mercoledì 10 aprile 2019

Di parte.

David Ricardo, On the principles... edizione 1821, pagina 206, righe 17 - 8, e commento: "Every new tax becomes | a new charge on production and raises the natural price" {Questo non è il prezzo naturale, è il prezzo che pareggia i costi di produzione almeno: è un prezzo di produzione. D'altronde non può essere un prezzo naturale, poiché la tassa è una istituzione "sociale". Inoltre, tanto più nella teorica capitalistica rappresentata pressoché perfettamente dal buon uomo di Londra, esponente delle acrobazie per ottenere sempre lo stesso ricavo al variare delle quantità vendute e dei prezzi, il prodotto non viene mai venduto a prezzo di costo, se non in periodi di estrema difficoltà, dall'accorto capitalista; e comunque per l'analisi marxiana (che dal lato borghese è ideologicamente errata: quanto all'erroneità tecnica generale, pur considerati taluni difetti...) il capitalista accorto guadagna sulle quantità e la circolazione anche in perdita relativamente al singolo oggetto mercificato. E continuando a 19 - 22:} "A portion of the labour of the country which was | before at the disposal of the contributor of the tax, | is placed at the disposal of the State and cannot therefore be employed productively" {continua l'osservazione precedente: se poi invece il capitalista vuole mantenere ed eventualmente accrescere la percentuale di profitto - ma vedremo qui di seguito riproducendo "artigianalmente" la tabella della pagina 111, anche solo il ricavo -:} "When 180 quarters were produced on the land paying no rent, and its price was 4 l.(ivres) per quarter, it is sold for 720 ₤". "And when 170 quarters were produced on the land paying no rent and the price rose to 4 l.(ivres) 4 s.(hillings) 8 d(enarii - pennies -) is still sold for 720 ₤" ₤. "So 160 quarters at 4 l.(ivres) 10 s(hillings) produce 720" ₤. "And 150 quarters at 4 l.(ivres) 16 s.(hillings) produce the same sum of 720" ₤. {continua la nota: rispetto al costo di produzione su ogni singolo esemplare del prodotto...bisognerebbe modificare le percentuali di valore di scambio, di profitto, assegnate al capitalista ed al dipendente fino al raggiungimento almeno del 50 % ciascuno, riconoscendo la dipendenza reciproca intercorrente tra lavoro e capitale - posto che comunque quest'ultimo, esclusa la produzione spontanea della terra o casi come il furto del miele alle api da parte dell'uomo / proprietario del terreno su cui si trovasse l'alveare come un orso qualunque - non ottiene nulla da solo. Il valore di scambio che si genera infatti ad ogni passaggio di mano del bene mercificato è un valore superiore numericamente al costo di produzione, quindi matematicamente e non solo divisibile in due o più parti il più vicino possibile in termini di consistenza all'uguaglianza}. Altre osservazioni in ulteriori interventi. S'intende sempre il presupposto che un capitale maggiormente distribuito e quindi meno immobilizzato ma più circolante, poiché la maggiore e più veloce e più frequente circolazione di una massa più ampia di denaro è il presupposto di un superiore accrescimento del denaro stesso, è anche di maggior giovamento "economico" generale. Dunque l'esposizione ricardiana vuol vellicare quelli che sa essere i suoi lettori. E' assai più di quanto voglia far credere tendenziosa: in questo senso, di parte.

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