lunedì 11 febbraio 2019

L'indipendenza personale...

...nella società (post-) industriale capitalistica; ossia discussione di Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica, pag. 76, 1 - 6: "L'indipendenza personale fondata sulla dipendenza materiale {Perciò meglio: "l'emancipazione burocratica dell'individuo dai tutori legali per passare alla dipendenza - mediata - materiale dal 'padrone'} è | la seconda grande forma in cui si realizza per la prima volta | un sistema del ricambio sociale generale {mutamento di professione durante la "vita lavorativa" etc.; secondariamente nell'idea capitalistica, "ascensore sociale"} dei rapporti universali, dei bisogni universali {o di una porzione abbastanza ampia di "clientela"; e vedi la relazione dei clientes coi propri patroni a Roma, specie delle liberte; tornando al precedente "ascensore sociale", un modo per riuscire a prenderlo è riuscire a creare un bisogno} e delle capacità universali (capacità in greco "dunamis"; posta in atto origina una "dinastia")}. La libera individualità {Più o meno al modo descritto da Linguet; l'elideista non sa quanto si possa ciò definire "libertà". Dunque libera o piuttosto diversamente vincolata? Prima la nascita ti assegnava la professione; ora il "mercato". Ad oggi, in una teorica flessibilità ed una reale richiesta di specializzazione, ossia di autosegregazione delle capacità ad esercitare "efficientemente" un processo, nella maggioranza dei casi essere ritenuti ormai inadeguati ad una funzione ti priva di una qualsiasi altra possibilità. Stanno tornando rigidità. Il punto è che la "divisione del lavoro" non condiziona soltanto idealmente. La divisione è specializzazione, e se quella "peculiare" di un individuo è ritenuta non più "spendibile", l'individuo stesso è valutato totalmente inutile}.

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