sabato 30 giugno 2018

Da alcuni dettagli...

...circa la distinzione fra res mancipi e res nec mancipi in diritto romano classico, pare che la dignità "reale" del cittadino romano fosse radicata non nel lavoro, ma nella proprietà. Certe insistenze successive contrarie alla diversità fra possedere ed essere proprietario erano una manifestazione della progrediente forma moderna di capitalismo la quale, tendendo a trasformare la cittadinanza appunto da diritto reale in dovere reale, ha portato all'idea hegelian - protestante già anticipata da altri non hegeliani e non protestanti, che per essere cittadino quando non addirittura uomo in senso moderno si debba "in universale" avere un lavoro (col quale soggiaci alla necessità di esser utile e soprattutto di pagare le tasse), mentre si può non avere affatto proprietà e dipendere integralmente da un altro per la base della sussistenza con estrema facilità. Se vediamo il discorso graccano da questa prospettiva, ci spieghiamo l'indignazione per l'esistenza di non pochi cittadini romani privi di qualsivoglia cosa che potessero dire propria, salvo i corpi loro, della moglie e dei figli.

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