sabato 27 luglio 2019

Creare...

...sulla pagina verbale (perché la pagina può contenere in certi casi immagini e non voci) un'urbe immaginaria è atto di una semplice disarmante complessità. Certo l'operazione deve essere voluta lungamente e perseguita con pervicace costanza. Si tratta di avere al seguito senza difetto al meno una matita, un temperino ed un blocco degli appunti ogni volta che la Dea Fortuna o la volontà di o verso qualcuno ci mette in viaggio, ed allorché percepiamo sinanco il minimo sasso interessante, darci a descriverlo quanto più diffusamente è nelle nostre possibilità sul momento (casomai, piuttosto esteso) colle parole. E' assai probabilmente sconsigliabile l'uso ossia l'esecuzione, in ordine crescente, di disegni a supporto, come pure dipinti, elio / fotografie e filmati poiché, in ultima analisi, i tratti formeranno parole, dunque sembra ottimale dall'inizio impiegare quelle. L'occhio dovrà fornire quando possibile la propria partecipazione scrutando in maniera attenta e persino con diverse luci l'oggetto al centro dello studio, e con ancora maggiore impegno l'arma per scrivere abbondare in termini nell'intento di rendere l'aspetto: questo ora nel tal abitato, ora nel tal altro. Dopo un numero non basso di tragitti in effetto tali, ossia non da viaggiatore immobile, per quanto gli itinerari all'interno della propria stanza siano già stati dimostrati di non poco stimolo; di seguito a molte visioni di luoghi eventualmente indirette solo a supporto di quelle cavate dall'insediamento corporeo; dopo aver foggiato i testi di raccordo con particolare solerzia verso i punti di affluenza di un brano nell'altro; successivamente all'inserzione dei personaggi umani e bestiali nel paesaggio narrativo colle loro interazioni ed eremitaggi; dopo aver curato un abbozzo adeguatamente vasto di struttura retorica della pagina e di sfruttamento degli ordines verborum differenti, tornato ai dizionari nella propria casa ed ai vocabolari enciclopedici delle varie lingue onde precisare e, quando caso, "spostare" e più di rado estendere i significati: allora lo scrittore potrà dare inizio alla potatura, nella sua vigna, di ciò che gli paia superfluo, e di quanto valuta troppo ravvicinatamente ripetuto. E' quel che si dice arte del togliere, la quale solo a tal punto assume, dopo l'esercizio di quella dell'aggiungere, il suo senso, e così verrà formata la città ideale, composta.

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