lo stesso sé. Dunque la vera riflessione totale è quella dell'Io: lì razionale e reale coincidono.

mercoledì 18 luglio 2018

Che un autore...

...sia letto più in una lingua straniera che nella sua è decisamente: male, anche se possiamo ritenere naturale - per così dire - nel caso della traduzione in più lingue, che l'insieme delle copie vendute e dei lettori nei vari idiomi diversi da quello originale superi numericamente quello nella sola lingua di partenza.

martedì 17 luglio 2018

lunedì 16 luglio 2018

Nel discorso...

...comico lo spettatore riconosce sé stesso ed i propri difetti, o ride di quelli che tende a ritenere gli errori e la stupidità altrui?

domenica 15 luglio 2018

Ogni oggettivazione...

...infine si riduce ad un termine ombrello sotto cui vengono radunate più attività: Lavoro, Arte, Scienza etc. Però solo il loro dispiegarsi concreto e singolo è vero. Singolo, non un'oggettivazione più ristretta come Edilizia, Pittura, Chimica.

sabato 14 luglio 2018

Citazione ed osservazione.

"Come le false lodi ingiustamente attribuite agli uomini indegni denigrano senza fine la vita loro, così la meritata gloria da illustri spiriti fra le genti spiegata accresce grandissimo splendore agli animi invitti e eroici". Si potrebbe aggiungere in stile che "le lodi non attribuite alle menti che le meritano tornano a grandissimo biasimo e vergogna delle repubbliche ingrate". L'ortografia del testo è modernizzata.

venerdì 13 luglio 2018

Noi...

...descriviamo le cose quel tanto che ci consente l'esigenza della nostra conservazione, le usiamo ed eventualmente distruggiamo: non arriviamo mai a stringere nel pugno il loro atomo più profondo.

giovedì 12 luglio 2018

La Spagna...

...ha tante cose e persone colle quali illustrarsi, che non ha certo bisogno di celebrare l'omini di passaggio ovvero importati come propri. La Spagna; o le Spagne.