martedì 3 luglio 2018

"Aristotele"...

...nei Problemi (879b 36) lascia scritto che l'abitudine (ethos) diviene una seconda natura. Ora, leggiamo in Della libertà morale, per Antonio Labriola, pag. 33: "il tiranno il quale si sarà fatta una regola del non dovere in alcuna maniera fare mai cosa alcuna che la sagacia abbia a prevedere come naturale"; ma se ciò che ai più appaia naturale è invece assai spesso abitudine, e se l'etica è abitudine... Anche volendo assumere come regola dell'azione ciò che appaia naturale nel giudizio ai più, è improprio confondere: a) l'abituale col naturale; b) l'abituale / naturale (inteso considerando l'obiezione al punto a) col necessario, l'unico l'obbligatorio universalmente quando esso è piuttosto quanto è ritenuto tale dalla cultura in cui l'individuo si trova a condurre la propria esistenza. Appellarsi alla "statistica morale" (titolo per esempio di un'opera di Moritz Wilhelm Drobischt) riporta alla questione dello stimatore corretto e di quello scorretto: eppure, secondo l'interpretazione maggioritaria dei praticanti una certa scienza, alle volte è meglio assumere lo stimatore scorretto, piuttosto che l'altro.

Nessun commento:

Posta un commento