sabato 15 dicembre 2018

Il valore intrinseco...

...della moneta non esiste. Posto che esista, ciò accade solo in due modi: a) è il valore al momento della produzione, non solo del supporto, ma puntuale delle macchine - usura degli ingranaggi etc. - e del salario degli individui che hanno partecipato alla produzione. In uno stato autenticamente sociale, l'ultimo costo dovrebbe essere superiore alla pura sussistenza almeno dell'individuo singolo; b) se anche la moneta, come mezzo di scambio, è una merce, come pare dalle quotazioni giornaliere, il valore intrinseco della moneta equivale quotidianamente al facciale rapportato alle quotazioni correnti, essendo anche la moneta esposta alle fluttuazioni, seguendo il medesimo principio di cui scrisse un economista inglese dell'Ottocento circa la pura forza fisica dell'operaio, del prezzo di ogni merce (anche la moneta, concreta o virtuale - costo dell'elettricità per far funzionare i terminali etc. - è una merce composta dai vari costi necessari a produrla: tutti i costi). Dunque il valore intrinseco di una moneta, differente dal facciale - non diverso, giacché i due sono riferiti allo stesso oggetto - avrebbe da variare, quando certuni intendono fare autenticamente mercato; a meno che non più tosto intendano - ipoteticamente, quindi, diciamo in media luce reipublicae - farlo.

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