venerdì 26 aprile 2019

Un altro autore...

...che un elideista legge col cartellino appeso al collo dove qualcuno ha deciso di scrivere: "dimenticato". In realtà solo per incidente nello scritto qui commentato si parla (per usare una figura retorica) dell'autore, e piuttosto si accenna in qualche riga alla sua opera "più famosa", cioè meno dimenticata, tanto più in un paese come il nostro dove la mania per le culture letterarie altrui si ferma alla citazione di due titoli. Per fortuna (?) in giro da qualche parte nel mondo ancora v'è taluno che legge - faticosamente per difficoltà d'organizzazione del tempo dovute pure ad un metodo che a volte si presenta anche a lui come allucinante - Melmoth the wanderer su due supporti differenti. E' la teoria elideista che il libro cartaceo e quello elettronico, che l'edizione critica e la prima edizione, che il tascabile ed il volume per gli studiosi non siano (ma anche non sono, data la pratica) alternative tali per cui una escluda l'altra, e che si può leggere un testo francese anche in traduzione schweiz deutsch, mentre si legge "in originale". V'è chi deve ancora finire un intervento su William Goodwin. Se Melmoth dev'essere definito in italiano tramite una parola soltanto e non sintagma, allora vi son persone che propenderebbero per 'errante', 'errabondo', 'nomade': e si sa che i nomadi sono crudeli e distruttori, o così li vedono gli stanziali fin dal tempo del popolo dalla testa nera.

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