lunedì 4 giugno 2018

Per appassionare III.

Se voi riusciste prima di tutto a formare un lettore rendendolo cosciente della ricca difficoltà di scrivere e dunque di leggere, senza trasformare a scuola scrittura e lettura in una orrenda e penosa tortura obbligata in cui si impara ad usare suppergiù duecento parole secondo al massimo un paio di schemi fissi: formereste finalmente un "lettore aperto", disposto: 1) a continuare l'esercizio di lettura e scrittura dopo i "lavori forzati" della scuola; 2) ad acquistare libri dopo l'obbligo scolastico. Formato un tale lettore, dovreste 1) dargli biblioteche e libri liberamente consultabili in esse in maggior numero e per tempi più lunghi; 2) non colpevolizzarlo se non compra un numero di libri quali voi vorreste, e soprattutto quelli che voi vorreste; 3) fornirlo di una quantità di denaro abbastanza al di sopra della pura sussistenza, sicché possa scegliere fra mangiare e comprarsi un libro. Fatto ciò, un vero lettore di questo tipo farebbe scomparire la concorrenza tra libro cartaceo, elettronico ed audiolibro comprando una copia in ciascuna delle forme, e certuni si risparmierebbero di legger lamenti sull'assassinio del libro di carta da parte di certi scrittori. Conclusa questa parte, bisogna pur dire: a) l'audiolibro è un parziale ritorno alla pratica antica del libro recitato, se non propriamente letto in pubblico; b) per far retrocedere uno scrittore dalla scelta di pubblicare un libro solo in forma non cartacea il vero lettore ha una scelta semplicissima, che si chiama stroncare le vendite di chi faccia una scelta simile. Tutto ciò ribadendo lo stesso il concetto che almeno in Italia quando ci si lamenta della mancanza di lettori forti si compiange in verità il basso numero di acquirenti forti di libri, con ipocrisia. In realtà ciò varrebbe pure per la frequentazione dei musei, dei teatri, dei cinema etc. etc. etc.

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