martedì 30 aprile 2019

Tuttavia...

...e cioè 'sempre, comunque', La guerra di Piero è una canzone contro tutte le guerre, non contro le guerre "ingiuste". Anche perché uno dei principi portanti è che nelle guerre moderne, dopo l'istituzione della leva obbligatoria, la maggior parte dei soldati è sul campo di battaglia perché costretto, e combatte - almeno finché non è temporaneamente certo di essere dalla parte del vincitore, perché allora si lascia in balia di una una delle sezioni della sua anima "non - razionale" - semplicemente per sopravvivere e, sostanzialmente, non si uccide quasi mai l'altro sulla base di un istinto di giustizia. Questo mi ricorda le annotazioni di taluno allo stupore di Michel Eyquem de Montaigne circa l'atteggiamento "meschino" e tutto terreno - ossia meschino perché terreno - di Francesco Guicciardini nei suoi giudizi sugli uomini, dove sembra che non condivida l'idea moderna del Rinascimento secondo cui quell'epoca rimise al centro l'uomo, il che significa pure che dava un valore meno iperuranico e più terreno alla nozione di virtù: ma lui nel Rinascimento viveva dentro. Magari quel tale estrarrà il blocco dagli appunti, nei quali anche avvicinava Guicciardini al suo "nemico" Machiavelli, seppur la virtù machiavelliana è differente da quella di Guicciardini.

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