venerdì 7 giugno 2019

Una frattura...

...μύθος / λόγος è possibile solo se si interpreta il primo termine come 'parola' (vera o falsa, non conta) ed il secondo come 'calcolo': operazione possibilissima, se si supera all'indietro la sinonimia moderna secondo il quale il mito è un 'racconto falso' ossia un insieme di parole, discorso - Aftonio Προγυμνάσματα I, 2 - 3 - ed il logos un 'discorso vero' (il che ricorda Celso, Discorso vero / Αληθής Λόγος e potrebbe richiamare il fatto che taluni chiamavano "vero" il sofistico 'discorso più forte', mentre "falso" quello 'più debole'), ma pur sempre un 'insieme di parole'. Autrement, scissione non è possibile avere, poiché sia mythos che logos sono appunto parola o discorso. Il paganesimo comunque fu tollerante e pluralista a determinate condizioni, infatti i cristiani che si rifiutarono di tributare il culto al genio dell'imperatore vennero perseguiti in quanto la loro non omologazione agli altri in una cerimonia formale turbava inutilmente la tranquillità. Socrate morì in base ad una condanna come empio perché rifiutava "gli dei della città"; a Protagora bruciarono i libri, Alcibiade fu costretto a fuggire da Atene. Per le testimonianze che non riguardano direttamente Socrate, scarsi sono i motivi di sospetto, perché se si parte dal presupposto che i condannati fossero colpevoli, narrare della loro condanna era fare un esempio di giustizia. Si rilegga per esempio alla luce di questo intervento su questo sito Tema principe, risalente a più di un anno fa come prima composizione (ogni intervento va' sempre visto come "aperto": dimostrazione nelle brevi vicende di questo).

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