giovedì 5 luglio 2018

Per quanto...

...si possa dottamente e "correttamente" spiegare che nel linguaggio ecclesiastico l'attributo "divus" assegnato ad un uomo che dimostrò "virtù eroiche" a favore della sua fede sia unicamente un sinonimo enfatico di "sanctus", addirittura indicante la sua celeste comunione col proprio Signore, tralasciando la fenomenologia complessa della venerazione, per cui certe pratiche locali a coloro che provengono da altri luoghi possono apparire quando va bene "curiose", è pur vero che l'uso del termine su indicato potrebbe sempre apparire a determinate persone la maceria di una fase precedente, per l'appunto accostato ad usi cerimoniali "esagerati". Su Dumas nonché irlandesi ed italiani tempo fa negli Stati Uniti e l'unanimità delle religioni "universali".

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