sabato 29 settembre 2018

Un essere umano...

...allo stato può morire in vari modi: a) per incidente; b) per violenza; c) per malattia: ma prima o poi morirà. Infatti, per confutare Aurelio Agostino d'Ippona in De peccatorum meritis v: è vero che un corpo vivente può essere malato ma non esserlo, e dunque anche può morire, ma non per questo è morto; tuttavia, se è contemporaneamente vero che tutti i corpi prima o poi si ammalano, ed è solo questione di quando e di quanto gravemente, allora il corpo che può morire lo farà in vari modi differenti, ma infine lo farà. Unica maniera per evitare ciò è renderlo impossibile: cioè il corpo dovrebbe passare da mortale ad immortale. Benché Montaigne nei Saggi protesti che la morte per vecchiaia sia la meno frequente (congiuntivo poiché viene riferita opinione altrui) e dunque forse la meno naturale per l'uomo posto che l’affermazione è vera forse ancor oggi, si potrebbe obiettare: la morte per vecchiaia non essere forse quella che si presenta maggiormente; ma di certo potersi affermare da un dialettico contendente che essa sia quella in cui non entra la "colpa" dell'uomo, bensì la "colpa" della natura. D'altra parte, se la "colpa" deriva dalla volontà, per addossare la colpa della morte alla natura bisogna sostenere che quest'ultima abbia voluto la morte.

giovedì 27 settembre 2018

Il procedimento...

...logico più semplice è dedurre da uno stato - in divenire - il suo opposto. Tutto sta in quale sia la condizione dell'opposto.

mercoledì 26 settembre 2018

Il problema…

...dell’ Occidente odierno è che al governo ci sono due retoriche populiste: la prima montante e più platealmente pericolosa per la maggioranza è il populismo borghese di destra che accumula alla luce del sole esortando la maggioranza via via impoverita a sopportare perché il paternalismo governativo e l’impegno necessario delle stesse persone escluse “prima o poi” troverà la soluzione. La seconda è quella di una sinistra governativa altrettanto borghese e che allo stesso modo esorta a seguire la corrente della richiesta di mercato come a sopportare l’accumulazione sempre più accentuata del liberismo senza alternative in cambio di politiche in teoria maggiormente tese ad una futura riduzione delle sperequazioni di reddito. Taluni atteggiamenti riguardanti il modo di riferire un discorso pubblico in maniera, per quanto poco, comunque falsata sebbene l’audio permettesse a chi è in grado di capire certe lingue quando sono pronunciate lentamente di rilevare le omissioni, hanno confermato all'elideista quanto sopra, pur nella preoccupazione per le politiche dell’oratore.

martedì 25 settembre 2018

Un dibattito.

Sull'espulsione di chi commette reati e non ha la cittadinanza legalmente ottenuta si può o meglio è probabile che si dovrebbe essere d'accordo; molto meno sulla revoca di quest'ultima, perché si rischia di cominciare così e proseguire con tutti. La cittadinanza, l'ho già scritto, è inviolabile: si fanno controlli scrupolosi prima di concederla, e se non bastano ci si prende la responsabilità di punire. La discussione c'è già stata in Francia anni fa, ed io ero d'accordo con quelli che ritenevano la revoca della cittadinanza ai terroristi assolutamente inutile, dato che se a quelli fosse importato, non avrebbero nemmeno fatto gli attentati. Dunque vengono quei terroristi, lo sostengo da anni, dalla nostra civiltà, se si ha lo sguardo più ampio e si vede la componente greca che c'è con gradi diversi in tutta la civiltà mediterranea, i cui confini io segno dalla California all'Indo. La faccenda è più complessa sotto quel profilo. Rimane il fatto che dare e togliere la cittadinanza alle persone che ce l'hanno "da poco" come una camicia, in primo luogo deresponsabilizza lo stato che l'ha concessa più che punire un terrorista (vedi sopra); in secondo apre la strada se non alla privazione della cittadinanza di altri per altri motivi, quantomeno ad ignorare la sua sacra (cioè intangibile) uguaglianza in altre occasioni. Ora, La Costituzione Italiana è in realtà riservata ai cittadini italiani, ed in primo luogo ad impedire che venga ignorata l'uguaglianza giuridica tra cittadini. Significa anche che devi punire i cittadini i quali in modo improvvido hai eventualmente creato, perché la loro condizione ti impone di esercitare il diritto su di loro. Su questo la mia venatura è abbastanza hegeliana, pure se disapprovo molte parti di quel sistema e dei Lineamenti di filosofia del diritto.

sabato 22 settembre 2018

La nostra…

...si presenta come una “società del fare”; ma una in cui non importa cosa si faccia, bensì che l’attività indifferente dia qualcosa che consenta di vivere.

venerdì 7 settembre 2018

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, 140.

"[del denaro] (...) come mezzo di circolazione era" - è - "indifferente la [...] materialità". Ecco spiegata allora a punto la tendenza odierna a "dematerializzare" la moneta, che è una delle forme prese dal denaro.

giovedì 6 settembre 2018

L'idea...

...secondo cui molti amano dire dei poemi omerici che: "tutto ciò che è uguale, è ripetuto con le stesse parole, salvo piccole variazioni", serve a semplificare il lavoro, soprattutto a non dover dedicare una spiegazione dettagliata alle differenze, o quantomeno ad evitare di ammettere che l'assoluta identità è verificata a distanze maggiori e quindi più scarsamente sarebbe corretto sorvolare nell'esegesi.

mercoledì 5 settembre 2018

De malo questione I articolo ii, risposta.

Tommaso d'Aquino: "...circa il bene tocca parlare in due modi: in un modo del bene in assoluto". Fermiamoci per il momento qui. L'osservazione elideista è che il bene "(inteso) assolutamente" è una astrazione razionale. Proseguendo: "...in altro modo quando ci si riferisce a questo buono, come un buon uomo od un buon occhio". E ciò che è buono concretamente o realmente, per dirlo usando Hegel contro sé stesso, è solo questo. Si traduce più letteralmente "contingit", che pure nella prassi maggioritaria è reso similmente ad "accidit ut" - difatti il traduttore scrive: "càpita" -, perché qui viene vista una maggiore costanza di valutazione prescritta. In italiano "tocca ammettere che" si può in effetti sostituire con "è necessario ammettere che".

martedì 4 settembre 2018

Eliminato...

...l'impossibile, rimane la pluralità del possibile e financo del probabile: forse l'unicità dell'effettuale, dopo le fasi precedenti; ma soltanto forse.

lunedì 3 settembre 2018

Citando in...

...una versione seicentesca Boezio: "neque enim fas est homini cunctas divini operis machinas vel ingenio comprehendere, vel explicare sermone" qualcuno potrebbe concludere che sulla base di questo solo brano, estratto dal contesto, non si può dimostrare, come vorrebbe l'autore del trattato del XVII secolo, che Dio ecceda la natura. La traduzione in italiano è: "né infatti è concesso all'uomo comprendere l'intera macchina (il meccanismo) dell'opera divina colla mente, né spiegarla a parole". Ciò significa che l'uomo è incapace di spiegare fino in fondo l'universo (anche, potrebbe dire qualcuno, perché sussista e perché nel modo in cui lo fa) come opera di Dio. Ma il Deus sive Natura (Natura sive Deus) non è obbligatoriamente escluso, sicché non si può affermare senza alcun dubbio che Dio sia oltre la Natura. Che sia tale è assioma monoteistico.

domenica 2 settembre 2018

In una delle relazioni...

...sulla campagna di guerra lombardo - veneta del 1848 si legge: "e molti soldati [...] abbandonarono le bandiere [...] non si fermarono che ai propri focolari". Abitudini.

sabato 1 settembre 2018

Una chiglia II.

Per esempio, ci sarebbe da approfondire come e quanto un'opera muta ad ogni esecuzione.