mercoledì 7 novembre 2018

Non si sa più...

...come dirlo: un cittadino di un paese democratico dalla pelle verde in uno stato la cui maggioranza del popolo abbia altro colore; che adori Krsghar e tutta la sua prole divina tra individui professanti in maggioranza religione al tutto diversa, ha tutto il diritto ad essere designato coll'aggettivo che s'assegna a tutti gli altri. Un cittadino straniero di qualunque colore e professante qualunque religione, ivi compresi quelli della maggioranza di quello stato, rimarrebbe sempre e comunque straniero, se si dà al riconoscimento legale della cittadinanza il valore che dovrebbesi secondo proclamati pubblicamente sistemi di pensiero. Già è stato spiegato che a partire dalla base descritta il problema diventerebbe del singolo "insoddisfatto", che non eliminerebbe la legittimità di una azione punitiva di fronte al reato, tanto più grave quanto ampia ("cento passi...", scrivea nonostante quanto prima erroneamente Montaigne in tema) fosse la violazione.

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