martedì 9 luglio 2019

E così...

...piuttosto che non dare, in mancanza di altro, la dose quotidiana del necessario "pensiero positivo che ci salverà (come, cedendo per una volta all'orrendamente pervasivo paragone calcistico, nelle dichiarazioni stupidamente ossessive rilasciate continuamente dopo un certo mese del 2004: "Questa vittoria della nazionale greca di calcio rilancerà l'ottimismo nel paese e farà crescere l'economia"; come infatti s'è visto confermato dagli anni successivi di sanguinose catastrofi veramente economiche, e non retoriche in senso negativo, perché il risultato di bilanci truccati e "terapie d'urto" non è ricaduto sui milionari greci che, intervistati a Cortina d'Ampezzo sulla situazione risposero: "Perché, c'è la crisi? Non me ne sono accorto." Altro che patria, πατρίς.)", dopo aver scovato le prove che Michelstaedter s'è suicidato perché era pazzo e lo sapeva; ecco che l'uomo franco - nichilista viene rivelato (e non si rivela, come anche Levinas pare amasse formulare circa i suoi dogmi) quale infine ravvedutosi. Come inevitabilmente ravvedutosi. Montaigne notava quel passaggio di Platone nella Apologie secondo cui di fronte ai grandi pericoli gli esseri umani riscoprono (all'indicativo) la potenza divina. Ovviamente a disposizione per salvare proprio loro. Un autentico dio personale. E quale pericolo più terribile dell'inevitabile ultimo grado? Infatti non ha molto senso dire che la parola "speranza" non viene dalla paura della morte, bensì dalla parola biblica ("nobilitata" dall'articolista col giovanneo Logos greco in lettere latine, come le dieci parole della "eterna" lingua latina che in realtà ha solo qualche migliaio di anni, quindi è come l'infinito che può essere il "vero" senza - termine oppure solo quel punto abbastanza distante perché il cervello umano debba sostituire ad un'immagine contornata potenze numeriche ed una linea) poiché la Bibbia è solo uno dei più antichi - e non "il più antico": Wissenschaft des Judentums, ma senza intenti stragisti eventuali - antidoti alla paura della morte creati dall'uomo per l'uomo, crogiuolo sopravvissuto delle esperienze circostanti destinato anch'esso ad estinguersi prima o poi come organismo concreto e "completo". Dunque cos'è questo scritto raschiato dal fondo del nulla dell'essere? La parte ultima di una strategia da lotofagi - episodio brevissimo tra l'altro nell'Odissea che serve a marcare la prima tentazione (la seconda, dopo il banchetto coi beni del sacco, transizione dallo stato di guerrieri che tornano a quello di erranti nel mare) cui Odisseo debbe sottrarre i suoi compagni. La propaganda della narcosi appunto discendente dal "pensa positivo", dato che in questa "visione" la speranza non può non avere la meglio persino sui più pessimisti, colla sua concreta ed effettivamente mondana (si potrebbe dire protestante) irresistibilità. Almeno così si muore di fame di freddo e di sete col sorriso sulle labbra senza disturbare gli eletti con immeritate richieste.

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