martedì 16 ottobre 2018

Non si può costruire...

...una "società della libertà" in cui ogni atto è presentato all'umano "libero" come un obbligo: perché avrà pur avuto ragione quel tedesco a stigmatizzare l'arbitrio; ma se anche l'atto più libero cui può essere persuaso all'uomo viene posto davanti come qualcosa che deve fare, siccome: a) non è vero che deve farlo; b) ha ancora la possibilità di non farlo; c) non gli piace farlo - e spesso, cose che gli sarebbe piaciuto fare con la libertà di farle, divenute per lui un esteriore imperativo, si mutano in almeno spiacevoli - finirà per non farle. Sperone Speroni degli Alvarotti in un suo dialogo fece dire ad un suo personaggio che si impara molto meglio, se riescono a farti piacere ciò che vogliono insegnarti. In queste dorate economie capitaliste libere con numero di poveri crescente ed aumento esponenziale nella concentrazione della ricchezza si sta andando verso l'obbligo a sposarsi e far figli per dare al paese futuri contribuenti assai miseri; all'obbligo di leggere certi libri e persino un numero minimo ad esclusivo vantaggio della produttività economico - finanziaria futura del lettore; all'obbligo di fare soltanto i lavori "richiesti dal mercato", nell'assoluta libertà di studiare quello che vuoi, entro i precisi limiti però delle "richieste di mercato"; all'obbligo di possedere certi supporti meccanici ed elettronici per essere sempre raggiungibile e mantenere la mobilità monetaria. E si potrebbero aggiungere tante altre libertà vincolanti. Per il momento si usa il "potere morbido". Per il momento.

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