sabato 31 marzo 2018

Una delle principali...

...tesi elideiste è quella secondo cui c'è diversità fra uguaglianza volgarmente intesa e democrazia, tanto più se si vuol affermare, come mi è capitato di leggere qualche tempo fa, che Marx propugnava la democrazia. Nell'interpretazione già presentata Marx voleva (e sì, in qualche modo l'esercizio ermeneutico sulle opere di Marx è ancora vivo) restituire al singolo l'intero processo di produzione di ogni bene e dunque cancellare l'alienazione del lavoro: voleva perciò restaurare o - se non si crede che mai uomo solo abbia compiuto tutto - instaurare l'indipendenza dell'individuo. Se questa lettura si dovesse ritenere giusta, dovrebbe pure trarsi ovviamente la conseguenza che Marx non voleva la democrazia, e ciò non in quanto nel suo pensiero la persona particolare, fatta trascendentale, scomparirebbe nella massa degli uomini fra loro uguali, o meglio fatti identici; bensì semplicemente (?) poiché non essendoci massa indistinta, "pubblico", popolo, non vi sarebbe neppure il suo potere, assolutamente innecessario in assenza di perpetui vincoli "sociali" e dunque dissolto. Che poi l'alienazione del lavoro, portata solo all'apoteosi e resa visibile dal modello fordista della catena di montaggio ma che aveva già conosciuto in precedenza forme embrionali differentemente strutturate, sia "solamente" una ulteriore (dialettica) trasformazione del principio di reificazione del produttore, della mutazione di esso, entro il sistema piramidale della cosiddetta società, in strumento, in organo il cui valore è al di fuori, nella cosa utile che forma, è termine ultimo del ragionamento cui si può aderire. Tuttavia, non si sottrae l'uomo alla strumentalizzazione lavorativa denaturalizzandolo, anche ammesso che un rigurgito animista del pensiero sconvolga la gerarchia - ancora - naturale (?) del mondo nel momento in cui, trasferendo vita dal creatore al creato, si trasferisce questa dal primo sottraendogliela in toto. L'uomo in fondo è per l'altro uomo oggetto, nei limiti per cui "giace" separato dal soggetto che lo percepisce e lo pensa, filosoficamente parlando; è persino, misurato su di una riflessione etimologica, cosa (cosa, chose < CAUSSA). Ma non è bestia, né pianta o minerale soprattutto, possedendo pare una razionalità. E' naturale dunque, ma a renderlo tuttavia diverso è, in vece della sua anaturalità, l'essere capace di pensare e sé stesso e su sé stesso. Di pensare l'Io e l'Altro analiticamente, astraendo il primo nel secondo per poi riportare questo a sé, fino al punto di vedersi come separato nel discorso. Questa è la radice del problema, quel passaggio per il quale il pensato si reifica socialmente in rapporto al pensatore per il fatto stesso di essere oggetto passivo di pensiero. Al di fuori dell'uomo noetico, considerato una qualità alla volta dal pensiero razionalista onde fissare quella lo rende sostanzialmente Ciò - che - è, si ha il sinolo complesso e concreto dell'uomo individuale, che non è mai una sola qualità, né tantomeno potrebbe essere, se fosse soltanto quella.

venerdì 30 marzo 2018

La differenza...

... che in democrazia corre tra elettorato attivo ed elettorato passivo in senso pratico non è quella per cui elettore attivo è colui che ad ogni indizione di comizi appositi viene "elevato" al seggio parlamentare per diritto divino, e passivo invece quello che altrettanto "per natura" ha il dovere di dare il voto all'altro.

giovedì 29 marzo 2018

Il punto fondante...

...del detto latino "dividi e comanda" è che condizione di vita è concetto sufficientemente differente nel pensiero del sottoposto da quello di condizione sociale: che la distinzione garantisce, tramite la diversità di obbiettivi, una separazione fra gruppi di persone le quali sembrano destinate ad associarsi, se viste da fuori, e la riduzione della consistenza numerica di essi ad un livello il quale li rende controllabili.

mercoledì 28 marzo 2018

Dispiace veramente...

...assai doverlo osservare; ma, per quanto a conoscenza purtroppo, nel cosiddetto diritto internazionale la autodeterminazione dei popoli non è sintagma che venga riferito ad una legittimità di lotta per l'indipendenza da parte di minoranze etnico - linguistico - culturali all'interno di uno stato più ampio, bensì vuole stabilire che si possa considerare giusto lo sforzo degli abitanti di uno stato occupato ma riconosciuto a livello internazionalmente ampio (caso massimo, la globalità) per il recupero della precedente autonomia (farsi da sé le leggi ed ottenerne senza ausilio od "interferenza" esterna il rispetto). E' dunque una norma che nella sostanza voluta risulta tesa al ripristino dello status ante. Diversamente, la paura sarebbe quella di avallare il "disordine geopolitico". Eventuali eccezioni sono dovute unicamente ad interessi di potenze di un certo livello. Qualcuno già lamenta che la gente (termine degradato nel senso ad "insieme indistinto di individui") stia tornando ad anteporre l'identità religiosa alle altre con ciò generando conflitti, ben sapendo quale sia oggi la sensibilità occidentale al tema dell'intolleranza religiosa. Ma l'appello alla tolleranza può avere anche intenti oppiacei, ossia voler stimolare la supinità indifferente a quanto calato dall'alto, piuttosto che quello di stimolare la convivenza e l'incontro fra cittadini e tra residenti e cittadini. Vedi da un lato le modifiche dei confini polacchi ed italiani nel periodo 1918 - 45 etc., dall'altro le reazioni al problema geopolitico del tentativo di formazione di un nucleo di autonomia curda o di una indipendenza catalana.

martedì 27 marzo 2018

Perdita...

...del patrimonio artistico di una cultura. Come può accadere? Un modo in cui può capitare è attraverso la "informazione professionale", per esempio se, scrivendo delle vicende non positive accadute durante la risalita delle truppe alleate lungo l'Italia per liberarla dal nazifascismo, si afferma che una di esse "fu denunciata nel film di De Sica" (La ciociara) o dando per scontato, o ritenendo poco importante confermare il dato che il film fu preceduto dal romanzo di Alberto Moravia col medesimo titolo.

lunedì 26 marzo 2018

Ridotta...

...capacità di cogliere la gerarchia delle informazioni? Perché esiste una gerarchia delle informazioni? Una sola, obbligatoria per tutti? Dovrebbe dunque esistere un'unica professione, una esclusiva verità politica e religiosa, etc. etc. etc.

domenica 25 marzo 2018

La depressione...

...del giovane sole meridionale. Circa un secolo fa, uno scrittore osservava che i settentrionali europei avevano la tendenza a determinate applicazioni. D'altra parte, il mito del savoir vivre meridionale. Ma anche l'obbligo di essere felice può deprimere.

sabato 24 marzo 2018

L'aliquota...

...unica sui redditi, e l'abbassamento della pressione tributaria non s'identificano. Si può per esempio fissare la nuova percentuale ad un livello tale che, rispetto ad una tassazione progressiva, l'ammontare delle entrate statali aumenti; si può stabilire il livello a quello che precedentemente corrispondeva allo scaglione più alto. Si può aumentare il numero ed il peso delle poste indirette per aumentare il prelievo nonostante un abbassamento del prelievo dei redditi sostanzialmente di facciata. Un sistema alternativo potrebbe essere quello che aggiunge scaglioni nella parte alta della piramide, quando il livello di reddito tassato dal massimo è relativamente basso, ed in contemporanea od abbassa la quota per i redditi bassi, od innalza l'importo dei redditi non tassati, liberando per la spesa capitali di importo unitario basso ma, per l'alto numero, a forte effetto leva sulla circolazione monetaria.

venerdì 23 marzo 2018

Tuttavia...

...una volta messosi nelle mani della fede romana, non era particolarmente facile per un popolo recedere dal rapporto che ciò aveva istituito.

mercoledì 21 marzo 2018

Un uomo...

...che si rifiuta di abitare in un palazzo molto grande a Roma rielabora una sentenza di Sallustio fra le più citate, ed una turba di giornalisti celebra la genialità della sua "creazione". Contare sull'insipienza.

martedì 20 marzo 2018

Il corpo...

...del popolo, in democrazia, è un corpo politico e fisico - economico, che i cosiddetti "politici" dovrebbero mantenere in salute ed espandere. Fornire al cittadino che è già tale motivo per dare contribuenti futuri allo stato; e dare ai residenti che cittadini non sono validi motivi per chiedere la cittadinanza mantenendosi nella legalità. Sia lo ius soli che lo ius sanguinis sono in realtà ius legis. Si osservi che anche i "politici" sono in questo quadro cittadini e non altro, incaricati di svolgere il compito di cui sopra per un lasso di tempo limitato.

lunedì 19 marzo 2018

Tema principe...

...nel primo capitolo della tesi di dottorato (Regolarità ed irregolarità, sfortuna e fortuna dell'Italia liberata da' gotti di Giangiorgio Trissino fino all'opera di Gabriello Chiabrera) discussa ormai quasi cinque anni fa. L'arte classica greco - romana riproduce la realtà; ma non la realtà come la intendiamo noi oggi, bensì ciò che per opinione della "maggioranza" era almeno ufficialmente "creduto vero". Se così non fosse stato, tutte le vicende mitiche riguardanti potenze nella loro immagine religiosa antropomorfe, sarebbero state totalmente escluse dalla rappresentazione artistica. Ma gli dei pagani, che dal punto vista razionale odierno potevano essere visti solo da chi era in preda ad una qualche esaltazione rituale o di altro tipo, oppure per travisamento, erano potenze invisibili, la cui potenza si manifestava solo attraverso la forza della pars mundi cui presiedevano; ora, siccome la maggior parte dell'arte pagana riguardava tali dei, ed il loro rapporto cogli uomini, se ne deve concludere, prima di cadere in un equivoco, che l'arte antica rappresentava una realtà più ampia rispetto a quella che noi oggi definiamo tale: un reale che, oltre al nostro visibile, ed al visibile strumentale cui noi oggi possiamo accedere non solo colle forze dei nostri sensi, ma tramite l'ausilio di attrezzature che ne potenziano le capacità, comprende anche l'invisibile sacro. Dunque non è esatta la totale corrispondenza che uno storico dell'arte istituiva, proseguendo l'itinerario di una scuola franco - tedesca dal XVIII secolo certo in poi, nel 1969 in francese ed italiano, fra "riproduzione della realtà" da parte dell'arte antica, e "riproduzione del visibile". Infatti si legge che "Nell'architettura lo spazio viene effettivamente realizzato". Questo approccio, una volta cancellata la legittimità delle divinità pagane, è continuato in Occidente riguardo il cristianesimo, che però ha fondato la propria "credibilità" sulla epifania continua di Dio nel mondo, in cui una persona si era incarnata in un corpo per più di tre decenni e per tre anni aveva predicato agli uomini come uno di loro, e solo poi, simile ma non identico agli sfuggenti dei pagani, era scomparso, però in maniera da loro diversa. Coll'affermarsi della scienza sperimentale e colla limitazione dell'invisibile al "troppo piccolo per essere visto", l'approccio gallo - alemanno in primo luogo (e poi di quantomeno un'altra area linguistica) ha ridotto la realtà al variamente visibile o sensibile e, con tipico atteggiamento di reinterpretazione del passato col metro del presente (nei romanzi medievali, secondo la critica, i "cavalieri" greci e troiani del ciclo di antiquité hanno comportamenti che riflettono quelli contemporanei agli autori) si è giunti a dire che il naturalismo antico sarebbe stato un riprodurre il visibile. Non sembra, a meno che entro tale visibile non si comprendano almeno quelle cose che gli uomini veggono, o pargli vedere.

domenica 18 marzo 2018

Far evaporare...

...nel cervello dell'uomo attuale la curiosità, ossia la tensione all'interesse per qualcosa che non sia strettamente vincolato alla professione che intende fare od esercita. "Cura" è la preoccupazione per qualcosa; la curiosità la tendenza a preoccuparsi di un argomento. Ad oggi, si tende ad interpretare la notizia "curiosa" come quella collaterale a quante sono realmente importanti.

sabato 17 marzo 2018

La base...

...del problema circa la convivenza umana si sostanzia nel dover ascoltare un "ragionamento" all'incirca foggiato così: "Il novanta per cento della gente ha avvertito questo problema e l'ha risolto in tal modo; il dieci non ha risolto collo stesso metodo. Perché? Forse" (ipocrisia) "erano popoli stupidi?". Chi ha detto che il numero di problemi base di una cultura è fisso? Che la gerarchia di essi è la stessa ovunque? E che le soluzioni devono essere identiche?

venerdì 16 marzo 2018

"Non è possibile...

...la volontaria osservazione interna, che è principio di ogni miglioramento morale". Certuni sostituirebbero a "miglioramento" la parola "adeguamento", o consimili.

giovedì 15 marzo 2018

Le Muse...

...conoscono tutte le lingue, o tutte quelle delle genti che esercitano arti quantomeno in senso stretto. Anche perché ogni gruppo organizzato territorialmente ha avuto ed ha, nonché in futuro avrà divinità maggiori o minori, altrimenti "modi" dell'unica la quale si è fabbricata (Baruch Spinoza, Ethica more geometrico demonstrata I d5), che favoriscono e proteggono le attività più diverse della specie umana (Ethica more geometrico demonstrata XIV Coroll. II). E non è detto non sia vera la convinzione di ciascun insieme in contemporanea, affermante di avere realmente divinità proprie, e perciò pure l'uno Camene, e l'altro altre, deputate specificamente alle arti.

martedì 13 marzo 2018

In una effettiva...

..."comunità mondiale di stati", ciascuno degli aderenti potrebbe specializzarsi in un numero limitato di produzioni; ma finché non ci sarà un tale sistema, per cui le mancanze di uno verrebbero compensate dagli altri in uno scambio alla pari, la concentrazione da parte di uno stato sulla fabbricazione di un unico o di pochi beni, si convertirà infine soltanto in debolezza irreparabile. Le catastrofi cui sono già andati incontro i paesi che hanno fatto la scelta della monocoltura o simili, dovrebbero pur insegnare qualcosa. E' necessario alla prosperità non solo economica dello Stato e dei suoi cittadini mantenere una varietà di impieghi "pratici" e "teorici".

lunedì 12 marzo 2018

Ancora...

...per qualche tempo, "economia" non è sinonimo di economia di mercato, altrimenti il complemento di specificazione non avrebbe senso. Secondo tema, ossia: degli ipocriti. Una dittatura intesa modernamente in cui i contrari ad una modifica dello stato siano lo 0,1, ha senso che provochi nei "democratici" lo stupore?

domenica 11 marzo 2018

Sarebbe utile.

Comprendere che non vi è alcun "diritto a stare in coppia". Bisogna dare all'altro ciò che gli serve per iniziare, e quello poi di cui ha bisogno per rimanere: ed è l'altro a stabilire che cosa sia. Dunque, lasciarlo andare.

venerdì 9 marzo 2018

Per la moderna...

..."civiltà occidentale" e le sue aspirazioni monistiche, il centro non è l'individuo ma (in un certo qual senso, ahinoi) l'umano produttivo, che a sua volta è solo colui il cui esercitare attività genera reddito tassabile.

giovedì 8 marzo 2018

Qualcuno dice...

...che la scienza ha sostituito il logos al theos. Non so se si possa dire. La tradizione platonica di certo sostiene fin dall'inizio che theos è logos, quindi si potrebbe pensare - appunto - che definire il "passaggio" da un solo dio alla ragione scientifica come una sostituzione sia francamente ed evidentemente improprio. Se volessimo definire questo trasferimento con un linguaggio religioso - teologico potremmo delimitarlo per mezzo del termine caduta (il De casu diaboli di Anselmo d'Aosta - o Canterbury od altro, a seconda se siete italiani, britannici o di altra provenienza - è un testo teologico): la caduta da una ragione onnipotente e dunque infallibile, reggitrice dell'universo, ad una che certo conosce alcune impotenze, perciò fallibile e limitata. L'elideista, tramite la sospensione del giudizio, indica l'invalicabile dei due metodi di ricerca, ma pure che la ragione scientifica, persino nel momento in cui afferma la tesi dell'autoreggimento dell'universo attraverso un "meccanismo casuale" o l'entropia, nel suo "sostituire" la ragione agli dei antichi e moderni od ai monoteismi ancora nella attualità sopravviventi, potrebbe parer dare vita ad un altro dio, e che infine comunque la ragione privata della persona sia perfettamente in linea colla tradizione monoteista, la quale si è strutturata facendo uso degli strumenti della filosofia greca.

mercoledì 7 marzo 2018

Elimazione...

...ed eliminazione non sono esattamente la stessa cosa. La prima è riduzione di qualcosa che permane, lo stato di resto di ciò che è stato tolto può persino esser visibile nelle vicinanze di ciò che ha mutato forma.

lunedì 5 marzo 2018

Allora...

...se un governo in carica distribuisce aumenti di stipendio di rilevanza percentuale decrescente in quanto l'importo è fisso, facendo tale operazione sempre e solo quando è prossima una qualche prova elettorale, tale governo non è forse populista? Un proverbio italiano dice: "Il bue che dà del cornuto all'asino". Ma se pure l'altro fosse anch'esso bue...

domenica 4 marzo 2018

In certi campi...

...essere in concorrenza rispetto a qualcosa od a qualcuno non vuol dire necessariamente che le reciproche attività siano integralmente comparabili.

sabato 3 marzo 2018

Non si mette in dubbio...

..."che le verità geometriche siano assolute ed eterne" perché vi sono molti milesii al mondo; ma poiché ad oggi vi sono almeno tre geometrie. Benché all'epoca della frase riportata in Europa fosse oggetto di studi una solamente. Mutate le convenzioni, mutano anche gli assoluti, o se ne hanno alcuni in contemporanea circa lo "stesso" tema. Ed un predicabile non è un'idea innata, ma qualcosa cui la mente, seguendo il procedimento di esposizione, dà il suo assenso: o perché vuole, o perché deve. La "oggettività" di una filosofia herbartiana si converte ad una platonica anamnesi.

venerdì 2 marzo 2018

Non è che...

...per il "secolo" sia difficile essere lungo, pur se la storiografia del tardo Novecento ed oltre ha abbracciato per esso entusiasticamente la definizione, che si ritiene pregiudizialmente efficace poiché corta, di "secolo breve"; ma perché, essendo uno dei valori assegnati alla parola quello di "tempo" in generale, è lungo esso costitutivamente, da tale ultima angolazione, perché è stato prima dell'uomo ed a lungo sarà ben dopo.

giovedì 1 marzo 2018

Quotidiani...

...da italiche opinioni "prestampate". A Venezia ammiratori di Marco Polo; a Napoli ragazza che vuole interesse per "donne e Sud". A Roma dunque promozione dei Fori Imperiali!? A rendere poco credibili è pure il filtro che presenta gli stereotipi.