martedì 29 gennaio 2019

L'individualismo...

...dell'occidentale moderno è la reazione alla consapevolezza che la sua molteplice individualità (sinolità) è assolutamente indifferente al meccanismo sociale: ciò fu còlto non solo ed enunciato (spesso come un vantaggio, poiché inizialmente consentiva di uscire dalla gabbia della trasmissione ereditaria del mestiere e dunque di spezzare la rigidità di classe) da Marx, bensì anche dalla teorica non così lontana nel tempo del capitalismo. Ma ciò si è trasformato di nuovo, sebbene in maniera diversa, nell'assorbimento dell'individuo nella sua attività produttiva, nella confusione tra umanità e capacità di generare reddito; e difatti da non poco tempo dignità umana ed esercizio di una professione qualsiasi tassabile si sono identificati persino in alcune teorizzazioni in via d'espansione con radice protestante. L'autentico universalismo attuale degli stati è un universalismo erariale, significativamente - sebbene erroneamente, per una democrazia - definito "fiscale": in questo, ovviamente, scompare la differenza tra cittadino e residente, sostituita da quella tra "contribuente" e "non - contribuente". Ma se l'uomo singolo diviene unicamente un meccanismo strumentale della "società", allora l'individuo si rapporta, nella misura in cui gli sono rimaste comunque alcune libertà, alla società unicamente come insieme di strumenti che gli consentono di sopravvivere; così guardando alla massa umana "sociale", da cui emergono più o meno temporaneamente alcuni individui particolari cui si lega spontaneamente sulla base di interessi comuni od affini che gli consentono di ampliare sé stesso. Ricaduta dell'istruzione universale.

Nessun commento:

Posta un commento