mercoledì 20 febbraio 2019

Visto da "fuori"...

...il punto da mettere a tema è proprio quello delle "libertà naturali" (o degli arbitrii, se non si veda la libertà come assoluta), squilibrati tra uomo e donna. In effetti non è del tutto comprensibile razionalmente, se non "sminuendo" la riflessione sulla dignità umana ad un livello di bassissimo fenomenismo, perché l'uomo sarebbe della donna nei rapporti "più libero". E' solo enfatizzando con mala retorica la produzione di latte da parte della seconda, ed invece la mancanza di un corrispondente fenomeno nel donno (dunque non nei figli, che siano futuri liberi o meno) che si conclude erroneamente per la necessità del legame familiare per la donna, ossia che essa debba essere sposata necessariamente con un uomo - alcuni direbbero: "meglio: vir" -, e per tutta la vita. Sul tema della maggior libertà dell'uomo nel matrimonio, e che questo debba essere vita natural durante qui s'è gia scritto criticando negativamente quanto espresso da Georg Wilhelm Friedrich Hegel in Lineamenti di filosofia del diritto. Aggiungi di seguito in spregio che quanto sopra testimonia piuttosto per una necessità del vincolo fondato fisicamente, naturalmente (avverbi "sinonimi") tra madre e figli e - soprattutto - all'inverso. La relazione tra due adulti è naturale ma non necessaria, e ciò da entrambi i lati; ancor meno è necessario per natura il matrimonio, istituzione giuridica; e quand'anche due esseri decidessero di stipulare il contratto, non sono in esso inclusi più doveri per la donna e meno per l'uomo, dato il rapporto totalmente reciproco: s'intende per la sua durata - attenzione - temporanea, fino certo alla possibilità che esso giunga fino al termine della vita di uno dei due.

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