venerdì 27 aprile 2018

Sulla libertà...

...dallo straniero, quanto segue, ossia la considerazione facente seguito alla lettura dei Consigli politici di Plutarco da Cheronea, per cui il problema non sembra tanto l'impossibilità di liberarsi dall'oppressione straniera - più casi nel tempo paiono indicare come il suo stesso scorrere implichi il rivolgimento di ogni stato che pare immodificabile - quanto che siano da indicare al consigliato i dettagli non insignificanti: il primo, che la rottura delle catene raramente si ottiene dall'oggi al domani, col solo moto di unirsi ad altri fuor delle cave; bensì necèssita tempo (l'Impero Romano d'Oriente è distante, nella sua sostanza oramai chiaramente greca, circa tre secoli, all'epoca della stesura; proprio in quel torno di tempo sarebbe caduto l'Impero d'Occidente in Italia, e per 1400 anni nessuna autocrazia effettiva del popolo antico nella penisola...); il secondo, che sarebbe meglio accantonare il sogno seguendo il quale recupero dell'indipendenza sarebbe lo stesso che restaurazione del vertice di potenza passato: né la Grecia né l'Italia sono tornate l'una alla forza delle guerre persiane e degli stati ellenistici, l'altra ad allungare i propri confini su tre continenti dopo rispettivamente il 1831 ed il 1860, e la supposizione che sarebbe realmente successo soprattutto nel secondo caso s'è rivelata una malattia perniciosissima. Onde aggiungere esempi maggiormente prossimi ai nostri tempi, Francia e Germania non sono durate nella loro forza armata più di qualche decennio, tanto più fortunatamente per tutti in un caso particolare; la Spagna, "tramontata" ad essere ottimisti nella prima metà del XVIII secolo, dovrà aspettare molto tempo prima di riveder le vette del dominio, come la Gran Bretagna, ammesso poi che entrambi gli stati, come tutti gli altri, dovessero ancora esistere in una fisionomia comparabile in un sufficientemente lontano futuro. Intanto aspetti l'Europa d'avvertire il fragore d'una caduta dello "Impero nuovo" in Nordamerica, e non conti troppo di subentrare ad esso quando si eclisserà.

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