sabato 24 novembre 2018

Romanzi "non -...

...fiction" erano dichiaratamente, per quanto più o meno scherzosamente, per quanto basantisi sulla conoscenza della ludica affidabilità conferita loro dalla maggioranza, dai primi versi e dalle righe iniziali moltissimi cavallereschi in prosa ed in versi che traevano la loro materia dalle più che assai numerose e lunghissime cronache segrete di Turpino (Agrippina di Pietro Maria Franco I xi - xii: "Ritrovandomi un giorno in certo loco, qual era pien d'antiqui libri e carte; Und'io mi puosi con piacer non poco Ricercar se vi fusse in qualche parte Cosa che degna fusse non dil foco, Ma di memoria, e ponerla in disparte, Mi occorse ne le man un libreccino Che forsi ben fu scritto da Turpino.|| Il qual aprendo, subito compresi Quell'esser di memoria e laude degno; Und'io, che già per sdegno al tempio resi L'amorosi pensier, feci un disegno Di racquistar i dì per me mal spesi Col mio (benché silvestre e rude) ingegno, Reducendo di pros' i fatti in verso Qual fece Carlo in tutto l'universo) o dalla fonte verace su cui si basano i Promessi sposi, od alla meglio su fonti il cui autore dovrebbe garantire che "plurima vera esse, quae narrantur in historia arcana", ma dove pure solo il più si sospetta essere non falso. A condizione dunque che si intenda per non finto il contenuto dei romanzi attuali in maniera simile a quella, la loro aneddotica letteraria in forma narrativa sarà non falsa. S'è già scritto che ci sono vari motivi per cui si può definire parzialmente finta qualsiasi opera nel campo dell'arti della parola persino quando sia stesa volendo essere il più prossima che può al documento od alla realtà in "presa diretta".

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