mercoledì 22 maggio 2019

Ma...

Ma il progresso marxiano - che è altra cosa sia dal progresso marxista / leninista etc., e da quello owenista - è quel progresso che deve portare all'autosufficienza dell'individuo, alla superfluità della (sovra)struttura sociale come rapporto di dipendenza gerarchica di un individuo da un altro. Mentre ogni tentativo "socialista" fin oggi si è appunto incarnato nell'affogamento dell'individuo entro lo stato. Certe letture di Marx furono confutate da Marx stesso in vita, e l'elideismo vi ha trovato la conferma della sua lettura di Marx. Nei Russica l'autore contesta a Bakunin l'adeguatezza di una "società" a prevalenza agricola rispetto alla rivoluzione socialista, che è esattamente quanto è stato sostenuto tempo fa in un intervento qui. Il fatto è che si confonde il socialismo di Marx con quello dei suoi successori e, confondendo la "dittatura del proletariato" nonché la collettivizzazione dei mezzi di produzione, intermedi in Marx, colla fase finale del socialismo, che è tale in Lenin e persino in Gramsci, si pensa che il fallimento del socialismo partito unico / collettivista etc., sia il fallimento del socialismo marxiano. Si devia per ciò verso un socialismo riformista, riduttore delle sperequazioni, turatiano /owenista, che ovviamente, superato il socialismo finto reale, vorrebbe essere un "obiettivo minimo" - massimalismo e minimalismo -. Ma l'Unione Sovietica e tutto il sistema che le ruotava attorno non aveva affatto raggiunto il punto finale del socialismo marxiano svelandolo per il fallimento che era. Può darsi che il socialismo marxiano sia irraggiungibile: ciò non toglie che sia il socialismo marxista - leninista etc., sia la socialdemocrazia borghese minimalista non siano stati, né siano, l'uno il socialismo "reale", l'altro il socialismo democratico accettabile. Tantomeno uno dei due è il socialismo di Karl Marx.

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