domenica 29 aprile 2018

Va bene:

Il settimo capitolo della Fenomenologia dello spirito mi conferma nell'idea che mi ero fatto di lui nelle oltre duecento pagine di testo tedesco dell'Enciclopedia e nelle prime novantacinque della Fenomenologia. Un teologo per niente innovativo; un pastore neoplatonico dai concetti triti (il mondo è il male: che ci sia un bel mucchio di dolore è risultato scontato per me a dieci anni, e continuo a ritenere che la vera parola che si nasconde sotto Il Male sia in conclusione 'dolore, sofferenza', quella egoisticamente singola). E' impossibile urlare in eterno: "Il mondo è mio" e trovare che così è, il mondo inesistente resiste e fa come il mulo: ti rompe le ossa a calci col suo zoccolo.

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