giovedì 16 maggio 2019

Ora, i "fatti"...

...si esplicano ossia esteriorizzano in sensibili che debbono, per venir definiti tali, essere còlti, percepiti da senzienti, organi di senso; queste impressioni: gustate, odorate, udite e / o viste etc. (sinestesia) devono venir ridotte negli animali superiori ad impulsi elettrici che vengano trasmessi con velocità della luce attraverso i nervi al cerebro il quale rielaborali. Nell'essere umano ciò sospinge svariate reazioni riespressive (esplicare si può dire anche esprimere, pur avendo cura delle sfumature), di cui la più diretta fra tutte è la parola, frutto della complessità nella disposizione degli organi certo, ma cui "basta" finalmente la bocca col fiato; in caso d'arte (tecnica) differente dalla retorica pura, necessitano di penna, strumenti per la lavorazione di tessuti ("diversi fili..."), pennello, legno, vernici, metalli, creta etc. Ciò avviene attraverso una nuova disposizione data dall'individuo che, pur essendo sua parola, onde essere capita abbisogna di farsi lingua cioè sistema di comunicazione variamente interpersonale. Questa è la complessità per cui passa la resa - vedi esteriorizzazione, esplicazione, espressione - di un "fatto", tanto più in forma detta convenzionalmente oggi artistica; questa è la sua "immediatezza".

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