sabato 13 ottobre 2018

Poveri noi...

...se un "intelligente" è persuaso che lo scienziato ("esatto") sia meglio (e potrebbe anche essere) degli altri; ma se fossi un biologo - professione dell'opinionista - od un fisico non gradirei essere escluso dal novero degli intellettuali, pur con tutte le precisazioni fatte sotto il titolo ad effettaccio. Intellettuale ha a che fare con "intelligenza": per esempio, saper collegare "fatti" e "prove" in una teoria complessiva (coerente: cohaereo, adhaereo; adesivo a verbo adhaesus). Bisognerebbe intanto distinguere gli intellettuali dagli intellettualoni e dagli intelletualoidi, e promuovere l'integrazione delle discipline nell'individuo, non l'esplosione di esse, sempre più piccole, in corpi singoli. Ma come sostiene l'elideismo, ogni professionista di qualcosa rischia di formarsi l'idea che la soluzione universale ai problemi sia il metodo che ha imparato per la sua particolarissima sotto - sotto - sottodisciplina (anche quando generalizza) e solo quello. Questo stesso scritto cammina su quel baratro, non al suo limite, e taluni di certo credono, mentre lo leggono, ci sia caduto dentro: forse non sbagliando.

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