mercoledì 28 febbraio 2018

Sia chiaro II.

Rinnovare anche le interpretazioni passate; quantomeno ricontrollarle da una nuova prospettiva basata su nuove messe alla prova ampliando la base dati e senza facilitarsi il lavoro evitando di uscire dalla cerchia della letteratura secondaria.

martedì 27 febbraio 2018

Stai tranquillo...

...bravo e buono "popolo indistinto": in taluni avanzati paesi dell'Occidente europeo basta avere la barba sufficientemente lunga ed incomposta mentre non si porta il gessato, perché scatti la scrupolosa efficienza del codice di sicurezza, ancora molto simile alle disposizioni impartite nel 1829 circa le motivate circostanze di un controllo seguite dalla polizia del Ducato di Modena e Reggio Emilia: senza che tu debba avere la pelle blu. Si sta lavorando con fervore all'esclusione di parti sempre maggiori di residenti dalla dignità politica ed economica, iniziando dal cancellare la prima in assenza della seconda, poi facendo in modo che sempre meno individui possano soddisfare i requisiti "minimi" di quest'ultima.

lunedì 26 febbraio 2018

Sia chiaro... (I)

...che ricerca non è compiere lo sforzo minimo indispensabile ad ottenere un emolumento periodico attraverso la riconferma delle affermazioni di chi ci ha preceduto: altrimenti non ci sarebbe il metodo galileiano, per esempio.

domenica 25 febbraio 2018

Il cinismo...

...volgarmente inteso non è affatto cieco, bensì, come i cavalli portanti i paraocchi, guarda in una sola direzione. Poiché ha lo sguardo fisso sui propri interessi, linguisticamente si può dire: idiota.

sabato 24 febbraio 2018

La questione è tale:

I regìmi detti anche solo "autoritari" i quali, avendo in una cornice più ampia la parte di stabilizzatori per la loro area, cominciano piuttosto a turbarne di propria iniziativa troppe volte ed a distanza temporale eccessivamente ravvicinata fra le occasioni l'equilibrio, devono dal punto di vista dell'egemone degli altri di quest'ultimo alleati (sottomessi) essere riportati quanto prima entro i loro limiti di burattini locali, poiché il rischio implicato dalla eccessiva confidenza nel poter sempre varcare l'ultimo limite superato lo indurrà presto o tardi a provocare una crisi troppo grande. Per compiere ciò non è e non è stato obbligatorio usare eserciti (il problema del primo ministro britannico Chamberlain con un certo cancelliere di Weimar), sebbene le contromisure economiche siano di efficacia quasi nulla sulla struttura di governo.

venerdì 23 febbraio 2018

Il leader II.

La guida di un paese democratico è in varia misura sempre maggioritaria pur seguendo le particolari alchimie istituzionali, il suo popolo, secondo la definizione qui più volte solo tratteggiata. Uno stato in modo autentico popolare non avrebbe propriamente per molto, troppo tempo leader, ma individui autorevoli provvisoriamente collocati in luoghi amministrativi (vedi minister in Non si tratta) in numero neppure scarso.

giovedì 22 febbraio 2018

mercoledì 21 febbraio 2018

San Paolo...

...esaltava il paradosso (una forma d'eresia perciò), dicono alcuni: e se si fosse accontentato di appoggiare validamente un'opinione di successo fra le altre, non d'imporre una Verità, potrebbe essere ritenuto ammirevole...

martedì 20 febbraio 2018

Polemizzare...

...contro l'uso troppo frequente di parole dalla forma straniera - posto che la valutazione di cosa sia "eccesso" muta da un autore all'altro - quando rompendo la forma drammatica con un intervento d'autore, quando implicitamente colla pratica scrittoria, non è identico ad una proibizione assoluta del loro utilizzo.

lunedì 19 febbraio 2018

E notate...

...come certo scindere l'atomo dimostri che esso non è indivisibile. Fondere atomi dimostra altro ancora. Ma 1) sia la scissione che la fusione generano comunque una variabile perdita di energia; 2) dopo la prima e la seconda operazione l'unità non è più quella iniziale. Tuttavia ad ogni singolo è possibile volontariamente adattarsi ora ad uno ora ad un altro individuo, oppure ad una serie; ma tale adattamento dovrebbe accadere per scelta di uno rispetto agli altri, reciprocamente.

domenica 18 febbraio 2018

Dunque Devoto...

...in un suo libro ci informa come un passo della Tavola Bantina prescriva che il tribuno della plebe (e discuteremo altrove di una traduzione in lingua straniera di questa carica) doveva giurare di non porre il veto a fini privati, ma pubblici, almeno nella forma dell'agire in conformità alla deliberazione della maggioranza del senato. Pubblico vuol dire popolare, ossia né l'espressione del solo patriziato, né quella esclusivamente della plebe.

sabato 17 febbraio 2018

Breve?

Si ha la cittadinanza di uno stato. L'unica definizione della cittadinanza è giuridica, ossia non è fondata su colore, altezza o peso; su opinioni politiche o religiose al di fuori di esplicite formulazioni di diritto delle cui conseguenze i formulatori debbono essere coscienti. Un cittadino non deve prevaricare l'altro.

venerdì 16 febbraio 2018

L'homo faber...

...in un certo qual modo nello "Occidente" attuale è un concetto che ha poco senso, se soppesiamo come per alcuni ma non pochi ai nostri giorni la vita sia una "ricostruzione in proprio del mondo". Ed anzi, la pretesa di alcuni è che il mondo sia in toto "un oggetto autoplastico che adatta la propria forma alle loro volontà momentanee". L'egometismo elideista non pretende dal concreto esteriore che si riplasmi per rispondere positivamente al soggetto: là dove l'altro rifiuta, se ne allontana accettando la conclusione, se è possibile rinunciare senza compromettere la persistenza di colui che dice Io. L'homo faber forma il mondo con le proprie mani e mente, non pretende che esso si adatti.

giovedì 15 febbraio 2018

Ma uno scritto...

...può essere - e quasi sempre da qualcuno è - ricevuto come militante, formativo di taluni aspetti della "personalità", e cioè della cultura nonché del modo d'approccio alle questioni, caratteristico di un individuo, senza che l'intento di indirizzo dell'azione sia non solo nell'opera esplicito, ma sistematicamente od anche saltuariamente voluto. Possiamo vedere in quanto sopra una riformulazione moderna della teoria castelvetriana per cui non è còmpito primario ed aperto dell'opera d'arte in generale formare il costume del fruitore: ciò non vuol dire che essa non debba o non possa tramite la rappresentazione ottenere come effetto secondario il medesimo risultato, ossia in entrambi i casi non siamo di fronte alla legge l'art pour l'art. Particolarmente nell'agire di ogni personaggio letterario emerge ad intermittenza al di sopra dello sforzo dell'autore per travisare e rielaborare la spinta della biografia qualche relitto del pensiero anche di quello che meglio evita l'intervento diretto nella propria opera.

mercoledì 14 febbraio 2018

Individuare materie...

...al di fuori delle "elezioni politiche", in cui non solo si possa, ma anche si debba ricorrere ordinariamente ai comizi per la decisione, riducendo e non annullando l'attuale interpretazione rappresentativa della democrazia, esclusivista e favorente la solidificazione di elite.

martedì 13 febbraio 2018

Osservando...

...certi lunghi cicli di film in cui il personaggio principale non muta, ma cambia il suo interprete solo in base a contingenti opportunità, viene la tentazione di giustificare il ritorno in scena della maschera concreta al posto di quella di vetro.

lunedì 12 febbraio 2018

Complesso I.

Non più Edipo, bensì Oreste. E sia. Ma analizzando un solo episodio? Solo una prima fase di facilitazione dell'analisi, tenendo conto che il mito è anche un connesso. Anzi, in forma artistica esso è certo tale, e forse principalmente, in età preromantica. Successivamente alla separazione, ri - unione, certo difficile.

sabato 10 febbraio 2018

Far parte...

...di un popolo è qualcosa che si può tentare di definire più storicamente, istituzionalmente e precisamente così: "esercitare i propri diritti in quanto cittadino libero di quello stato, lavorare per espanderli ed impedire la loro coartazione". Questo dovrebbe essere l'impulso sulla base del quale i residenti sul territorio nel quale lo stato esercita la propria giurisdizione, e che non fossero cittadini, potrebbero sentirsi spinti a cambiare la propria situazione giuridica: assolutamente alieno da motivazioni legate alla stirpe, lingua, religione e convinzione circa il miglior modo di gestire lo stato di cui s'è accennato sopra.

venerdì 9 febbraio 2018

Un autore...

...cinquecentesco italiano risolve il problema della descrizione delle azioni di vari personaggi intervenenti in tempi successivi durante una battaglia con atti non propriamente identici ma che la prassi maggioritaria tende a considerare tali, progressivamente riducendo la minuzia narrativa donata all'esplicazione dei gesti. Ciò ovviamente non l'ha salvato dall'accusa di prolissità, e sia; ma neppure da quella di ripetitività. La ripetizione non è colpa in - Sé, bensì è condannabile essere indiscreti nel compierla, ossia non mettere adeguata distanza fra l'uno esercizio e l'altro. Ma bisogna anche che il critico sappia discendere nell'inferno dei vari livelli senza generalizzare troppo.

mercoledì 7 febbraio 2018

Consideriamo...

...che alcune volte (la maggior parte?) i "primi" occupanti di un territorio non vengono tutti uccisi od espulsi da esso in conseguenza di una conquista: taluni fra di essi vengono privati del diritto di autodeterminazione, di stipulare un contratto di propria volontà (questo è più o meno il modo in cui un filosofo definisce la trasformazione giuridica di un uomo da libero a strumento animato, ossia il passaggio allo stato di schiavitù); talaltri riescono, in modo collegiale o presi singolarmente ad integrarsi coi dominatori. E le dinamiche sono comunque ancora più complesse.

lunedì 5 febbraio 2018

Per evitare...

...le false notizie, affidatevi ai giornalisti: "...il vero nome della via Emilia: Strada statale 9"; o per esempio, l'idea che certamente Rousseau nacque in Francia perché al fine di scrivere usò il francese.

sabato 3 febbraio 2018

"In sostanza".

Le attuali potenze geopolitiche globali effettive sono tre, ossia Stati Uniti d'America, Russia, e Cina Popolare. Potenze regionali sono forse altri tre stati: Iran, Arabia Saudita e Germania. Aspiranti possiamo considerare Australia, Sudafrica, Egitto, Francia. Alla ricerca di un parallelo, si può richiamare un passo de Gli antichi italici di Giacomo Devoto, in cui l'autore veniva tratteggiando il ruolo dello stato mamertino nel III secolo a. Cr. e lo definiva una piccola potenza irrequieta che poteva dare origine a molte guerre in cui le potenze più grandi sarebbero state coinvolte; tutte desiderando avere in amicizia i padroni dell'importantissimo stretto di Messina. La situazione che troviamo delineata appena qui sopra è, per esempio, assai simile a quella in cui si trova uno stato (euro) - asiatico attuale, che possiede però entrambe le rive di uno stretto. Tutti gli altri all'incirca son meno di un servo fedele al padre invece che al figlio in una trama di commedia.

venerdì 2 febbraio 2018

"La dottrina...

...di Socrate secondo Senofonte, Platone ed Aristotele". Antonio Labriola ancora "herbartiano" scrive a pagina 54 che: "La stessa scepsi filosofica [antica, il che forse è un poco troppo ampio] intende la contraddizione [tra cosa e sua rappresentazione] solo come uno stato erroneo della rappresentazione, non mai fondata come una reale opposizione di soggetto ed oggetto". Ma intanto, attualizzando, la difficoltà non è l'opposizione tra soggetto (conoscente) ed oggetto (conosciuto) ma tra oggetto e sua rappresentazione nel soggetto. Il problema si pone allorché si vuol dimostrare che la rappresentazione la quale il soggetto si fa (nel linguaggio, non solo nella lingua) dell'oggetto che resiste alla dissoluzione nel soggetto corrisponde in tutti i suoi particolari all'oggetto stesso come concreto sinolo. I sensi del soggetto umano non essendo i più perfetti del mondo animale, e non potendo gli strumenti a disposizione dell'uomo stesso pretendere alla perfezione come vulgatamente intesa, e dunque essendo impossibile escludere l'errore e giungere alla definizione univoca, l'aporia della conoscenza umana è l'aspirazione dell'uomo ad una definizione inerronea ed esaustiva (dove i due distinti aggettivi dovrebbero essere visti come endiadi), ed il fatto che tale inerroneità ed esaustività sia soltanto una aspirazione approssimabile ma irraggiungibile. Nella adaequatio rei non abbiamo una aequatio, ma una approssimazione (ad= apud = 'presso', cioè solo vicino, ed il dittongo si pronuncia per intero, altrimenti ci avviciniamo troppo al cavallo, benché quest’ultimo sia stato per millenni la bestia più nobile nella definizione umana).

giovedì 1 febbraio 2018

Non si tratta...

...di mantenere in equilibrio legalità e legittimità, almeno se non si introduce un eccesso improprio di diversità, perché entrambi sono fondati sulla legge (leg - alitas; leg - itimitas), ossia su quel corpus di leggi scritte che sono raccolte (lego) al fine d'essere base accessibile del diritto. Si tratta del fatto che colui il quale amministra in uno stato democratico è al servizio (minister), del cittadino, e suo onere / onore (ma colla precedenza al primo rispetto al secondo) è migliorarne le condizioni di vita, ampliare in numero e qualità effettualmente, praticamente le libertà di cui ogni giorno fa uso. La legittimità è legale, la legalità è fondata nella legge, la legge sancisce le libertà e decreta il loro ampliamento, per e dal popolo. E custode della Costituzione di uno stato - la prima e più importante legge di quest'ultimo - non può essere un singolo uomo al di sopra od al di fuori del Parlamento: possono ed anzi debbono esserlo unicamente il Parlamento stesso nei suoi parlamentari singoli al di là degli interessi di part(e)ito, oppure il popolo (l'insieme dei detentori elementari del diritto di voto) in una espressione diretta della propria volontà collettiva (ovvero come risultato del confronto fra le singolari volontà che compongono il gruppo). Quale linea fondamentale si potrebbe forse assumere nell'agire politico di non approvare una legge che danneggi gli interessi, che restringa le libertà di una maggioranza (si veda Minoranze I e II).