mercoledì 16 gennaio 2019

Delle emozioni.

Alcuni punti. 1) Non esiste né un solo grado, né un solo modo per esprimere una o tutte le emozioni: ve ne sono vari, e si può dire quel che si vuole, l'esternazione dei "moti dell'animo" è socialmente (culturalmente) influenzata; 2) dipende a quale scopo si esterna: se solo per liberarsi di un peso, è un conto; se a fini sociali, un altro. Nel primo caso, esiste una pletora di mezzi di costruzione dell'espressione, i più quali medi tra sé ed un altro essere umano, e spesso slegati dall'emissione articolata di fiato dalla bocca. 3) posto che il fine dell'espressione sia un altro essere umano, se è vero che il silenzio provoca danni interni ed esterni - e: a) non è detto che chi, altro dal soggetto, riceve il danno, comunichi la situazione, oppure b) che chi dovrebbe cogliere la comunicazione del danno inflitto dalla propria mancata esplicitezza, abbia gli strumenti per interpretarla - è altresì vero che l'immancabile espressione non è detto approdi a risultati socialmente positivi: talvolta la risposta che si ottiene avrebbe reso preferibile il silenzio quando non la totale inattività. Ossia anche l'espressione provoca danno, non solo a sé, ma pure agli altri. In un grado estremo di socialità, come uno in cui viene prima non infliggere danno all'altro da sé...

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