giovedì 27 giugno 2019

Certo...

...le radici - letterali - della cultura europea sono più politeiste che monoteiste, e quand'anche si dovesse pensare ad una divinità unica, bisognerebbe preporre ad un dio padre una Dea madre (Gea, Cibele Κυβέλη Magna Mater), anche perché è più ovvio interpretare ogni diverso fenomeno come derivante da una diversa potenza. Solo con l'estensione del legame causa - effetto ad una catena costruita analogicamente osservando l'interazione bestiale ed umana si arriva alla conclusione che "la catena delle cause non può essere infinita ed il più deriva dall'uno, dunque deve esserci un'unica causa del Tutto", tra l'altro confutabile attraverso "l'analogia democratica". Dunque la polemica sulle "radici classiche o cristiane" dell'Europa, oltre a richiedere da parte di ciascuno la spiegazione di che intenda con "classiche" - taluni, adottando un certo vichianesimo ed una certa idea di sostenutezza del dettato, poiché collocano ad esempio Omero e Dante tra i "primitivi", manifestano anche perplessità ad includerli tra i classici -; oltre a dover essere riportata, se si vuole, a quella politeiste / monoteiste (il fortunato argomento della derivazione della cultura classica da quella ebraica è stato superato da un poco), sfumerà gli accenti polemici riconoscendo alla cultura ebraico - cristiana un ruolo imprescindibile di tronco culturale dell'eurosfera (Europa, Americhe, Australia e Nuova Zelanda in prevalenza), variamente contaminatio - ata (nel positivo senso terenziano) con quelle che fortunatamente non è riuscita a distruggere del tutto (né avrebbe potuto riuscirvi, diciamo in virtù d'impulsi naturali nella maggioranza almeno) e che, come ogni sostrato, per tutto il tempo più o meno fortemente reagiscono a ed interagiscono con la cultura che si è sovrapposta. Se dunque taluni trasformano un dato di fatto, semplificandolo, in snobismo, ciò non toglie che, rapportato ai dati disponibili, esso sia un dato di fatto, benché si debba essere avvertiti nel maneggiarlo, poiché bisogna ricordarsi che "cultura greco - romana" e "cultura politeista" non coincidono, neppure in Europa. Come già ribadito qui più volte, bisogna tener conto che, al di sopra delle sotterranee radici (ed infatti una parte non piccola dei prodotti della cultura europea sono materialmente andati perduti) una parte del "nostro" Aristotele, quello esoterico, è un Aristotele islamico. Tout se tient, anche senza accorgersene.

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