sabato 27 aprile 2019

Come per Aristotele...

...il monismo successivo continua a pensare che Senofonte ateniese (perché abbiamo pure Senofonte efesio: Τὰ κατ' Ἄνθειαν καὶ Ἀβροκόμην Ἐφεσιακά) sia filosofo nelle opere "socratiche", ossia nei Memorabili e nell'Apologia, nel Convito; che sia invece tutt'altro nell'Anabasi, nelle Elleniche e nella Ciropedia Caso particolare l'Economico. Lo Stagirita prova molta difficoltà a farsi considerare filosofo nelle opere sugli animali, nei Problemi e persino nella Retorica, per alcuni, mentre è "ovvio" che sia filosofo nella Meta - fisica, nel De anima, nelle due etiche e tutt'al più nelle "opere" logico - dialettiche. Ma forse si tratta di un equivoco, forse Senofonte è filosofo anche quando scrive di cavalleria, di gestione della casa, di pedagogia e di come governare un impero (governando gli uomini), di storia e di una ritirata. L'atteggiamento accennato all'inizio si avvicina a quello di Montaigne quando censura Cicerone per il suo etimologizzare, suddividere, "perdersi" in preamboli descrittivi: quell'atteggiamento col quale il buon guascone opera una sovrapposizione del proprio parere circa il modo in cui si debba scrivere per trattare di filosofia, di quale debba essere l'argomento, a due autori, l'uno di millenovecento, l'altro di duemilaquattrocento anni prima. Perché si tratta di un parere; ma è vero: bisogna essere assertivi. Tuttavia, gli uomini non sono tutti identici neppure oggi per quanto si facciano grandissimi sforzi per ottenere il risultato, e Platone non scrisse con in testa Montaigne od un amministratore d'impresa odierno; così il Cicerone che annoia il francese per provocazione, od il Senofonte che scrive di Agesilao, ritenuto solo un biografo quando non uno smaccato panegirista asservito dai moderni, cui egli non si rivolgeva, potrebbe aver avuto motivo di ritenere, causa visione assai differente del tema, di scrivere filosofia, nonostante le osservazioni del buon Michel sui rilievi mossi all'arpinate da Bruto ed altri: ed i suoi lettori persino. Così i preamboli e le ambientazioni platoniche sono parte probabilmente del suo modo di fare filosofia.

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