sabato 3 novembre 2018

Fortunatamente...

...mutare i passi lungo le pagine del testo criticamente fissato di Frankenstein or the modern Prometheus con frequenza ad osservare fermandosi le singole parole o le giunzioni che tra esse intercorrono ha riscattato una persona dalla prima colpa conscia che le rodeva la mente quando aperse il tomo, ossia quella di lèggere un romanzo "troppo" famoso - anche se certo si può sospettare che in Italia, esclusi alcuni specialisti o degli onnivori insaziabili, pochi fra gli spettatori delle varie riscritture / riduzioni visivo - cinematografiche dell'opera sappiano probabilmente come quelle siano state precedute da una versione cartacea in più volumi -; infatti fa esplodere due preconcetti aventi una propria particolare complessità ulteriore: quello della anche non del tutto prossima ma relativamente vicina nel tempo lingua inglese come immobile "gramatica" moderna (Dante, Convivio e De vulgari eloquentia), poiché certe forme delle parole e certe "inversioni" sintattiche depongono ossia martirizzano decisamente contro il "fatto"; e quello della scrittrice (-ore) romantica (-o) nella composizione ratta dal furore che conferisce forma al racconto apparso dal nulla, perché proprio essa traccia per iscritto il ritratto del[la] romanziera (-e) che foggia il Chaos, cioè qualcosa di preesistente. La seconda colpa da cui la salvò - pur se dovette resistere all'impulso di smettere dopo la sopravvenuta scoperta - fu di partecipare alle celebrazioni del bicentenario, che d'altra parte in Italia è passato pressoché sotto silenzio: continuava a spingerla non il "dovere" legato alla fatale scadenza, ma la promessa fatta qui di tornare sulla letteratura in lingua inglese dopo Shakespeare: a Marlowe e Wakefield e Richardson nonché Ryder - Haggard aggiunse perciò i due ginevrini della Wollenstonecraft - Shelley; indi, per quanto possibile nei tempi forzosamente contingentati da una serie di "obblighi" giornalieri, Charles Robert Maturin e Maria Edgeworth, di cui The absentee ancor oggi risulta ahinoi appena scalfito dall'atto di lettura senza p antecedente alla prima parola. Con tutto ciò, l'animo del fondatore dell'elideismo si è trovato più lieve, incredibilmente più lieve di fronte alle striminzite tre colonne parziali dedicate ad un "importante convegno" annunciato sull'opera, che è soltanto una fra altre dell'autrice.

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