venerdì 4 maggio 2018

Già la legge...

...delle XII Tavole proibisce a IX 1 l'approvazione di leggi favorevoli a singoli o gruppi particolari (vedi privus in Ernout - Meillet): "privilegia ne inrogantur". E questo riguarda l'uguaglianza dei diritti fra cittadini dello stato romano. Possiamo dire che questo brano fu la base legale su cui si fondarono le successive lotte plebee contro i privilegi dei patrizi, come la proibizione del coniugium tra appartenenti al gruppo dei primi e partecipanti all'insieme dei secondi, l'esclusione dei plebei dall'accesso a cariche del cursus honorum, ed altri divieti esclusivamente applicati ad essi o pene che limitavano la libertà personale in certe condizioni di specifiche categorie - cui finivano per appartenere perlopiù plebei - in violazione dell'uguaglianza giuridica fra cittadini, quali erano anche i plebei. Ma non tutti i residenti su suolo sottoposto a giurisdizione romana e di condizione legale libera erano cittadini romani: ecco dunque una prima serie di privilegi propri dei cives romani; quindi dei cittadini latini. La condizione di cittadinanza romana non riguardava, da un certo punto della storia in poi, in ragione dello stesso patrimonio tradizionale concernente le origini della città, il sangue, la genealogia etc.; tuttavia non era allo stesso tempo vincolata alla semplice residenza sul territorio sottoposto al dominio romano.

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