mercoledì 31 ottobre 2018

La mimesis...

La divine epopée, chant premier: "Satan vient allonger de neuf jours de sa chute". Notisi che i nove giorni sono un topos temporale fin dall'Odissea.

I giganti su cui...

...siam seduti non trasse incatenati alla luce Newton, sia chiaro: dettaglio conosciuto, per far tre nomi relativamente recenti, ad Umberto Eco, Robert K. Merton, ed Edouard Jeauneau; se l'immagine compare nella sua integralità in Bernardo di Chartres, almeno per come è riferita nel "Metalogicon" di Giovanni di Salisbury (nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea), l'umile elideista citerà Alanus de Insulis, che fece religione in Britannia, quando nel prologo in prosa all'Anticlaudianus vergò suppergiù tre secoli prima dell'Isacco: "cum pigmea humilitas" - dei moderni - "excessui superposita giganteo..." Giornalai; maestri da venti baiocchi l'anno... Ah, il "concetto" non è la stessa cosa che la metafora compiuta, la quale è, sempre per dirla alla Alano, una pictura.

martedì 30 ottobre 2018

Una crescente...

...concentrazione delle disponibilità economiche aumenta la frequenza delle crisi.

Traduzioni parallele.

Leggiamo un brano di un esempio testuale italiano: "vecchio, lamentoso amico [...], attento filosofo, nel suo libro [...] commenta sull'ethos della filosofia - il modo in cui i filosofi trattano il loro mestiere". Questo vecchio amico, anche integrando le parti tagliate, pare vivo. Nella traduzione in spagnolo invece: "Mi recientemente fallecido y añorado amigo [...] un muy buen filósofo, en uno de sus libros [...] comenta el ethos de la filosofía, y la forma en que los filósofos hacen sus cosas". Qui invece, tralasciando il resto, pare morto: non proprio un dettaglio insignificante.

lunedì 29 ottobre 2018

Scritto.

Questa parola che si piega o arriccia come ferro battuto ancora caldo; questa, che sale e scende come l'onda salsa; questa parola che si sfuma e cangia come colore sulla tavolozza; questa che il ritmo muta quale il vento ch'ora soffia a ponente, ora a levante, or spira lene, ed ora schianta in furia: a volte è muta, e l'uomo morto sasso.

sabato 27 ottobre 2018

La radice...

...della scienza intesa secondo il significato ristretto più oggi diffuso dovrebbe essere il dubbio, ma soprattutto fra i praticanti "scienze applicate" esso è difficilissimo da trovare: tende a diventare un Vangelo "Parola del Signore". Questo senza togliere che pure i professionisti delle discipline "umane" s'accostumino in maggior parte ad affrontare un problema filtrandolo attraverso il metodo, studiandolo tramite la lente d'ingrandimento formata per il "lavoro".

giovedì 25 ottobre 2018

Galiani, Della moneta...

...libri 5, anno 1750, pagina 17: "così noi, sebbene conquistatori non crediamo di essere, pure sulle miserie altrui siamo arricchiti: benché la distanza grande de' luoghi fa, che non ci feriscono gli occhi le calamità, che [...] soffrono le infelici vittime del nostro lusso; e quindi ci persuadiamo che la industria e il traffico innocentemente ci dia guadagno".

mercoledì 24 ottobre 2018

Pazzo o malato...

...oppure pazzo e malato: lucidamente. Gli unici motivi che in certi paesi spiegano perché una persona (persona poiché privata di sé infatti, come si vedrà) giunge al suicidio: la pazzia, la malattia - la prima è una malattia tale da meritare uno statuto a sé, dunque -. Anche il più ateo degli studiosi di un autore suicida deve salvare il "grande artista / pensatore prematuramente ed insensatamente scomparso dalla scena del mondo privando il genere umano di altre grandi opere" dal crimine commesso a danno altrui (egoismo della "società"), all'estremo dandogli del pazzo. S'è già osservato ad Hegel, commentando in appunti ormai pressoché inattingibili alcuni paragrafi dei Lineamenti di filosofia del diritto, le Aggiunte di Gans e le Randbemerkungen, che la vita, il corpo singolo è la massima proprietà dell'individuo; se sulle proprietà (non sui possessi) il diritto romano riconosceva al dominus lo ius abutendi, ossia la potestà di distruggerle, non si vede per qual motivo esso avrebbe ad essere escluso per l'individuo stesso, se non in ragione di motivi egoistici altrui: il divieto posto da una religione transeunte; gli interessi tributari dello stato particolare; e quella ipocrita già indicata sopra per coloro che non dovrebbero quantomeno riconoscere il primo vincolo. Povero Michelstaedter, avresti dovuto eliminare ogni segno della tua esistenza, prima di andartene.

martedì 23 ottobre 2018

Un economista...

...virgiliano; ossia William Petty nel Verbum Sapienti dove, nelle prime otto pagine di testo, è citata l'Eneide due volte. Lo stesso che esibì per iscritto una formulazione dell'umanesimo liberista al capitolo X della medesima opera: "by the introducing the compendium and facilitations of art, which is equivalent to what men vainly hoped from polygamy". Qui effettivamente sembra che lo stimolo conferito dal capitalista alla ricerca tecnologica tenda ad alleviare la fatica del dipendente, il quale altrimenti si trova di fronte all'alternativa fissata nelle parole precedenti: "labouring harder".

lunedì 22 ottobre 2018

L'unità del vero...

...o la ricerca, il ritrovamento e l'accumulo delle verità (in forma "debole"), nonché il lavoro per farle convivere?

sabato 20 ottobre 2018

La (segue sotto):

riscrittura è cosa, quando meno e quando più, sempre differente dalla "traduzione"; persino la più volutamente fedele traduzione è in parte una riscrittura dell'opera tradotta, essendoci ostacoli infiniti nel passaggio per una "vera" resa parola per parola.

venerdì 19 ottobre 2018

Ricordare (Per i morti III)...

...una persona cara defunta è forse uno degli atti che un elideista considera più vicino ad una netta definizione della parola "dovere"; tuttavia la rievocazione ininterrotta riapre di continuo la piaga viva: dunque non aiuta a riprendersi dal dolore della perdita.

giovedì 18 ottobre 2018

Prendete ad esempio...

...di informatore e scrittore quel tizio che definisce cinque individui i quali ne catturano un altro, quindi lo uccidono nonché sfigurano, persone amiche del morto. Assolutamente impudico nei confronti del peso incluso nelle parole; e più: osceno, terrificante, spaventoso ed orribile e quasi maggiormente cruento, in riferimento a colui che è stato privato della vita violentemente, delle sofferenze fisiche in quei momenti subite.

mercoledì 17 ottobre 2018

Une bibliotheque...

...publique dans un fort beau palais ancien; mais sans argent pour nouvelles acquisitions.

martedì 16 ottobre 2018

Non si può costruire...

...una "società della libertà" in cui ogni atto è presentato all'umano "libero" come un obbligo: perché avrà pur avuto ragione quel tedesco a stigmatizzare l'arbitrio; ma se anche l'atto più libero cui può essere persuaso all'uomo viene posto davanti come qualcosa che deve fare, siccome: a) non è vero che deve farlo; b) ha ancora la possibilità di non farlo; c) non gli piace farlo - e spesso, cose che gli sarebbe piaciuto fare con la libertà di farle, divenute per lui un esteriore imperativo, si mutano in almeno spiacevoli - finirà per non farle. Sperone Speroni degli Alvarotti in un suo dialogo fece dire ad un suo personaggio che si impara molto meglio, se riescono a farti piacere ciò che vogliono insegnarti. In queste dorate economie capitaliste libere con numero di poveri crescente ed aumento esponenziale nella concentrazione della ricchezza si sta andando verso l'obbligo a sposarsi e far figli per dare al paese futuri contribuenti assai miseri; all'obbligo di leggere certi libri e persino un numero minimo ad esclusivo vantaggio della produttività economico - finanziaria futura del lettore; all'obbligo di fare soltanto i lavori "richiesti dal mercato", nell'assoluta libertà di studiare quello che vuoi, entro i precisi limiti però delle "richieste di mercato"; all'obbligo di possedere certi supporti meccanici ed elettronici per essere sempre raggiungibile e mantenere la mobilità monetaria. E si potrebbero aggiungere tante altre libertà vincolanti. Per il momento si usa il "potere morbido". Per il momento.

lunedì 15 ottobre 2018

Punto primo...

...nella teoria dello scambio, che si tende a dimenticare: se l'acquirente non gradisce nulla di quanto offerto, non si forma alcun con - tratto. Non bastano dunque né merce in offerta, né disponibilità di un qualsiasi genere di denaro.

sabato 13 ottobre 2018

Poveri noi...

...se un "intelligente" è persuaso che lo scienziato ("esatto") sia meglio (e potrebbe anche essere) degli altri; ma se fossi un biologo - professione dell'opinionista - od un fisico non gradirei essere escluso dal novero degli intellettuali, pur con tutte le precisazioni fatte sotto il titolo ad effettaccio. Intellettuale ha a che fare con "intelligenza": per esempio, saper collegare "fatti" e "prove" in una teoria complessiva (coerente: cohaereo, adhaereo; adesivo a verbo adhaesus). Bisognerebbe intanto distinguere gli intellettuali dagli intellettualoni e dagli intelletualoidi, e promuovere l'integrazione delle discipline nell'individuo, non l'esplosione di esse, sempre più piccole, in corpi singoli. Ma come sostiene l'elideismo, ogni professionista di qualcosa rischia di formarsi l'idea che la soluzione universale ai problemi sia il metodo che ha imparato per la sua particolarissima sotto - sotto - sottodisciplina (anche quando generalizza) e solo quello. Questo stesso scritto cammina su quel baratro, non al suo limite, e taluni di certo credono, mentre lo leggono, ci sia caduto dentro: forse non sbagliando.

venerdì 12 ottobre 2018

In un regime democratico...

...e dunque né oclocratico (demagogico), né unicamente timocratico, la "giustizia" è altrettanto democratica: ciò implica quale costituente che "imputato" non vuol dire 'colpevole' di necessità. Ossia, dato il caso in cui abbiamo a processo un gruppo d'imputati, fra le tre l'una dopo accurate indagini non preconcette: 1) risultano tutti innocenti; 2) sono determinati in blocco quali colpevoli; 3) si verifica che taluni sono colpevoli, talaltri innocenti.

giovedì 11 ottobre 2018

Di Eraclito II (filosofia "greca"?).

Dunque, qui si ribadisce che quella generalmente definita "tradizione filosofica greca" è in realtà una tradizione spiritualista post - platonica, dato che l'immagine senofontea di Socrate è oggi pressoché sempre liquidata dagli studi come non veritiera.

mercoledì 10 ottobre 2018

Il lettore...

...di testi stranieri si suppone dia opera quanto prima possibile ad apprendere la lingua di partenza (compresa la propria, che nessuno sa fin all'ultima parola) delle opere che legge, coll'intenzione di poi in quel che si dice "originale" leggerli di nuovo.

martedì 9 ottobre 2018

Di Eraclìto…

...è rimasto poco, e riportato da altri, e discontinuo; perciò il fondatore dell’elideismo spiegava qualche tempo fa ad un addottorato in filosofia suo amico che certi discorsi su di una interpretazione “complessiva” della filosofia dell’efesio appaiono abbastanza azzardati; tali sono anche essenzialmente quelli su coloro i quali sono ritenuti i rappresentanti più autorevoli del materialismo antico tra gli altri, ovverosia Democrito ed Epicuro. Un poco come ritenere la descrizione mimetica e drammatica del pensiero dei Sofisti suoi avversari fatta da Platone nei dialoghi che scrisse oggettiva etc. Ma quello che più irrita del modo in cui si magnifica Eraclito è che quando si scrive di lui nel 99,999% dei casi si scrive: “tutto scorre”. Tantissime parole segnate su di un supporto dopo aver portato “peso della mente” - come avrebbe scritto qualcuno secoli dopo di altro - vengono, per quanto ne siano sopravvissute assai meno, semplicemente umiliate nella ripetizione (e noterete quanto verrà volutamente dopo) pappagallesca di due: “panta rhei”; “πάντα ῥεῖ”. E chi lo scrive è un genio.

lunedì 8 ottobre 2018

(Tentativo) di esplicazione.

Marx, Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica 106, 21 - 2: “Dopo che il denaro {di cui la moneta è solo una specie} è stato posto realmente come merce, la merce viene posta idealmente (ma in vista della realizzazione) come denaro {dunque D1 → M → M → D2 (1+X)}”.

sabato 6 ottobre 2018

"Intesa...

...infatti nel suo più proprio riscontro filosofico, ossia etico - politico" scrive qualcuno: dove "etico" - pure sulla base dell'interpretazione dello sradicamento della dignità del singolo quale entità sia individuale che politica, ed individuale perché politica, dove il politico è la proprietà concreta che deriva dall'esistenza dell'individuo anche giuridico - è inteso da chi scrive appunto in senso pressoché religioso, cioè di seguito sostanziale della deriva della filosofia in religione. S'è già notato in scritti non pubblicati che in antico ancor più che poi, il cittadino ha come prima proprietà sé stesso, è cittadino perché, in quanto proprietario di sé, può disporre liberamente di tale proprietà in un contratto. Seppure tale "proprietà" secondo certe impostazioni dovrebbe ancora oggi portare con sé il diritto ad una proprietà esterna, il nesso libertà - esercizio libero della volontà - cittadinanza implicava, per esempio a Roma, il diritto all'annona in quanto libero e cittadino, se non, come reclamato dai Gracchi, la proprietà della terra, posto che si potesse vivere anche esercitando il possesso della terra con solo la proprietà dei frutti. Questo poiché la libera cittadinanza ancora precedeva l'utilità tributaria, dalla quale piuttosto il cittadino di pieno diritto fino ad una certa epoca era totalmente libero, poiché anche la sua prima proprietà, in cambio del pericolo è vero, andava da sotto terra fino alle vette più alte del cielo, con uso non vincolato ed integro (o no: ius abutendi, ossia diritto anche di distruggere la proprietà).

venerdì 5 ottobre 2018

Per affermare…

...la propria umanità contro una legge ingiusta, comunque, è assai meglio violarla apertamente assumendo le conseguenze, non cercando in ogni modo possibile di evitarle: soprattutto in una democrazia, che, per quanto sia ritenuta individualmente in pericolo, è ancora una democrazia, si dice.

Proprio vincere...

...la propria inclinazione contraria per obbedire a quanto ordinato da una legge, dimostra secondo certuni che quest'ultima è giusta.

mercoledì 3 ottobre 2018

Tesi 2 di qualcuno.

Scelta tra dieci che provocatoriamente in esordio son dette venticinque, quindi ulteriormente ridotte se si pensa che il riferimento sia a quelle di Lutero. Iniziamo: sostenere dunque che un gruppo di persone (invero non particolarmente, o meglio integralmente, coordinate tra loro) le quali propugnano la trasformazione dell’approccio alla vita piuttosto che alla conoscenza, od alla prima attraverso la seconda, deve diventare primariamente strumentale e pratico e fornisce tali strumenti per l’accessibilità pratica non abbia una teoria è sostenere una tesi che ha alte probabilità di essere sbagliata e di stampo “tedesco”, quell’approccio per cui solo un sistema filosofico dall’ambizione esaustiva che si presenti esplicitamente come tale sia effettivamente un sistema filosofico. Ma questa è una visione storicamente parziale che, magari neppure volontariamente, trascura il fatto che si ebbe un periodo precedente a quello franco - tedesco che va dal XVII al XX secolo d.C., in cui “filosofi” furono definiti pure praticanti arti oggi definite “non - filosofiche”; significa dimenticare che ancora Hegel rimaneva perplesso davanti alla definizione britannica e più latamente anglosassone di filosofia nonché di filosofo data da quella cultura che invece la teneva per completamente legittima in pieno Ottocento, anticipando così un uso attuale “ampio” del termine; significa lasciar cadere il rilevamento del procedere stilistico usato da certi filosofi successivi ad Hegel, il forse più ambizioso costruttore di sistemi, i quali scelsero la via dell’aforisma contro la patente onnicomprensività appunto delle grandi costruzioni (castelli? Di Otranto?) eretti da coloro che li avevano preceduti. Un metodo è una “via”; ossia una teoria - ripeto - per quanto minima, sulla necessità e preminenza della pratica: la teoria che l’unica vera strada per affrontare efficacemente il mondo sia la pratica. Un certo tipo d’empirismo ancora più concreto di quello tradizionale in Albione ed appendici varie e contestatarie, essenzialmente operazionista. L’estetica è poi “essenzialmente” una teoria della percezione e dunque anche una della visione del mondo, sicché…

martedì 2 ottobre 2018

Quando mai…

...gli italiani hanno “fatto squadra”, almeno per la maggior parte degli ultimi millecinquecento anni?

lunedì 1 ottobre 2018

Perciò…

...nell’analisi del procedimento dialettico idealistico bisogna distinguere tra chi: a) utilizza la sintesi come nuovo punto di partenza del movimento; b) pone come sintesi la tesi stessa da cui il movimento è partito, riproponendo la falsa sintesi come “nuova” tesi del movimento successivo.