martedì 31 luglio 2018

Che l'amor (I)...

...rammollisca, e cioè sia morbo, è cosa risaputa all'essere umano da prima ch'inventasse la scrittura. La discussione verte tutta sul seguito: se sia incurabile e mortale, o s'infine fortifichi.

lunedì 30 luglio 2018

L'Umanità...

...vanta il proprio cervello, che proclama regolato da leggi univoche e dunque cogenti per tutti (da ciò la maiuscola "trascendentale") le quali però analizzate nella loro esplicazione particolare paiono rivelarsi estremamente diverse ma tutte "oggettive" solo nella misura in cui vogliono essere la posizione esteriore della particolare inclinazione interna, oggettiva unicamente così vista. Di fatto perciò il Razionalissimo agisce guidato da altro rispetto a quello che dice.

domenica 29 luglio 2018

In talune religioni...

...fine del matrimonio è prolificare; tale scopo è così importante, che il matrimonio sterile può essere sciolto. Perciò alcuni potrebbero dedurre che il matrimonio giunge alla sua conclusione naturale, nel momento in cui i coniugi, non potendo più generare figli, hanno già allevato quelli messi al mondo fino al punto che sono tutti indipendenti. In quel momento, "paradossalmente" si potrebbe dire che il matrimonio ha svolto la propria funzione e deve essere sciolto.

sabato 28 luglio 2018

Critica di dichiarazioni "intellettuali" I.

Chi ha detto che un poeta non è uno studioso? Studia, o dovrebbe. A volte in maniera diversa le stesse cose studiate da altri.

venerdì 27 luglio 2018

Il doppio passaporto...

...di certo per un cittadino di uno degli stati dell'Unione Europea oggi, non ha alcun senso. Non sul piano "interno" perché, s'anche solo ci rifacciamo all'Italia, onde circolare entro lo spazio continentale basta la carta d'identità; non su quello esterno, perché è sufficiente uno: a meno che la provenienza dallo stato di prima cittadinanza non impedisca di entrare in quello dove si vuol giungere, ed il secondo non serva ad aggirare il divieto. Ma allora tocca chiedersi perché si intende...

Esistono...

...insisto e persisto, tre dignità almeno. Ordinate in serie cronologica dalla più alla meno originaria: 1) umana; 2) derivante dall'avere la cittadinanza di uno stato particolare; terza e buona ultima quella basata sull'avere un lavoro: anche perché prima di tutto si converte nell'obbligo di avere un qualunque lavoro; e poi perché se esso non garantisce almeno uno stile di vita considerato socialmente minimo, la dignità che all'individuo conferisce è assai teorica.

giovedì 26 luglio 2018

Non è che gli atei estremisti...

...sbaglino perché "la fede" (religiosa) è importante, ma perché l'ateismo oltranzista diventa una fede. Religiosa. Dogmatica. Ossia ciò cui si oppone. Appunto.

mercoledì 25 luglio 2018

Poiché i morti...

...hanno sempre ragione, strumentalizzare una supposta concordanza di un vivo con alcune decisioni del morto vale a cercare una corroborazione alla "giustezza" delle proprie decisioni, fino a cinque minuti prima dubbia per i più.

martedì 24 luglio 2018

L'idealismo stesso...

...postula un io che supera costantemente il proprio limite e si ferma quando viene limitato da altro (autocosciente o meno): non da sé stesso.

lunedì 23 luglio 2018

Un vecchio problema...

...od enigma, formulato così: "L'unica cosa che so è di non sapere"; che o viene interpretata come: "so di non sapere tutto", oppure viene sempre fuori quell'altra frase: "Ma se sai di non sapere, allora sai di non sapere, e perciò sai qualcosa, dunque non è vero che non sai; e se invece non sai, non dovresti sapere di non sapere".

sabato 21 luglio 2018

"La contaminazione...

...tra fumetti e cultura"? Almeno antropologicamente e sociologicamente i fumetti sono cultura, sono una delle sue apparenze, - nel profondo ulteriormente suddivisa - manifestazioni, rappresentazioni, oggettivazioni (in nessuno dei primi termini almeno è incluso un pregiudizio d'ingannevolezza). Solo appunto nella opposizione astratta entro la (pseudo?)coppia del fumetto come particolare ed il resto dei fenomeni "compresi" nella vita quotidiana (Lukacs) si può parlare dei primi distintamente dalla seconda, per un motivo simile se non identico - ma "l'identità non è, il molteplice è - a quello che spinge a scrivere "letteratura ed arte", "governo e società civile". Questo anche se certuni su distinzioni del genere fanno aggio, entro limiti ristetti ammissibili o quantomeno riconosciuti dai più, in primo luogo di brevità, il che poi facilita altro.

venerdì 20 luglio 2018

La solidarietà...

...ottima è quella liberamente elargita; l'elideista tende a considerare quella dovuta di grado decisamente inferiore raffrontata alla prima: se è solidarietà (etica, a questo punto) poi.

giovedì 19 luglio 2018

Sulla dialettica moderna VII.

Grundilien, paragrafo 98, note a margine hegeliane e non solo, osservazione: "...per esempio il risarcimento in denaro non ripristina la cosa particolare: nella sostituzione del valore all'oggetto risulta più chiaro che il "terzo movimento" dialettico non porta all'identità reale di esso col primo. Ma il collocarsi nella cosa particolare realizza il diritto, e pare dunque corretta l'interpretazione della Sinistra per cui appunto la riflessione non è riflessione dell'identico perché la dialettica ha da essere progresso e modificazione, per cui l'identità in casi simili è soltanto ideale. L'identità tra reale e razionale è interna al soggetto, che nell'astrazione si oppone a sé e si oggettivizza in rapporto all'Altro che è lo stesso sé. Dunque la vera riflessione totale è quella dell'Io: lì razionale e reale coincidono.

mercoledì 18 luglio 2018

Che un autore...

...sia letto più in una lingua straniera che nella sua è decisamente: male, anche se possiamo ritenere naturale - per così dire - nel caso della traduzione in più lingue, che l'insieme delle copie vendute e dei lettori nei vari idiomi diversi da quello originale superi numericamente quello nella sola lingua di partenza.

martedì 17 luglio 2018

lunedì 16 luglio 2018

Nel discorso...

...comico lo spettatore riconosce sé stesso ed i propri difetti, o ride di quelli che tende a ritenere gli errori e la stupidità altrui?

domenica 15 luglio 2018

Ogni oggettivazione...

...infine si riduce ad un termine ombrello sotto cui vengono radunate più attività: Lavoro, Arte, Scienza etc. Però solo il loro dispiegarsi concreto e singolo è vero. Singolo, non un'oggettivazione più ristretta come Edilizia, Pittura, Chimica.

sabato 14 luglio 2018

Citazione ed osservazione.

"Come le false lodi ingiustamente attribuite agli uomini indegni denigrano senza fine la vita loro, così la meritata gloria da illustri spiriti fra le genti spiegata accresce grandissimo splendore agli animi invitti e eroici". Si potrebbe aggiungere in stile che "le lodi non attribuite alle menti che le meritano tornano a grandissimo biasimo e vergogna delle repubbliche ingrate". L'ortografia del testo è modernizzata.

venerdì 13 luglio 2018

Noi...

...descriviamo le cose quel tanto che ci consente l'esigenza della nostra conservazione, le usiamo ed eventualmente distruggiamo: non arriviamo mai a stringere nel pugno il loro atomo più profondo.

giovedì 12 luglio 2018

La Spagna...

...ha tante cose e persone colle quali illustrarsi, che non ha certo bisogno di celebrare l'omini di passaggio ovvero importati come propri. La Spagna; o le Spagne.

mercoledì 11 luglio 2018

Dall'uomo di Stoccarda e contro di lui.

Ah, Georg Wilhelm carissimo: "Ognuno ha il dovere di preoccuparsi della conservazione di sé stesso [...] di procurarsi la possibilità di rendersi utile al prossimo [...] In tal modo, ciò che altri chiamano violenza e ingiustizia, è il compimento del dovere di affermare la propria autonomia rispetto ad altri, e ciò che altri chiamano viltà è il dovere di conservare la vita e di garantirsi la possibilità di essere utili al prossimo"; non è meglio quando il pazzo morto a Torino afferma l'attaccamento alla terra, cioè all'autoconservazione e basta, senza immani foglie d'oro chiamate "possibilità di essere utili agli altri" sotto il cui manto celare (paraetimologia di ipocrita) un istinto di base? Uno strato d'oro che nasconde una cappa di piombo?

martedì 10 luglio 2018

Un certo...

..."sacrificio" della vita - che non è necessariamente arrivare ad una morte prematura per le convenzioni, ottenibile in un numero sovrabbondante di modi - è, anche nel servizio agli altri, amore per questi ultimi (e si vedano certe risonanze) o per i precetti ed i comandamenti di una fede, nella egoistica poi speranza di ottenere "oltre il mondo" quella felicità che tanti si lamentano di non trovare presumibilmente non a torto sopra il suolo e che invece taluni pii partono già dal presupposto di non ottenere come vorrebbero, ossia realizzando ogni loro capriccio?

domenica 8 luglio 2018

Qualsiasi...

...fringuello, pur cantando questo più e quello meno bene, presumibilmente canta meglio di quanto sia possibile ad ogni cantante umano: e ciò senza un lungo addestramento. Esattamente per tale motivo nell'uomo c'è arte e nel fringuello no.

sabato 7 luglio 2018

Già in Aristotele...

...nonostante la pianta abbia la facoltà vegetativ - accrescitiva dell'anima, si presenta nelle Ricerche sugli animali la divisione vivente / pianta. Ma in presenza della facoltà la pianta è vivente immobile, seppure non bestia: è "animale". Così, l'uomo è animale razionale sociabile, mentre la maggioranza degli altri è sociando, ossia in gruppo vivono non per scelta. Al contrario, ragionando dell'essere umano tra le altre distinzioni dobbiamo aggiungere la facoltà elettiva, per cui può scegliere, deve poter scegliere almeno in alcune situazioni con chi entrare in rapporto e fin dove la relazione si può spingere. Proprio perché razionale è quindi colla facoltà di scegliere, l'uomo come scritto sopra diversamente dagli altri è animale sociabile. Si tratta di accontentarsi che sia vincolato hegelianamente a vivere una organizzazione generale in società entro la quale egli può scegliere di partecipare ad alcune sottorganizzazioni societarie tradizionali, senza voler trasformare una tendenza naturale in un obbligo di natura che proprio perché accadente in natura sarebbe un obbligo, coprendo così esigenze tributario - statali(la raccolta del tributo sta diventando - o fu sin dall'inizio - l'attività principale dello Stato, volto in massima parte a garantire la propria esistenza) sotto il manto del vincolo fisico, anche perché in questo mondo darwinista si dovrebbe vedere sotto la maschera dell'insuccesso generativo l'ineluttabile selezione. Vale anche per "l'inalienabile diritto" a praticare il sesso invocato anni addietro in tribunale da un avvocato difensore per il proprio cliente accusato di violenza carnale: "evidentemente i suoi feromoni non sono abbastanza potenti".

venerdì 6 luglio 2018

L'articolo 29...

...della Costituzione della Repubblica Italiana nomina i "coniugi" (comma 2). E' poi l'articolo 30 che scrive al comma 1 "dei genitori".

giovedì 5 luglio 2018

Per quanto...

...si possa dottamente e "correttamente" spiegare che nel linguaggio ecclesiastico l'attributo "divus" assegnato ad un uomo che dimostrò "virtù eroiche" a favore della sua fede sia unicamente un sinonimo enfatico di "sanctus", addirittura indicante la sua celeste comunione col proprio Signore, tralasciando la fenomenologia complessa della venerazione, per cui certe pratiche locali a coloro che provengono da altri luoghi possono apparire quando va bene "curiose", è pur vero che l'uso del termine su indicato potrebbe sempre apparire a determinate persone la maceria di una fase precedente, per l'appunto accostato ad usi cerimoniali "esagerati". Su Dumas nonché irlandesi ed italiani tempo fa negli Stati Uniti e l'unanimità delle religioni "universali".

mercoledì 4 luglio 2018

Una chiglia?

Pare la usi un "genio contemporaneo" in una sua messinscena. La mia memoria visiva bisbiglia che l'ho già vista in qualche scenografia, magari "solo" sul palco di un'opera teatrale che non rammento se fosse solo drammatica od anche con canto. Sospetto fosse trasmessa in televisione, con tutti i difetti della regia televisiva in questi casi. Di certo però il lamento della nutrice enniana contro Argo d'abete, e conseguentemente la Medea di Seneca, e la nave anch'essa di carta che eresse Gabriele d'Annunzio colla sua tragedia e la nave intera che fece approdare al Vittoriale la quale "spiaggiata" nel prato può dare l'idea d'un relitto, del resto di un naufragio, in effetti. Il che porta a contestare la "colpa" addossata all'abruzzese, che fosse essenzialmente un riscrittore, un Frankenstein della letteratura che assemblava corpi poetici cucendo pezzi di cadaveri, ossia scritti altrui. Non si contesta: ma ogni elaboratore di lettere è ciò, ancor prima del centauro eneadico (a voler chiamare in causa non poco), cui oggi non si assegna più come crimine annichilente la sua biformità. La questione classicista e non solo è saper nascondere il più possibile le cuciture o maestrevolmente plasmare i nessi in cui il braccio della statua fuso separatamente è stato innestato al resto. La dislocazione ed un procedimento nel solido rifare testuale della pagina ispirato in massimo grado consciamente alla tmesi può essere la via. Tra l'altro non è vero che l'epica non si esegua in scena: possiamo partire anche "solo" dalle letture pubbliche di quelli che noi chiamiamo poemi classici, le quali erano nell'antichità più che consuete, e che, senza richiamare l'Orlando Furioso di Luca Ronconi, Omero ispirò diciamo non poche tragedie con i suoi testi. E, per concludere, nonostante anche i più consci debbano lottare con il costume che in parte li ha infiltrati e fatti pregni di sé fin quasi alla reazione pavloviana, sapere come un'opera finisce non le toglie valore.

martedì 3 luglio 2018

"Aristotele"...

...nei Problemi (879b 36) lascia scritto che l'abitudine (ethos) diviene una seconda natura. Ora, leggiamo in Della libertà morale, per Antonio Labriola, pag. 33: "il tiranno il quale si sarà fatta una regola del non dovere in alcuna maniera fare mai cosa alcuna che la sagacia abbia a prevedere come naturale"; ma se ciò che ai più appaia naturale è invece assai spesso abitudine, e se l'etica è abitudine... Anche volendo assumere come regola dell'azione ciò che appaia naturale nel giudizio ai più, è improprio confondere: a) l'abituale col naturale; b) l'abituale / naturale (inteso considerando l'obiezione al punto a) col necessario, l'unico l'obbligatorio universalmente quando esso è piuttosto quanto è ritenuto tale dalla cultura in cui l'individuo si trova a condurre la propria esistenza. Appellarsi alla "statistica morale" (titolo per esempio di un'opera di Moritz Wilhelm Drobischt) riporta alla questione dello stimatore corretto e di quello scorretto: eppure, secondo l'interpretazione maggioritaria dei praticanti una certa scienza, alle volte è meglio assumere lo stimatore scorretto, piuttosto che l'altro.

Dialettica IV.

Vedi "flectere".

lunedì 2 luglio 2018

Cominciamo...

...col dire: a) che non esiste Il Concetto, bensì un concetto; che dunque allo stesso modo b) non si ha L'Idea: più tosto un'Idea. E' l'assolutizzazione iperuranicamente divina del partorito da un cervello la prima causa dei massacri.

domenica 1 luglio 2018

Ecco, per...

...esempio, come si poté ben scrivere: "impronta in essa lo suo stesso carattere..." in luogo di: "lo stesso suo carattere".