sabato 29 settembre 2018

Un essere umano...

...allo stato può morire in vari modi: a) per incidente; b) per violenza; c) per malattia: ma prima o poi morirà. Infatti, per confutare Aurelio Agostino d'Ippona in De peccatorum meritis v: è vero che un corpo vivente può essere malato ma non esserlo, e dunque anche può morire, ma non per questo è morto; tuttavia, se è contemporaneamente vero che tutti i corpi prima o poi si ammalano, ed è solo questione di quando e di quanto gravemente, allora il corpo che può morire lo farà in vari modi differenti, ma infine lo farà. Unica maniera per evitare ciò è renderlo impossibile: cioè il corpo dovrebbe passare da mortale ad immortale. Benché Montaigne nei Saggi protesti che la morte per vecchiaia sia la meno frequente (congiuntivo poiché viene riferita opinione altrui) e dunque forse la meno naturale per l'uomo posto che l’affermazione è vera forse ancor oggi, si potrebbe obiettare: la morte per vecchiaia non essere forse quella che si presenta maggiormente; ma di certo potersi affermare da un dialettico contendente che essa sia quella in cui non entra la "colpa" dell'uomo, bensì la "colpa" della natura. D'altra parte, se la "colpa" deriva dalla volontà, per addossare la colpa della morte alla natura bisogna sostenere che quest'ultima abbia voluto la morte.

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