martedì 30 aprile 2019

Tuttavia...

...e cioè 'sempre, comunque', La guerra di Piero è una canzone contro tutte le guerre, non contro le guerre "ingiuste". Anche perché uno dei principi portanti è che nelle guerre moderne, dopo l'istituzione della leva obbligatoria, la maggior parte dei soldati è sul campo di battaglia perché costretto, e combatte - almeno finché non è temporaneamente certo di essere dalla parte del vincitore, perché allora si lascia in balia di una una delle sezioni della sua anima "non - razionale" - semplicemente per sopravvivere e, sostanzialmente, non si uccide quasi mai l'altro sulla base di un istinto di giustizia. Questo mi ricorda le annotazioni di taluno allo stupore di Michel Eyquem de Montaigne circa l'atteggiamento "meschino" e tutto terreno - ossia meschino perché terreno - di Francesco Guicciardini nei suoi giudizi sugli uomini, dove sembra che non condivida l'idea moderna del Rinascimento secondo cui quell'epoca rimise al centro l'uomo, il che significa pure che dava un valore meno iperuranico e più terreno alla nozione di virtù: ma lui nel Rinascimento viveva dentro. Magari quel tale estrarrà il blocco dagli appunti, nei quali anche avvicinava Guicciardini al suo "nemico" Machiavelli, seppur la virtù machiavelliana è differente da quella di Guicciardini.

Se nello Schopenauer...

..."maggiore", espresso nel Mondo come volontà e rappresentazione, tutto non è che una rappresentazione del soggetto, allora il principio stesso non è che una rappresentazione di quello. Considerate nel discutere però il tema, che andrebbe affrontato in un modo preciso secondo il filosofo stesso, poiché in quell'opera mostra a ripetizione di esigere la lettura delle sue opere anteriori come premessa (con ciò affermando una stabilità sistematica dei testi, addirittura un hoc post hoc, che andrebbe minuziosamente verificato nella sua esattezza) necessaria alla comprensione dell'ultima - e per la stampa, fu di fatto così, vivo chi la scrisse -. Il contrario esatto dell'idea hegeliana secondo cui la filosofia non ha tradizione, dato che i rimandi interni al corpus di un autore (come, del resto, quelli esterni) si potrebbero ben chiamare tradizione.

lunedì 29 aprile 2019

Parlato...

..."O.K." è composto da quattro suoni; "bene" sempre da quattro. Qui abbiamo davvero un caso in cui lo scritto, per dir così, inganna: le due lettere scritte condizionano la scelta nel parlato insieme all'anglomania, facendo credere che dire "O.K." sia più veloce che dire "bene", a conferma. La teoria elideista non esclude l'uso delle parole straniere - posto che quando una lingua minoritaria per numero di parlanti in uno stato è comunque ufficiale, per l'elideista non è straniera -, ma preferirebbe assai la limitazione a questi tre casi qui di seguito: a) ovvero il più forte, quando la parola straniera colmi davvero un vuoto terminologico dell'idioma d'arrivo; b) quando davvero sia più breve; c) quando non ci si ricordi (orribile) la parola corrispondente della lingua natia.

"O, nella...

...visione elideista, la differenza integrativa, extraeconomica, che v'è tra i singoli".

sabato 27 aprile 2019

Come per Aristotele...

...il monismo successivo continua a pensare che Senofonte ateniese (perché abbiamo pure Senofonte efesio: Τὰ κατ' Ἄνθειαν καὶ Ἀβροκόμην Ἐφεσιακά) sia filosofo nelle opere "socratiche", ossia nei Memorabili e nell'Apologia, nel Convito; che sia invece tutt'altro nell'Anabasi, nelle Elleniche e nella Ciropedia Caso particolare l'Economico. Lo Stagirita prova molta difficoltà a farsi considerare filosofo nelle opere sugli animali, nei Problemi e persino nella Retorica, per alcuni, mentre è "ovvio" che sia filosofo nella Meta - fisica, nel De anima, nelle due etiche e tutt'al più nelle "opere" logico - dialettiche. Ma forse si tratta di un equivoco, forse Senofonte è filosofo anche quando scrive di cavalleria, di gestione della casa, di pedagogia e di come governare un impero (governando gli uomini), di storia e di una ritirata. L'atteggiamento accennato all'inizio si avvicina a quello di Montaigne quando censura Cicerone per il suo etimologizzare, suddividere, "perdersi" in preamboli descrittivi: quell'atteggiamento col quale il buon guascone opera una sovrapposizione del proprio parere circa il modo in cui si debba scrivere per trattare di filosofia, di quale debba essere l'argomento, a due autori, l'uno di millenovecento, l'altro di duemilaquattrocento anni prima. Perché si tratta di un parere; ma è vero: bisogna essere assertivi. Tuttavia, gli uomini non sono tutti identici neppure oggi per quanto si facciano grandissimi sforzi per ottenere il risultato, e Platone non scrisse con in testa Montaigne od un amministratore d'impresa odierno; così il Cicerone che annoia il francese per provocazione, od il Senofonte che scrive di Agesilao, ritenuto solo un biografo quando non uno smaccato panegirista asservito dai moderni, cui egli non si rivolgeva, potrebbe aver avuto motivo di ritenere, causa visione assai differente del tema, di scrivere filosofia, nonostante le osservazioni del buon Michel sui rilievi mossi all'arpinate da Bruto ed altri: ed i suoi lettori persino. Così i preamboli e le ambientazioni platoniche sono parte probabilmente del suo modo di fare filosofia.

venerdì 26 aprile 2019

Un altro autore...

...che un elideista legge col cartellino appeso al collo dove qualcuno ha deciso di scrivere: "dimenticato". In realtà solo per incidente nello scritto qui commentato si parla (per usare una figura retorica) dell'autore, e piuttosto si accenna in qualche riga alla sua opera "più famosa", cioè meno dimenticata, tanto più in un paese come il nostro dove la mania per le culture letterarie altrui si ferma alla citazione di due titoli. Per fortuna (?) in giro da qualche parte nel mondo ancora v'è taluno che legge - faticosamente per difficoltà d'organizzazione del tempo dovute pure ad un metodo che a volte si presenta anche a lui come allucinante - Melmoth the wanderer su due supporti differenti. E' la teoria elideista che il libro cartaceo e quello elettronico, che l'edizione critica e la prima edizione, che il tascabile ed il volume per gli studiosi non siano (ma anche non sono, data la pratica) alternative tali per cui una escluda l'altra, e che si può leggere un testo francese anche in traduzione schweiz deutsch, mentre si legge "in originale". V'è chi deve ancora finire un intervento su William Goodwin. Se Melmoth dev'essere definito in italiano tramite una parola soltanto e non sintagma, allora vi son persone che propenderebbero per 'errante', 'errabondo', 'nomade': e si sa che i nomadi sono crudeli e distruttori, o così li vedono gli stanziali fin dal tempo del popolo dalla testa nera.

Agli occhi del fondatore...

...dell'elideismo, che, pur essendo al di là del bene e del male politico in quanto ipercritico, è certo più inclinato a sinistra che a destra, non è tanto questione di insultare il fascismo perché "fu una dittatura, e ci trascinò in guerra", od il suo fondatore per lo stesso motivo, poiché è ovvio; ma essenzialmente non si può non ammettere che non seppe commisurare le forze del paese, anche come "integrazione" di quelle dell'alleato, al progetto che aveva. Ed inoltre non si accorse, né probabilmente pensò mai alla possibilità, del fatto che navigava su di un mare di petrolio, già allora accettabilmente forte "arma geopolitica" che avrebbe potuto evitare quella coi fucili facendo guadagnare comunque posizioni al paese. Posto che le armi da fuoco e l'evoluzione tecnologica dei trasporti, nonché la mancanza di materie prime nella Penisola, avevano praticamente reso impossibile per l'Italia poter anche solo sognare l'Impero Romano od un Impero qualunque. L'unità s'era veramente compiuta da 22 - se non 21 - anni nel 1940, e negli anni '80 del XIX secolo erano rimasti perlopiù avanzi poco pregiati nelle terre emerse, per mettere insieme un sistema coloniale che supportasse credibilmente lo sviluppo del paese. Certo, criticare con forza razionale le ricette specie economiche della destra è difficile ad una sinistra owenista, essenzialmente piccolo borghese e "ministeriale", che anche quando si proclamava "comunista" dopo la Seconda Guerra Mondiale ed amministrava quartieri, comuni, province e regioni in abbondanza, non si preoccupò mai di dotare una che una biblioteca fra quelle delle tante istituzioni disponibili della serie dell'edizione critica del testo tedesco delle opere di Marx ed Engels, e di promuoverne lo studio. Sarà perché l'edizione era curata in un paese "inadatto" prima, ed ora perché tanto il marxismo ha fallito e l'interesse storico - critico è ancora assente.

mercoledì 24 aprile 2019

Volete imparare...

..."l'arte del digiuno"? Diventate poveri al punto da dover spendere il meno possibile per mangiare: dimagrirete a chili l'anno fin sotto la soglia del cosiddetto "peso forma".

martedì 23 aprile 2019

Sul rifiuto capitalista dello Stato.

Sostenere che ogni spesa statale (fin quando non si fosse riusciti a creare la società orizzontale a libera associazione degli umani obiettivo di Marx etc.) sia sottrarre agli individui risorse inutilmente significa che bisognerebbe sopprimere anche quelle istituzioni che tutelano il diritto di proprietà del buon borghese proprietario capitalista, e tornare ad esporre il trasferimento dei beni all'arbitrio della forza fisica od armata; ora, chiaramente il buon borghese stesso si opporrà ad un'idea in base alla quale lui perderebbe ripetutamente la sua "legittima proprietà" (e qui aggiungo rispetto ad una pregressa versione: "si noti 'legittima' ") - certi teorici capitalisti sostengono come fatto (od anche Fato) appunto che il capitalista stesso ha un diritto forzoso al profitto su quanto deriva dall'impegno / concentrazione del capitale; ma eliminata ogni tassa, altrettanto accadrebbe alle entrate dello stato che non potrebbe mantenere i tribunali o la polizia in grado di riscuotere forzosamente i crediti del capitalista da un debitore con un fisico più possente di colui che reclama i propri diritti. Se dunque la forza statale (elogiata da Hegel nei Lineamenti, sicché lo Stato è al di sopra dell'individuo) è necessaria alla protezione dei diritti dell'appunto individuo, particolarmente del borghese proprietario, è altresì necessario nutrirla, mantenerla: e ciò si ottiene con qualche forma di tassa, cioè di organizzazione, ordinamento; o di tributo, ossia di riscosso in base alla ripartizione dei paganti e la distribuzione a ciascuna parte di una quota proporzionale del tributo, in moneta od in natura, che si tratti di cittadini o, sostitutivamente, di sottoposti; oppure colla schiavitù.

sabato 20 aprile 2019

Tesi su Feuerbach 6.

"Feuerbach dissolve l'essenza religiosa nell'essenza umana [il che ancora allo stato attuale delle conoscenze, è inevitabile, essendo l'uomo unico animale terrestre in grado di plasmare una religione]. Ma l'essenza umana non è qualcosa di astratto inerente a ciascun individuo [nel discorrere umano stesso tende ad essere l'insieme degli elementi comuni rilevati astrattamente]. E', nella sua realtà la riunione delle sue relazioni sociali". L'individuo umano è definibile tale per la sua stessa insistenza corporea singola nel flusso del Divenire.

venerdì 19 aprile 2019

E tuttavia...

...come dire? Ah sì: "Warhol era un'altra storia" è la tipica frase snob che fra vent'anni potrebbe essere oggetto di riso mentre il posto di Warhol sarebbe stato preso da un altro. Inoltre era la frase che taluni dicevano guardando i lavori di Warhol paragonandolo ad un precedente, nei tempi in cui lavorava e della sua "estetica" si discuteva ferocemente.

giovedì 18 aprile 2019

Libero arbitrio...

...moderne malvagie tecnologie e Prodico di Ceo. Naturalmente si tratta del fatto che ad oggi i "mezzi di distrazione di massa" - primi i videogiochi: e chissà perché l'immagine è presa da un date game, visto che si fanno pessime scelte anche dal vivo - uccidono l'anima dell'uomo impegnandogli il tempo in diversioni che riproducono la binarietà della programmazione elettronica. Una possibile risposta a taluni è sembrata questa: "Almeno secondo certe teorie filosofiche (-teologiche) non bisogna confondere libero arbitrio e libertà. Il libero arbitrio è interiore, e secondo taluni può rimanere non influenzato anche quando l'azione fisica che si esplica all'esterno è impedita (libertà: l'azione non impedita è già, come saprà più d'uno, importante in Aristotele). Bisognerebbe poi tenere conto che le azioni dell'individuo sono ben presto in parte condizionate da educazione ricevuta, convenzioni sociali etc. etc. Mettere in guardia da uno schema fizionale binario inoltre significa appunto aderire all'idea che la scelta umana sia effettivamente poco più di un programma a due scelte, di un circuito aperto o chiuso. L'aneddoto di Ercole al bivio ideato pare da Prodico di Ceo è efficace, e la sofistica andrebbe rivalutata sottraendola al giochino retorico del gruppo di falsi e malvagi; tuttavia, ci sono anche i trivi ed i quadrivi , e dipende anche da quanti bivi ci sono. Nella genealogia, la stessa strada può ricombinare in più modi differenti lo stesso "patri"monio".

mercoledì 17 aprile 2019

E comunque...

...la dottrina marxiana è umanesimo. Quella marxiana patentemente; quella marxista etc., chissà... Questo non vuole affatto dire che la dottrina marxiana fosse il Perfetto sia di fronte agli avversari che ai successori, è ovvio.

martedì 16 aprile 2019

#Senza parola chiave.

Se vi consola dire mentre brucia che comunque è solo una ricostruzione ottocentesca (si sa, "i restauri allora erano pessimi"), fate pure.

lunedì 15 aprile 2019

Ma il "Grande (Anatolia XXV)...

...capo" di Istanbul (giudicando dalla frequenza con cui è presente sullo stretto) voi l'applaudiste quale moderato, ai bei tempi dell'elezione.

sabato 13 aprile 2019

Ancora molti...

...conoscono la fine dei poemi classici: eppure si vendono lo stesso (e sì, gli acquisti per dovere scolastico sono esclusi dal conteggio).

venerdì 12 aprile 2019

E due.

Comunque è divertente che coloro i quali urlano: "Questi miliardari ci affamano", eleggano un miliardario convinti che li farà tornare a mangiare con regolarità.

Quando...

...essere o no, pare, rilevante non è. C'era anche una traduzione al momento in non ricordo che lingua del verso di Shakespeare che citano tutti; e forse per questo è meglio sia finito nell'oblio.

mercoledì 10 aprile 2019

Di parte.

David Ricardo, On the principles... edizione 1821, pagina 206, righe 17 - 8, e commento: "Every new tax becomes | a new charge on production and raises the natural price" {Questo non è il prezzo naturale, è il prezzo che pareggia i costi di produzione almeno: è un prezzo di produzione. D'altronde non può essere un prezzo naturale, poiché la tassa è una istituzione "sociale". Inoltre, tanto più nella teorica capitalistica rappresentata pressoché perfettamente dal buon uomo di Londra, esponente delle acrobazie per ottenere sempre lo stesso ricavo al variare delle quantità vendute e dei prezzi, il prodotto non viene mai venduto a prezzo di costo, se non in periodi di estrema difficoltà, dall'accorto capitalista; e comunque per l'analisi marxiana (che dal lato borghese è ideologicamente errata: quanto all'erroneità tecnica generale, pur considerati taluni difetti...) il capitalista accorto guadagna sulle quantità e la circolazione anche in perdita relativamente al singolo oggetto mercificato. E continuando a 19 - 22:} "A portion of the labour of the country which was | before at the disposal of the contributor of the tax, | is placed at the disposal of the State and cannot therefore be employed productively" {continua l'osservazione precedente: se poi invece il capitalista vuole mantenere ed eventualmente accrescere la percentuale di profitto - ma vedremo qui di seguito riproducendo "artigianalmente" la tabella della pagina 111, anche solo il ricavo -:} "When 180 quarters were produced on the land paying no rent, and its price was 4 l.(ivres) per quarter, it is sold for 720 ₤". "And when 170 quarters were produced on the land paying no rent and the price rose to 4 l.(ivres) 4 s.(hillings) 8 d(enarii - pennies -) is still sold for 720 ₤" ₤. "So 160 quarters at 4 l.(ivres) 10 s(hillings) produce 720" ₤. "And 150 quarters at 4 l.(ivres) 16 s.(hillings) produce the same sum of 720" ₤. {continua la nota: rispetto al costo di produzione su ogni singolo esemplare del prodotto...bisognerebbe modificare le percentuali di valore di scambio, di profitto, assegnate al capitalista ed al dipendente fino al raggiungimento almeno del 50 % ciascuno, riconoscendo la dipendenza reciproca intercorrente tra lavoro e capitale - posto che comunque quest'ultimo, esclusa la produzione spontanea della terra o casi come il furto del miele alle api da parte dell'uomo / proprietario del terreno su cui si trovasse l'alveare come un orso qualunque - non ottiene nulla da solo. Il valore di scambio che si genera infatti ad ogni passaggio di mano del bene mercificato è un valore superiore numericamente al costo di produzione, quindi matematicamente e non solo divisibile in due o più parti il più vicino possibile in termini di consistenza all'uguaglianza}. Altre osservazioni in ulteriori interventi. S'intende sempre il presupposto che un capitale maggiormente distribuito e quindi meno immobilizzato ma più circolante, poiché la maggiore e più veloce e più frequente circolazione di una massa più ampia di denaro è il presupposto di un superiore accrescimento del denaro stesso, è anche di maggior giovamento "economico" generale. Dunque l'esposizione ricardiana vuol vellicare quelli che sa essere i suoi lettori. E' assai più di quanto voglia far credere tendenziosa: in questo senso, di parte.

martedì 9 aprile 2019

Ovviamente...

...non appena "le regole di un genere" artistico vengono fissate, ricominciano le "contaminazioni", le quali però prima non si chiamavano così, perché non esisteva la griglia obbligata - appunto all'incirca - di ciascun genere.

lunedì 8 aprile 2019

Prima di tutto...

...un essere umano si riproduce se vuole; quindi se trova un altro essere umano che voglia farlo con lui. Poste queste due colonne su cui reggere il ragionamento, si può proseguire. Ossia: dal punto di vista meramente naturale sia il maschio che la femmina umana sono nati, direbbe qualcuno, col fine della perpetuazione della specie: è dunque errato sotto un certo profilo dire che il ruolo riproduttivo della donna (termine desemantizzato in italiano, ché altrimenti sarebbe ipocrita, discendendo da DOMINA, ossia "padrona, signora", sicché dovrebbe essere la donna a comandare) è sociale; è sociale - meglio culturale - come direbbe ancora oggi Wilhelm Reich, il matrimonio monogamico indissolubile, quello cui essa sarebbe "costretta", una volta che un maschio qualunque l'avesse "onorata" del suo interesse, a cedere al di lui diritto irrefutabile, posto che altri maschi - principalmente il padre, ma anche il maschio più anziano della famiglia, e talvolta persino i figli - trovino il candidato con una dotazione sufficiente di ricchezze, di sposarla, e rimanere vincolata a lui addirittura oltre la propria capacità riproduttiva ed al di là di quel punto nel tempo nel quale in casa non vi è più alcun figlio da crescere. Il miglior campione di questa assurda conseguenza in base alle premesse, per cui la donna è utile unicamente a riprodursi e tuttavia ha da rimaner serva al focolare dello sposo, è il signor Hegel, allo stato delle letture, il pastore mancato. Non sembra dunque corretto dire che naturalmente la funzione della donna non è la riproduzione; ma che - poste le premesse all'inizio di questo scritto -, se accogliamo una simile proposizione, dobbiamo anche ammettere che a rigore e dall'angolazione naturale, tale funzione esclusiva deve assegnarsi puranco al maschio colle medesime restrizioni che invece l'uomo di Stoccarda assegna alla donna, essendo il matrimonio vita natural durante pura istituzione umana, se non è più corretto dire maschile. Ed inoltre, "legando" la funzione della donna monisticamente alla procreazione ed all'allevamento, sarebbe necessario concludere che, non appena uscito di casa l'ultimo figlio, il matrimonio risulti sciolto, perché evidentemente la funzione riproduttiva in quel contesto risulta terminata per volontà altrui, e quella d'allevamento indicherebbe nel vuoto altrettanto, anche allorché la donna avesse trentasei anni. "In quel contesto" non vuol dire, ovviamente, che debba cercarne un altro per il puro fatto di poter ancora assolvere alla funzione con un "soggetto" differente.

sabato 6 aprile 2019

venerdì 5 aprile 2019

Se noi...

...consideriamo la definizione più diffusamente associata al termine "automazione" e conseguentemente al suo opposto "disautomazione" oggi; quindi leggiamo le citazioni che escono su di un motore di ricerca con la chiave "Benraist", dobbiamo prendere atto che la seconda sta perdendo: continua ad aversi per risultato, in originale ed in traduzione, diecine di volte il passo di El Aleph, opera di Jorge Luis Borges, il che tradisce una iperbolica automazione del citare.

giovedì 4 aprile 2019

"L'occidentale"...

...non vive in un mondo liberal - democratico, bensì liberist - "democratico" (e Proudhon aveva una certa idea di democrazia, per esempio), di crescente laissez - faire crematistico concentrante quale guida della "politica" e di "importazione trasversale" (guerra) di operarii (colla mano o colla mente) a basso costo e muti. Anche se questo non autorizza gli importati a fare i comodi propri là dove approdano scatenando una guerra tra (un numero sempre più alto di) poveri.

mercoledì 3 aprile 2019

Scippo culturale (I)V.

E Balilla fu, prima di un certo ventennio, simbolo di libertà e di opposizione alla violenza tesa ad umiliare l'essere uomo come gli altri, specie in casa propria contro chi la occupa violentemente.

martedì 2 aprile 2019

Ed il titolo...

...originale del romanzo forse più famoso di John Ernest Steinbeck Junior è "Of mice and men": "Di topi e d'uomini". Si noti pure che The Grapes of Wrath si potrebbe tradurre non tanto "Il grappolo della furia"; ma, retoricamente, "il frutto", la "bevanda" o la "còppa". Una citazione / variazione della Bibbia dunque, ovvero Geremia 25, 15: "Take from my hand this cup filled with the wine of my wrath and make all the nations to whom I send you drink it". Vulgata: “Sume calicem vini furoris huius de manu mea et propinabis de illo cunctis gentibus, ad quas ego mittam te".

lunedì 1 aprile 2019

Per definizione...

...nell'esercito tutti sono dei sottoposti: dal soldato semplice al generale di corpo d'armata, che è sottoposto al compito della libertà - esterna certo, ma soprattutto interna - della Patria, dei suoi cittadini.

Difficile...

...non è identico a "sbagliato", sia chiaro. Anche se capisco il meccanismo: e subito dopo lo scaccio dalla mia vista a scudisciate ridendo sardonicamente.