mercoledì 31 ottobre 2018

I giganti su cui...

...siam seduti non trasse incatenati alla luce Newton, sia chiaro: dettaglio conosciuto, per far tre nomi relativamente recenti, ad Umberto Eco, Robert K. Merton, ed Edouard Jeauneau; se l'immagine compare nella sua integralità in Bernardo di Chartres, almeno per come è riferita nel "Metalogicon" di Giovanni di Salisbury (nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea), l'umile elideista citerà Alanus de Insulis, che fece religione in Britannia, quando nel prologo in prosa all'Anticlaudianus vergò suppergiù tre secoli prima dell'Isacco: "cum pigmea humilitas" - dei moderni - "excessui superposita giganteo..." Giornalai; maestri da venti baiocchi l'anno... Ah, il "concetto" non è la stessa cosa che la metafora compiuta, la quale è, sempre per dirla alla Alano, una pictura.

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