venerdì 26 aprile 2019

Agli occhi del fondatore...

...dell'elideismo, che, pur essendo al di là del bene e del male politico in quanto ipercritico, è certo più inclinato a sinistra che a destra, non è tanto questione di insultare il fascismo perché "fu una dittatura, e ci trascinò in guerra", od il suo fondatore per lo stesso motivo, poiché è ovvio; ma essenzialmente non si può non ammettere che non seppe commisurare le forze del paese, anche come "integrazione" di quelle dell'alleato, al progetto che aveva. Ed inoltre non si accorse, né probabilmente pensò mai alla possibilità, del fatto che navigava su di un mare di petrolio, già allora accettabilmente forte "arma geopolitica" che avrebbe potuto evitare quella coi fucili facendo guadagnare comunque posizioni al paese. Posto che le armi da fuoco e l'evoluzione tecnologica dei trasporti, nonché la mancanza di materie prime nella Penisola, avevano praticamente reso impossibile per l'Italia poter anche solo sognare l'Impero Romano od un Impero qualunque. L'unità s'era veramente compiuta da 22 - se non 21 - anni nel 1940, e negli anni '80 del XIX secolo erano rimasti perlopiù avanzi poco pregiati nelle terre emerse, per mettere insieme un sistema coloniale che supportasse credibilmente lo sviluppo del paese. Certo, criticare con forza razionale le ricette specie economiche della destra è difficile ad una sinistra owenista, essenzialmente piccolo borghese e "ministeriale", che anche quando si proclamava "comunista" dopo la Seconda Guerra Mondiale ed amministrava quartieri, comuni, province e regioni in abbondanza, non si preoccupò mai di dotare una che una biblioteca fra quelle delle tante istituzioni disponibili della serie dell'edizione critica del testo tedesco delle opere di Marx ed Engels, e di promuoverne lo studio. Sarà perché l'edizione era curata in un paese "inadatto" prima, ed ora perché tanto il marxismo ha fallito e l'interesse storico - critico è ancora assente.

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