venerdì 30 novembre 2018

Marx e Linguet, nonché notarelle.

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, 15 - 9: "L'operaio si trova [...] solo nel rapporto di circolazione [...], di scambio semplice, e in cambio del suo valore d'uso riceve moneta, mezzi di sussistenza, in forma mediata". Qualcuno scrisse in un appunto ora bloccato ed irraggiungibile di "società della mediazione" spinta per definire quella attuale, nonché di sublimazione. Si potrà qui notare che altrove Marx stesso, nell'ottica post - hegeliana che è comunque sua, aveva ritenuti taluni aspetti del sistema di produzione e scambio - piuttosto che 'società', parola "più dolce" del sintagma precedente, come scriveva Linguet nella Theorie de lois civiles sulla sostituzione di "domesticità" a "servitù" - borghese evoluzioni positive rispetto a quelli precedenti, seppur poi colse la strada verso cui la pratica le stava indirizzando.

giovedì 29 novembre 2018

Dimostrare troppo.

Qualcuno dichiarò tempo fa che ogni epoca, ogni generazione ha opere classiche proprie. Questo è già dichiarare troppo. Invece, ogni individuo ha i suoi classici.

mercoledì 28 novembre 2018

Guardate meglio...

...però: siete stati voi a dimenticarvi di San Dionigi a causa della mania che presevi per San Giorgio, quantomeno dopo il 1945. Proust pubblicò il suo Romanzo quasi tutto dopo la Prima guerra mondiale, per fare un solo nome importante.

martedì 27 novembre 2018

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica 199, 32 - 3...

...ed osservazioni. Si cita dall'edizione italiana, ossia l'unica disponibile nelle biblioteche del paese: "ma anche il capitale non può contrapporsi al capitale" - idealmente, poiché sia il capitale del capitalista A che quello del capitalista B sono, "in generale", capitale; ma concretamente, nella realtà, obiettivo di ogni capitalista, di ogni "buon" capitalista, è divenire unico detentore del capitale, "declassando" ogni altro umano allo stato di dipendente; infatti:- "se al capitale non si contrappone il lavoro". In passi non pubblicati dello studio qualcuno avanzava l'osservazione secondo cui la sempre crescente concentrazione del capitale si realizza nella progressiva restrizione della classe capitalista, sebbene l'innovazione tecnologica ne garantisca il ricambio: ossia nella mutazione è inclusa la selezione. Questo è un campanello d'allarme per certe sicurezze...

lunedì 26 novembre 2018

L'autarchia...

...è l'essere padroni di sé stessi; quella elideista, prevede un'aggiunta: "padroni di sé stessi; [e solo di sé stessi]".

sabato 24 novembre 2018

Romanzi "non -...

...fiction" erano dichiaratamente, per quanto più o meno scherzosamente, per quanto basantisi sulla conoscenza della ludica affidabilità conferita loro dalla maggioranza, dai primi versi e dalle righe iniziali moltissimi cavallereschi in prosa ed in versi che traevano la loro materia dalle più che assai numerose e lunghissime cronache segrete di Turpino (Agrippina di Pietro Maria Franco I xi - xii: "Ritrovandomi un giorno in certo loco, qual era pien d'antiqui libri e carte; Und'io mi puosi con piacer non poco Ricercar se vi fusse in qualche parte Cosa che degna fusse non dil foco, Ma di memoria, e ponerla in disparte, Mi occorse ne le man un libreccino Che forsi ben fu scritto da Turpino.|| Il qual aprendo, subito compresi Quell'esser di memoria e laude degno; Und'io, che già per sdegno al tempio resi L'amorosi pensier, feci un disegno Di racquistar i dì per me mal spesi Col mio (benché silvestre e rude) ingegno, Reducendo di pros' i fatti in verso Qual fece Carlo in tutto l'universo) o dalla fonte verace su cui si basano i Promessi sposi, od alla meglio su fonti il cui autore dovrebbe garantire che "plurima vera esse, quae narrantur in historia arcana", ma dove pure solo il più si sospetta essere non falso. A condizione dunque che si intenda per non finto il contenuto dei romanzi attuali in maniera simile a quella, la loro aneddotica letteraria in forma narrativa sarà non falsa. S'è già scritto che ci sono vari motivi per cui si può definire parzialmente finta qualsiasi opera nel campo dell'arti della parola persino quando sia stesa volendo essere il più prossima che può al documento od alla realtà in "presa diretta".

venerdì 23 novembre 2018

Libera vuol dire (Il salario II)...

...che la messa in atto di una decisione deve essere non impedita: per esempio potendo rifiutare un impiego perché il potenziale dipendente ha anche altre possibilità più dignitose di impiegare i propri talenti - John Wade, History of the middle and working class, pagg. 293 - 4, London 1833: "and thereby | infringe the liberty of individuals in the choice of employment". Libertà come attività non impedita è in "Aristotele", Etica nicomachea, benché poi verso la fine la sua idea di come la vita del singolo debba essere integralmente sottoposta a regole ben precise in ogni dettaglio...

giovedì 22 novembre 2018

Fallisci, certo...

... ma rovinando al basso dal Pelio e dall'Ossa dopo aver tentato di conquistare le case degli dei, cadi circonfuso di fierezza.

mercoledì 21 novembre 2018

Il salario...

...previdenziale non è la "quota del salario accantonata a fini previdenziali", ossia, come intesa oggi per riceverla a rate una volta andati in pensione; o comunque, non era intesa a questo modo dall'articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa", né dalle leggi succedetesi fino all'ultimo passo compiuto nei confronti della scala mobile nel 1992.

Fuor di Firenze...

...condannato a morte in contumacia, privato di tutti i suoi beni etc., Dante Alighieri fu un esule. Quando era a Forlì presso Scarpetta degli Ordelaffi, da Gherardo da Camino e Moroello Malaspina, a Verona presso Cangrande e poi in Ravenna presso Guido Novello da Polenta, checché sdegnosamente ne scrivano certe pennucole, era un profugo. Fiero di essere non sottomesso e silenzioso in casa propria (se mai avrebbe sentito di poterla definire così rimanendovi in certe condizioni); ma coscientemente profugo. L'Italia non era all'epoca uno stato unitario, ormai da seicento anni almeno ed ancora per più di cinquecento alla sua morte, e dunque nel momento in cui era in territorio di uno stato che non fosse quello di Firenze, era certamente un profugo. Che non faceva il padrone in casa altrui benché fosse del tutto conscio della propria qualità (ed anzi riconobbe una propria qual certa superbia, cristianamente intendendo).

Cos'è più obiettivo...

...del sogno? Non lo discerniamo in ogni sua parte addirittura e talvolta intendiamo? Ancor più che giacerci immobilmente a fronte, è drammatico. Non vi siamo persino dentro fin quando ci tiene il sonno? Esso incombe su di noi assai da vicino (e perciò dirlo potremmo già incubo talvolta) o, più ancora, occupa quella che è generalmente definita la nostra parte migliore, ovvero la sezione ad essa immediatamente vicina.

lunedì 19 novembre 2018

Montaigne contro Marx.

Karl Marx, Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, pag. 197, righe 42 e seguenti: "A prescindere dall'abbruttimento assoluto a cui ciò porterebbe - e tale abbruttimento renderebbe impossibile [anche] la sola aspirazione alla ricchezza nella forma in generale, in quanto denaro, in quanto denaro accumulato - (e la partecipazione dell'operaio a godimenti più elevati, anche spirituali, come l'agitazione per i propri interessi"; e soprattutto, in primo luogo: "l'avere i propri giornali, l'ascoltar conferenze" (è qui che l'elideista parla non di "partito principe", come Gramsci, quale obiettivo del comunismo; ma di operaio, proletario - principe di cui il partito dovrebbe essere solamente medio); ed infine, per arrivare al punto in cui Montaigne "contesta" Marx più di duecento anni prima del manoscritto dei Lineamenti: "l'educare i figli". Leggiamo infatti ad Essais II vii che l'allevare i figli, educarli, è un dovere per ciò stesso sottinteso dei genitori: "On ne remerque pas d'un homme qu'il ait soin de la nourriture de ses enfans, d'autant que c'est une action commune, quelque juste, qu'il soit: non plus qu'un grande arbre, où la forest est toute des mesmes". Poi si potrebbe discutere, per esempio sulla base dell'obiezione mossa da un lettore ad un altro passo, se l'osservazione del francese sia giusta o meno, vista però coll'occhio del tardo XIX secolo e tempi successivi, e non con quello del XVI.

Il problema...

...che si ripresenta continuamente di fronte alle gerarchie culturali come temporanee certezze di una civiltà, poiché anche il sistema di cultura più granitico ha dei contestatori attivi: qual'è l'alto e qual'è il basso (possiamo pensare a certi dipinti col soggetto delle scale, se volete...)?

sabato 17 novembre 2018

Non si...

...obbligano neppure "moralmente" le persone a socializzare; si creano le situazioni ritenute più adatte e ci si pone in attesa che socializzino da sé: soprattutto allorché si sostenga fortissimamente che per l'essere umano sia naturale crear società coi propri simili.

Posto che...

...la dottrina di una certa istituzione afferma: in primo luogo l'essere umano dover riprodursi; in secondo, che debba sposarsi; in terzo, che il matrimonio ha da essere volontario; in quarto luogo, che la riproduzione debba obbligatoriamente avvenire all'interno del legame istituito dalle nozze, ci troviamo di fronte alle fondamenta condizionali da cui partire per erigere qui di seguito alla tesi l'antitesi. Essa è: quando si ha uno stupro, nel violentatore si può quasi sempre escludere una volontà riproduttiva (il tema "amore" non è nemmeno in vista da una altura) che non sia in spregio di qualcos'altro, perciò cade uno dei motivi validi ai fini del riconoscimento del frutto, e degli obblighi che ne deriverebbero alla madre; in chi subisce violenza non vi è consenso ad alcunché, e dunque non prende vigore un legame matrimoniale: ma la gravidanza è legittima solo per sposalizio; dunque quella derivante da uno stupro è ancor meno obbligatoria, in quanto indubbiamente extramatrimoniale. In conclusione, poiché un determinato evento può capitare anche in modo perfettamente naturale...

Silenzio...

...sulla parentesi di un giornale durante una rassegna stampa: entro tal spazio era difatti incluso il termine "prefica". Ad una persona sorse il dubbio se ciò fosse dovuto a: 1) "rispetto" per lo spettatore medio che sarebbe turbato dall'epifania sì cruda di un latinismo etc.; 2) punto interrogativo assoluto di fronte al latino; 3) mancata lettura delle prime pagine del romanzo Melmoth the wanderer di Charles Robert Maturin per esempio, autore di lingua inglese (magari con note esplicative: si può trovare in almeno due edizioni curate in lingua), dove il termine viene usato: l'ultima eventualità sarebbe oggi, da parte di un essere umano al passo coi tempi, "estremamente malvagia" ed "assoluta mancanza di rispetto verso la lingua che pare tutti oggi debbano conoscere. Sembra che per alcuni l'aggiornamento si limiti alla memoria di pochi "nuda nomina".

venerdì 16 novembre 2018

Credendo letteralmente...

...in certe narrazioni (non usando sensi allegorici od anagogici, perciò, almeno inizialmente), se ne potrebbe tuttavia concludere che l'uomo ottenne in premio la morte per la raggiunta libertà. Bisognerebbe poi cominciare una discussione volta a stabilire quale fra le due parti (Giobbe) abbia veramente guadagnato dal fatto che tale ricompensa sia stata conferita. A proposito di ricompense d'onore che al principe non costano nulla ma al sublimato più di qualcosa.

Scrisse una persona...

...occupantesi a tutto campo dei libri che di fronte alla scelta per la spesa, tra comprare un libro e da mangiare, non avrebbe dovuto un essere sì razionale, ma tuttavia mortale, farsi prendere dal dubbio sulla precedenza: mangiare. Molti pensionati in vari paesi, pur prossimi ad un cinema, si trovano non infrequentemente di fronte alla scelta tra due sale buie o quasi: da una parte quella dove si proietta un film; dall'altra la propria, ove sul tavolo deporre un piatto con qualcosa sopra commestibile un giorno in più. Una politica per la cultura dei sogni vorrebbesi desse quantomeno ai cittadini gli strumenti per non essere obbligati a fare una simile e - lezione, secondo le preferenze di ciascuno.

giovedì 15 novembre 2018

"Superstizioni popolari"...

...e teorie scientifiche, o meglio ipotesi: queste, s'è già scritto, si presentano all'intuizione maggiormente diffusa - come "sfondo" - quali "verità"; ma per una prospettiva della scienza fallibilista sono al massimo "temporanee" verità. E nel momento in cui un "popolano" sottintende la teoria della relatività, allo stato attuale della conoscenza scientifica la credenza (altra distinzione da introdurre) che presuppone e la teoria scientifica giungono a coincidere. E di nuovo: oggi si crede (ci si affida) ad una teoria per descrivere parte del mondo che lungo duemila anni circa fu ritenuta dai cervelli migliori delle susseguentisi epoche - o che tali erano valutati - una assurdità: si parla della teoria atomica. Una teoria oggi, da alcuni decenni, considerata Vero. Sicché alle volte vero e falso stanno sui cavallini finti della giostra, e girano, e son visti ora l'uno ed ora l'altro più belli a vicenda. Fallibilismo è l'impostazione di ricerca per la quale una teoria scientifica è "verità" solo nella misura e per il tempo in cui è la migliore spiegazione disponibile al momento per esplicare un fenomeno.

Insistendo...

...su di un tema, taluni esporrebbero l'opinione che non ci sia bisogno della parola di un artista figurativo à la page per sapere della diffusione della pratica di copiare: fin da quel tipo almeno del IV secolo Avanti Cristo circola la credenza che l'uomo "copi". In generale. L'artista in senso ristretto stesso copia, ricompone or consciamente membra d'opere altrui, ora invece non consciamente in un'opera "sua", e questo risultato d'arte è una proporzione variabile tra la parte emersa e quella sommersa del processo di sintesi.

La finestra...

...da cui guardiamo può essere quella a sbarre di una prigione; ed una gabbia metallica è certo una serie di buchi: che però sono tutti abbastanza piccoli da intrappolarci mentre fissiamo l'esterno.

mercoledì 14 novembre 2018

La borghesia...

...signori miei, esiste: da quando alcuni andarono a vivere nelle città; e vi sarà fintanto che qualcuno continuerà a vivere nelle città. Avete delle categorie alquanto astratte e ristrette a volte. Ristrette perché rese eccessivamente astratte. Uno dei difetti del materialismo come resto dell'insegnamento del perfezionatore dell'idealismo. Hegelismo del pensiero marxiano ancor più forte in tutti i piccoli marxisti (si veda altrove la distinzione tra pensiero marxiano e marxista) perlopiù owenisti venuti dopo Marx. Siate più materiali e, appunto poiché la vostra idea di borghesia sembra che anche per voi non abbia più realtà effettuale, scrivete piuttosto di "ex classe media": anche se capisco la dissuasività dell'eccessiva fatica data dai sei spazi in più.

Certe conferenze...

..."intergovernative", internazionali, inter- di mediazione sembrano l'ultima comica mostra, specie quando allestite da "cani pechinesi" geopolitici, circa un neocolonialismo negato ma insistente sull'arco del mondo, come nel caso di scavi archeologici in un paese dell'Estremo Oriente guarda caso sovrintesi da archeologi dello stato di cui il paese fu colonia. Necessaria continuità metodologica? "Rimaniamo qui fin quando non vi avremo inculcato le procedure corrette"? "Ahinoi, la guerra vi ha segnati e di risorse economiche nonché umane adeguate privati"? Guerra che appunto il paese samaritano non si esimette a fine conservativo dal combattere prima di lasciare il carico ad altri? Ah, questa doppia ed occupante "bontà"...

Continua...

...l'idea (e dunque qualcosa dai dettagli non troppo numerosi) che ci sia un solo modo per fare le cose. Spesso assumendo come tale quello che solamente si esegue con maggiore velocità, in tempi più brevi.

martedì 13 novembre 2018

"Parli coraggiosamente di sé".

Ora: è uno schema troppo facile affermare che attraverso qualsiasi "personaggio" uno scrittore di altri non scriva che di sé: è stato provato più volte con forti argomenti e pezze d'appoggio, specie riguardo quelli negativi, che l'autore "approfittava" della sua posizione per denigrare, persino uccidere nella favola (in senso tecnico) avversari artistici e / o politici etc., più o meno scopertamente (imitando, cioè); ma "guardarsi da fuori" del tutto, taluni ritengono che sia impossibile comunque: parte del lavoro "scrittorio" - vedi la trascrizione dei prodotti di un'arte in altra esposta in precedente intervento - consisterebbe perciò nel levare o camuffare abilmente (oltre alle fonti, riducendo ogni citazione a tessere il più possibile minuscole accostate), lo "eccesso" autobiografico scivolato silenziosamente in uno o più personaggi: il meglio sarebbe probabilmente una "esplosione controllata", facendo sì che una diàfana scheggia del formatore sia in tutti, circondata da resti amati ovvero odiati (i secondi si insinuano comunque: meglio introdurli per quanto un vivente può con piena coscienza, intabarrati è preferibile) di altre opere, personaggi, respiranti, morti di pietra o di carta etc., di modo che il soggetto ritratto non possa esser ricostruito se non con molta difficoltà dal torquemadico lettore, mentre il giovane o vecchio arrangiatore non lascerà scivolare parola in cambio di vino.

Tradurre...

..."Tier" con 'animale' e non con 'bestia'. Ma animale è anche l'uomo. Alcuni forse non a torto direbbero che l'uomo in verità alle volte sembra più una "bestia razionale mortale", che un animale con i medesimi attributi classici secondo l'analisi maggioritaria.

L'atto (Egometismo II)...

...egometistico verso l'altro non è un dovere: è il dispiegarsi in azione del libero arbitrio. Libero dare e ricevere: libertà.

lunedì 12 novembre 2018

Sostituire...

...a "concetto" la parola "tema" (aperto).

Egometismo I.

Si tratterebbe di quello stato, situazione per cui: 1) Sarebbero ridotti i doveri necessari individuali al ciclo sonno - veglia, al mangiare ed al bere nonché alle derivazioni successive; 2) il bisogno di denaro (si veda in particolare Marx) verrebbe autolimitato a quanto serve per non troppo di più che la pura sussistenza del singolo (leggi: lavarsi, vestirsi - col che si tocca già il lato sociale -, spostarsi con semplici mezzi propri quali ad esempio piedi con attributi o bicicletta sulle brevi distanze, coi trasporti pubblici sulle lunghe, casa d'estensione adeguata alla vita di una eventuale famiglia, non obbligatoriamente di proprietà. Soppressione della indifferenza alla specie del lavoro, ridotto anche oggi a via per il procacciamento di denaro e possibilmente ricchezza; 3) più "ideale", l'autarchia di ognuno non banalmente intesa quale mancanza di costrizione all'obbedienza verso qualcuno, bensì in aggiunta come assenza della necessità opposta, ossia d'esercitare qualsivoglia forma di comando. Tutto il resto s'aprirebbe alla corsa dell'animale brado chiamato libertà, cioè non impedita inter - azione, due o più volontà che scelgono l'atto dell'incontro e dello scambio onde ampliarsi ciascheduno tramite l'apporto liberale quando non spontaneamente prodigo degli altri (dell'altro) assunto.

Favola?

Ci sono bestie, per rifarsi alla tradizione che parte almeno da Esopo, cui la Natura ha conferito un aspetto spaventoso non come specchio della sfrenata crudeltà violenta e dunque per mettere in guardia le prede, poiché anzi sono integralmente, assolutissimamente inoffensive: si tratta, a dire il vero, di uno stratagemma della Matrigna per conservarne la vita. Non è certo perciò necessario avvicinarle, ma d'altra parte neppure industriarsi a porre misure di lunghezza fra noi e loro il cui numero ammonti, seguendo una convenzione di misura non troppo antica, a centinaia e poi svariate in aggiunta migliaia di passi: è più che sufficiente una adeguata distanza, per quanto possibile a bipedi o quadrupedi in spostamento, dalla loro acquisita immobilità.

sabato 10 novembre 2018

A volte...

...si giustifica la traslazione involontaria di un giorno in luogo di un altro con un'autentica occupazione dell'enunciante totalmente indifferente alle partizioni convenzionali, pause volute dalla tradizione incluse; ma non si può escludere che sotto tali ampi panni si travisi perfidamente la Vecchiaia col suo incedere lento e tuttavia sicuro.

Col passare degli anni...

...la stessa persona può da una parte ritrovarsi a sopportare sempre meno scrocconi ed altre sorte di prevaricatori; mentre dall'altra amplia sempre più i propri interessi culturali, recuperando per esempio materie ch'aveva prima negletto.

E' necessario...

...a chi stilisticamente congiunge motti (poeta aristotelista) scrivere una parola chiara su quale foggia abbia il proprio monoteismo o politeismo? Sembrerebbe di no, perché se è stato abbastanza vago in relazione allo situazione presente nel suo tempo e luogo della questione, il lettore (che sia "normale" o critico) penserà che parli del suo. Altrimenti scinderà due volte per salvarne l'opera: la propria fede (che sarà vera, ovviamente) dalla "dilettosa falsità" della favola che opera nel testo dell'autore; lo stesso credere dell'autore in qualcosa di "patentemente sbagliato" dalle capacità artistiche che si presentano nel complesso.

venerdì 9 novembre 2018

L'aggettivo...

...assegnando una qualità ad un oggetto, potrebbe in qualche modo sembrare (?) un giudizio: su di un a - spetto della cosa quale appartenente ad essa, in permanenza ovvero temporaneamente. E, risulta ovvio (?), colla negazione... Si consideri tuttavia la proposta di un certo "sistema" sulla sinolità individuale.

Se un...

...primo "sistema" riesce ad obbligare copertamente un secondo a fare o non fare quel che vuole, s'ha da dire che i due sistemi sono politicamente (nel senso ampio di "nel modo che s'adotta per il reggimento dello stato") molto "vicini", piuttosto che lontani.

Le traduzioni...

...sono parti fondamentali della tradizione (divulgativamente, la letteratura latina è iniziata con una "traduzione"); ma quando essa è giunta ad un certo punto, nell'umano colto non possono surrogare totalmente la varie versioni del cosiddetto originale. Possono (o devono?) appoggiarle consciamente fin dove è praticabile.

giovedì 8 novembre 2018

Il senso di...

...colpa che in taluni emerge col passare del tempo, per non aver dato ai genitori nessuna o quasi tra le pochissime soddisfazioni certo convenzionali, ma pur sempre di chi ha conferito la vita; ossia, in modo principale, ed una attività che dia impressione di stabile, ed una discendenza: non sarà invece il tentativo fatto dall'istinto "più basso" per avere infine con quelli la meglio come con tutti l'altri, sebbene la necessità di ridurre la spinta umana sull'ambiente renda in linea teorica l'astensione lodevolmente a vantaggio della specie, essendo che per accomplir l'obiettivo dovrà pur esservi qualche rinuncia?

Tito...

...è morto: sia l'imperatore flavio che brevemente fu delizia degl'uomini - i migliori se ne vanno sempre troppo presto, afferma la voce di dio, cioè quella del popolo in ampio senso -; sia il maresciallo. Anche molti cani. Lasciamoli nel loro non amato silenzio?

Umano troppo umano 102.

Sull'uomo che agisce sempre bene, cioè fa quello che gli sembra bene (ed essendo basata l'azione "morale" sulla educazione...), chiamando a supporto (Socrate) e Platone - "qualunque cosa faccia, l'uomo fa sempre il bene, vale a dire: ciò che a lui sembra bene (utile)" -, vedi la nota a margine di un lettore al De malo di Tommaso d'Aquino, q. I a. 1 ad 4: "l'oggetto della volontà è il bene [...] il bene, ovvero ciò che tale è ritenuto dall'individuo". Rimarrebbe da discutere se tale coincidenza sia dovuta ad assenso razionale, assorbimento di filosofia popolare, od anamnesi delle precedenti letture del passo nietzschiano lungo un arco temporale di oltre trent'anni.

mercoledì 7 novembre 2018

Ci sono vari modi...

...di essere volontari in una guerra: 1) essere davvero volontari; 2) essere volontari per la paga da mandare a casa alla famiglia affamata; 3) essere volontari perché il regime che ti ha inquadrato nelle truppe ha deciso che sei volontario.

Un nicaraguense letterato...

...quando trattasi di dare una vista a volo d'uccello della sua biografia nel principio d'uno scritto, risulta esser stato a lungo in Spagna, in America ed in Francia. Risulta poi che perlomeno fino ai vent'anni visse tra Nicaragua visse tra Nicaragua, Honduras, El Salvador, il Cile, il Guatemala e l’Argentina. Dunque, dopo esservi nato, visse certo a lungo in America, visti i luoghi di residenza. C'è moltissima America, a sud del confine Stati Uniti d'America / Messico.La maggior parte, invero. Senza contare la parte a nord delle cascate del Niagara.

Non si sa più...

...come dirlo: un cittadino di un paese democratico dalla pelle verde in uno stato la cui maggioranza del popolo abbia altro colore; che adori Krsghar e tutta la sua prole divina tra individui professanti in maggioranza religione al tutto diversa, ha tutto il diritto ad essere designato coll'aggettivo che s'assegna a tutti gli altri. Un cittadino straniero di qualunque colore e professante qualunque religione, ivi compresi quelli della maggioranza di quello stato, rimarrebbe sempre e comunque straniero, se si dà al riconoscimento legale della cittadinanza il valore che dovrebbesi secondo proclamati pubblicamente sistemi di pensiero. Già è stato spiegato che a partire dalla base descritta il problema diventerebbe del singolo "insoddisfatto", che non eliminerebbe la legittimità di una azione punitiva di fronte al reato, tanto più grave quanto ampia ("cento passi...", scrivea nonostante quanto prima erroneamente Montaigne in tema) fosse la violazione.

martedì 6 novembre 2018

Ricordate...

...se avete la compiacenza, che i secoli i quali stanno nella penombra dietro di voi non erano compiutamente l'Eldorado della fruizione culturale persino per le elite: almeno non nel modo in cui sembrate intenderlo. Certo, si pubblicava relativamente meno rispetto ad oggi poiché, a partire dal tardo quindicesimo secolo, l'invasione delle Americhe e dell'Oceania da parte degli europei ha "riempito" spazi in cui la scrittura era, almeno per come la intendiamo noi, assente e perché la stampa a caratteri mobili, benché più veloce da produrre rispetto alla scrittura e copia a mano, era certo più lenta della battitura colla macchina da scrivere (Ah, la cancellazione sovrimprimendo xxxxx...) od al computer - che per quanto riguarda i libri di "pure parole" non è molto più di un modo maggiormente evoluto per comporre un dattiloscritto il quale crea problemi per la formazione di un apparato genetico nell'edizione di un testo: si può curare l'impaginazione in una fase precedente alla più diffusa prima, oltre ad evitare appunto fogli pieni di cancellature ed aggiunte sopra e / o sotto il rigo, come alcune fra quelle di questo testo nella sua prima stesura a mano -; tuttavia, ciò che oggi passa dalle mani dei lettori più o meno forti di testi anche solo novecenteschi è unicamente un insieme di schegge sparse, resto di un insieme stampato più ampio. I quattromila volumi che, espressi in vario modo, formano la biblioteca di un certo lettore il quale prima dell'alba apre la giornata con la lettura di un filosofo tedesco del tardo XIX secolo compositore d'aforismi, la prosegue dopo l'apparizione del sole sul limite con quella di un importante filosofo greco antico di cui non ci sono rimasti i dialoghi, occupa il mattino pieno col fondatore del comunismo scientifico ed il pomeriggio con un volume di saggi in francese del XVI secolo nonché, se possibile, con uno o due autori in inglese del XIX secolo quando non sudamericani, per poi dedicarsi ad un altro tedesco, un poeta classico latino, uno medievale ed un filosofo ungherese insieme o di seguito ad un poeta epico portoghese, in conclusione riguardano un numero di autori e di opere considerevolmente inferiore in paragone a quello dei tomi. Anche fra le opere degli ultimi secoli, quanto a "banale" conservazione, si sono avute più perdite; queste aumentano non solo a causa di censure politico - religiose (le quali sono forse la causa meno incisiva), non solo per disinteresse o troppo interesse nei secoli che hanno questo preceduto; ma anche per le selezioni dovute al cambio di supporto scrittorio, stimolanti una cernita, per distruzioni involontarie a motivo di catastrofi naturali od indotte da pratiche popolari tra gli esseri umani come quella della guerra, oggetto di ampie trattazioni scientifiche conservate. Ripetiamo dunque un "concetto" che il bipede intelligente, in specie quando ha da fare divulgazione, tende ad obliare: l'insieme dei canoni diffusi nelle varie civiltà non è tutta la letteratura prodotta dalla cosiddetta Umanità. Ossia: ben presto il numero di opere letterarie (ma non solo) date alla luce dall'uomo ha ecceduto la capacità del singolo individuo capace di una loro comprensione, di vederle, osservarle, analizzarle tutte, e non a livello mondiale. Non si tratta dunque, contrariamente alla tipica affermazione superba ch'è capitato a taluno di leggere, di un problema esclusivamente odierno. Per i melodrammi con libretto in italiano di Händel (in altra epoca scritto anche Haendel) gli impresari inglesi fornivano già, mettendo a fronte dei versi in idioma straniero riassunti molto ma molto sintetici in lingua inglese, app per leggere velocemente la trama.

Nessuna croce...

...manca; od anche: "Nullum est sine nomine saxum"?

lunedì 5 novembre 2018

Tecnicamente...

...o meglio praticamente, "effettualmente", in una analisi antropina del mondo, la maggioranza degli oggetti fisici è assieme anche oggetto sociale. D'altra parte, allo stato, se si vuole astrarre da una fede, solo l'uomo è in grado di analizzare, ed in grado di esporre nonché ricevere e ricomporre tale analisi e tramite tale processo costruire una società che gli sia utile per il fine principale di (soprav)vivere.

sabato 3 novembre 2018

Fortunatamente...

...mutare i passi lungo le pagine del testo criticamente fissato di Frankenstein or the modern Prometheus con frequenza ad osservare fermandosi le singole parole o le giunzioni che tra esse intercorrono ha riscattato una persona dalla prima colpa conscia che le rodeva la mente quando aperse il tomo, ossia quella di lèggere un romanzo "troppo" famoso - anche se certo si può sospettare che in Italia, esclusi alcuni specialisti o degli onnivori insaziabili, pochi fra gli spettatori delle varie riscritture / riduzioni visivo - cinematografiche dell'opera sappiano probabilmente come quelle siano state precedute da una versione cartacea in più volumi -; infatti fa esplodere due preconcetti aventi una propria particolare complessità ulteriore: quello della anche non del tutto prossima ma relativamente vicina nel tempo lingua inglese come immobile "gramatica" moderna (Dante, Convivio e De vulgari eloquentia), poiché certe forme delle parole e certe "inversioni" sintattiche depongono ossia martirizzano decisamente contro il "fatto"; e quello della scrittrice (-ore) romantica (-o) nella composizione ratta dal furore che conferisce forma al racconto apparso dal nulla, perché proprio essa traccia per iscritto il ritratto del[la] romanziera (-e) che foggia il Chaos, cioè qualcosa di preesistente. La seconda colpa da cui la salvò - pur se dovette resistere all'impulso di smettere dopo la sopravvenuta scoperta - fu di partecipare alle celebrazioni del bicentenario, che d'altra parte in Italia è passato pressoché sotto silenzio: continuava a spingerla non il "dovere" legato alla fatale scadenza, ma la promessa fatta qui di tornare sulla letteratura in lingua inglese dopo Shakespeare: a Marlowe e Wakefield e Richardson nonché Ryder - Haggard aggiunse perciò i due ginevrini della Wollenstonecraft - Shelley; indi, per quanto possibile nei tempi forzosamente contingentati da una serie di "obblighi" giornalieri, Charles Robert Maturin e Maria Edgeworth, di cui The absentee ancor oggi risulta ahinoi appena scalfito dall'atto di lettura senza p antecedente alla prima parola. Con tutto ciò, l'animo del fondatore dell'elideismo si è trovato più lieve, incredibilmente più lieve di fronte alle striminzite tre colonne parziali dedicate ad un "importante convegno" annunciato sull'opera, che è soltanto una fra altre dell'autrice.