martedì 12 marzo 2019

Anche un solo (Ma almeno II)...

...senso fornisce una rappresentazione del mondo; e più numerosi sono i sensi disponibili al soggetto, e maggiore è la loro raffinatezza e profondità, migliore la loro coordinazione reciproca, più prossima al cosiddetto ottimo è la rappresentazione che forniscono. Il "problema" pare essere quello per cui ci sarebbe un senso prevalente sugli altri ogni volta, così in ciascuna branca di quadrupedi o bipedi, come in qualsivoglia differente esemplare di una singola specie. Ma ciò non toglie che anche il semplice tatto dispensa, per quanto circonfusa di (relativa) vaghezza, una rappresentazione, o che la fornisca l'ottavo senso congiurato cogli altri eventuali sette di un essere: certo in qualità di "elaborazione (relativamente) centralizzata e ridistribuita". L'idea dunque schopenauriana (ma non soltanto sua) che il mondo cominci alla apertura del primo occhio è sbagliata, se intesa sensu stricto.

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