mercoledì 24 ottobre 2018

Pazzo o malato...

...oppure pazzo e malato: lucidamente. Gli unici motivi che in certi paesi spiegano perché una persona (persona poiché privata di sé infatti, come si vedrà) giunge al suicidio: la pazzia, la malattia - la prima è una malattia tale da meritare uno statuto a sé, dunque -. Anche il più ateo degli studiosi di un autore suicida deve salvare il "grande artista / pensatore prematuramente ed insensatamente scomparso dalla scena del mondo privando il genere umano di altre grandi opere" dal crimine commesso a danno altrui (egoismo della "società"), all'estremo dandogli del pazzo. S'è già osservato ad Hegel, commentando in appunti ormai pressoché inattingibili alcuni paragrafi dei Lineamenti di filosofia del diritto, le Aggiunte di Gans e le Randbemerkungen, che la vita, il corpo singolo è la massima proprietà dell'individuo; se sulle proprietà (non sui possessi) il diritto romano riconosceva al dominus lo ius abutendi, ossia la potestà di distruggerle, non si vede per qual motivo esso avrebbe ad essere escluso per l'individuo stesso, se non in ragione di motivi egoistici altrui: il divieto posto da una religione transeunte; gli interessi tributari dello stato particolare; e quella ipocrita già indicata sopra per coloro che non dovrebbero quantomeno riconoscere il primo vincolo. Povero Michelstaedter, avresti dovuto eliminare ogni segno della tua esistenza, prima di andartene.

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