domenica 20 maggio 2018

Rifiutare (I)...

...tutti i "partecipanti dell'opposta natura sessuale" di cui si è attraversata la strada significa essere ostili a tutto il genere, come sembrava ritenere un intellettuale in un articolo di giornale di qualche tempo fa? O deriva dal non aver incrociato qualcuno che attirasse nel suo complesso e non solamente in alcune parti, quelle che alcuni potrebbero dire i più ritengano talmente bastare, che se potessero taglierebbero tutto il resto, e lo getterebbero via? Questo se disgraziatamente una persona fosse di quelle che puntano al complesso di un individuo, il quale è la riunione di tutte le parti che riescono nell'equilibrio (non si tratta dunque dell'Essenza, né dell'Anima o Spirito), e perciò non deve risultare piacevole solo perché è come definito in principio. Tra l'altro in genere chi viene "rifiutato" - il che sarebbe da vedere, perché il colpevole repulsatore ovvero la dannabile repulsatrice può anche non rilevare d'aver commesso il proprio supposto crimine - in breve si salva coll'italica paroimia: "chi non mi vuole non mi merita", e passa oltre. La preservazione della specie è comunque garantita: solo attraverso una differente combinazione genetica. Dunque non si può dispensare ad alcun umano condanna per il delitto di "mancata continuazione del genere", né fustigare postumamente i suoi genitori (come nel caso di Franz Kafka) poiché, Zeus dal rapporto invertito, l'hanno "spiritualmente" castrato rubandolo al suo naturale, inderogabile e cronologico obbligo di prolificare. L'estensore infatti fa pure con garbo presente che ad ogni secondo linee genetiche non solo umane inaridiscono; altrimenti il pianeta sarebbe già privo di qualsiasi forma vivente.

Nessun commento:

Posta un commento