mercoledì 15 maggio 2019

Questi vostri...

...articoli sulla beatitudine della Ferrante causa anonimato che mantiene quale efficacissimo mezzo promozionale, oltre ad essere falsi (Elena Ferrante è appunto un nome perfettamente credibile ad un registro anagrafico: uno pseudonimo, un faulonimo direte; ma pur sempre un nome) non sono altro se non un pungolo a lei (?) diretto perché esca dal buio, e soprattutto a fine che spartisca il dolore delle interviste e presentazioni nonché di volumi firme cui sono sottoposti tutti gli artisti "normali" (il comune della cosiddetta eccezione), porgendo all'intervistatore specializzato un'altra cavia su cui esercitare il proprio "sadismo della noja", cioè quella sfilza o pallottoliere di domande su titolo, trama, idea - spesso 'filosofica' - che sta dietro l'opera e solita collanina di carabattole ordinate più o meno sempre in una fissa sequenza. "Lei" invece può darsi speri - se non la state già seviziando sotto altro nome, come qualcuno mostrò di ritenere in talune passate occasioni: ed allora il sorriso dell'anima potrebbe essere un suo modo per superiormente consolarsi nel mentre - di sfuggire almeno sotto la falda del nome mentito a tal gioco dove il corpo della pagina, della tavola, del bulino è pretesto per il trastullo con cavi e carrucole durante il quale l'autore è mutato in marionetta, persino dopo che si farà l'inventario della sua vera argenteria. Non volete, insomma, che questi scrittori siano "pen(n)e parlanti"? Ad alcuni neppure riesce di non lasciarsi andare all'esibizionismo. Ed inoltre, qui s'è già scritto: il testo fu letto (ahinoi) in pubblico, recitato senza attori - che gli attori, poi, nel testo sono i personaggi, non l'autore -, con una persona che "interpretava" a voce di volta in volta tutti i ruoli (come Ulisse tra i Feaci, avrebbe detto a lezione e lasciato all'inchiostro esprimere dei suoi scritti l'utinense) per non anni e non secoli, ma per millenni, letteralmente. Il reading? Ma mi faccia il piacere, non lo spacci per nuovo, ché non lo fecero manco per le teste di Eurialo e Niso infilzate sui pila.

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